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Le esigenze produttive di una società non diversificata sono
gestite nell'ambito familiare. Con l'affermarsi di un artigianato specializzato
la produzione esce dalla famiglia e crea gruppi cui il possesso di una
tecnologia può conferire prestigio, ricchezza e potere. Nell'età
del Bronzo la ricchezza non è più rappresentata solo da mandrie
e greggi di animali, ma anche dal controllo delle materie prime e degli
scambi.
La società tende a gerarchizzarsi. La presenza di piccole "aristocrazie",
di capi più o meno potenti, è documentata in alcune regioni
dell'Europa centrale dal ritrovamento di tombe "principesche". Non solo.
Si assiste ad un affermarsi di simboli di potere: dalle armi difensive
con decorazioni sofisticate come elmi, corazze, schinieri, alle armi offensive
come pugnali e spade, al vasellame in metallo prezioso o in bronzo.
A partire dal XVII-XVI sec. a. C. viene aperta una nuova rotta commerciale,
grazie soprattutto all'impulso dato dagli scambi anche a grande distanza
dal diffondersi della metallurgia : la via dell'ambra. La preziosa resina,
utilizzata per la fabbricazione di oggetti d'ornamento di prestigio, dalle
coste del Baltico attraverso l'Europa centrale e balcanica raggiunge il
Mediterraneo. Perle d'ambra arrivano a Micene, la mitica residenza di Agamennone.
Non meno significative sono le trasformazioni che si verificano nelle
credenze religiose e nei riti funerari. Numerosi sono i rinvenimenti di
preziosi manufatti in bronzo nelle acque di fiumi, di laghi e di sorgenti,
forse interpretabili come offerte votive ad una divinità delle acque.
Anche al fuoco sembra essere riservato un culto specifico. Oggetti
come i coni in lamina d'oro riccamente decorata a sbalzo ritrovati in Francia
e Germania rappresentano probabilmente una colonna di fuoco ardente, epifania
di una potenza divina.
Nell'ornamentazione è dominante il motivo solare, sia sotto
forma di disco raggiato sia nel suo aspetto simbolico di ruota raggiata.
L'oggetto che meglio documenta il culto solare durante l'età del
Bronzo è il carro del sole di Trundholm (Danimarca). Esso è
costituito da un disco solare in bronzo ricoperto da una foglia d'oro su
un carro tirato da un cavallo.
Il mondo spirituale degli uomini del Bronzo, tuttavia, è probabilmente
destinato a rimanerci sconosciuto nei suoi aspetti specifici. La loro arte,
infatti, ci è nota solo attraverso lo stile decorativo, per lo più
geometrico e ripetitivo, della ceramica e degli oggetti di metallo o di
corno. I motivi figurativi sono rarissimi. Anche nell'arte rupestre della
Val Camonica, dove non mancano elementi figurativi, prevalgono in questo
periodo le immagini simboliche.
Un altro aspetto della nuova temperia culturale è il diffondersi
in Europa del rito della cremazione. Esso presuppone un diverso approccio
al mondo dell'aldilà e alle credenze religiose che lo sottendono.
Le più antiche cremazioni sono venute in luce nell'Europa centro-orientale,
in particolare nel bacino carpatico, ma verso la fine dell'età del
Bronzo il rito crematorio si diffonde in tutta l'Europa.
Culto del sole, culto del fuoco ardente, uso del fuoco per cremare
i morti sono probabilmente aspetti culturali fra loro connessi. Ma anche
il fuoco che nella fucina del metallurgo trasforma il metallo in qualcosa
di totalmente diverso partecipa in qualche modo alla sacralità
del sole. Più facile da capire è la connessione oro-sole-regalità.
La corona reale non è forse un disco solare raggiato posto sul capo
del sovrano?
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