IL MERCATO DI DESENZANO 

Ogni martedì a Desenzano si allestisce ancora il mercato. Il giorno della settimana non è cambiato rispetto al lontano passato, ma merci e folla di compratori sono del tutto mutati. Non vi sono più barcaioli, facchini, mercanti svizzeri in stiffelius e col cappello a cilindro, contadini avvolti nel mantello nero: una folla di persone che è ormai scomparsa nel tempo e fa ressa solo nella memoria. Il mercato di Desenzano si è mutato radicalmente, come si sono mutate tante cose in questi ultimi cinquant'anni. Il mercato, nella stagione estiva, richiama dalle località vicine numerosi turisti i quali fanno calca a tal punto che talvolta è difficile aprirsi un varco tra la moltitudine. La lunga teoria di bancarelle è diventata un vero e proprio happening in cui è bello immergersi: file di tende colorate, banchi stipati di merci, moderni furgoni che funzionano da magazzini viaggianti e trasportano un po' di tutto: ceramiche, fiori finti e veri, gabbiette con uccelli esotici e canarini, miele in vasi con etichette indicanti diverse pasture da cui suggono polline le api, sedie di vimini, casalinghi, ferramenta, frutta e verdura, formaggi, pesce, polli rosolati allo spiedo, biancheria intima, tendaggi, tovaglie, giubbotti di pelle, jeans, abiti confezionati tra cui si fruga per scoprire i capi un po' démodé, ma sempre allettanti per l'ansioso acquirente, firmati Versace e Armani, scarpe di ogni genere, dalle pantofole agli scarponi per le escursioni in montagna, coperte di lana coloratissime sistemate in grosse confezioni di plastica trasparente, acquistate d'estate a basso prezzo e trasportate tra la folla con travaglio dai turisti che vengono d'oltralpe e soggiornano in alberghi e campeggi.

Ma questa è solo la giornata movimentata di una Desenzano in festa.