Alla festa del martirio di San Giovanni Battista, a cui è dedicata la chiesa, risale la tradizionale "Festa dell'Anitra" che si celebra con giochi, spettacoli ed attrazioni la prima domenica di Settembre.
In tale stagione alla fine dell'estate, nei pollai del quartiere erano pronte da macellare le anitre, per cui nulla di meglio per festeggiare il santo che preparare un banchetto a spese dei saporiti palmipedi.
Considerando poi che per ammazzare le bestiole si ricorreva al taglio della testa, per una sorta di traslazione figurata, le anitre rappresentarono nell'immaginario collettivo la figura di San Giovanni Battista, morto appunto decapitato.
Fino a qualche decennio fa era consuetudine, per le famiglie di Capolaterra, esporre ai battenti della porta di casa, verso la strada, le zampe ed il becco dell'anitra legati da uno sgargiante nastro rosso.
Se ci è consentita l'espressione a queste povere bestiole, veniva, come si dice in gergo, proprio "fatta la festa"; si trattava comunque della sana volontà dei modesti abitanti del quartiere ( il quartiere Capolaterra, che va dalla zona del castello fino a Via Gherla, comprendendo Vicolo San Giovanni, Via A. Piatti , Via Vittorio Veneto e Via Murachette) di trovarsi a far festa nel giorno del loro Santo Patrono.