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I modellini di palafitte qui esposti (scala 1 :25) sono stati realizzati
sulla base dei dati emersi dagli scavi di Fiavé, il sito che ha
fornito la documentazione più completa finora disponibile su un
insediamento palafitticolo nell'Italia settentrionale.
A Fiavé sono venuti alla luce due villaggi, uno risalente al
Bronzo Medio avanzato (Zona 1) e uno al Bronzo Antico e Medio (Zona 2).
Il modellino A esemplifica le strutture dell'abitato del Bronzo Antico
e Medio situato a circa m. 1 00 dall'antica sponda meridionale del laghetto.
Il campo di pali era delimitato verso nord da un allineamento che probabilmente
costituiva il perimetro del villaggio.
L'analisi dei pali conservati ha permesso di individuare diversi tipi
di lavorazione e diverse essenze impiegate nella costruzione della palafitta,
quali l'abete rosso e varie specie di larice, le due essenze che costituivano
la quasi totalità dei bosco circostante il villaggio.
I pali sono per lo più di sezione circolare, risultato della
sramatura dei tronchi, anche se non mancano pali a sezione quadrangolare,
poligonale, semicircolare, o a settore di cerchio.
Sembra che la maggior parte dei pali dovesse avere funzione di costipazione
e non di strutture portanti dell'abitato. Ma è difficile individuare
i pali che erano in diretta relazione con la struttura delle abitazioni
e ricostruire la planimetria del villaggio. Dal momento che i pali
erano lavorati soprattutto sulla sommità, la parte che ha subito
il massimo di deterioramento e che ha perso la forma originaria, le tracce
di lavorazione conservate sono poche. Dove queste sopravvivono, le
sommità dei pali presentano insellature. Se l' insellatura
è tanto profonda da formare una forcella, i due rami di questa sono
attraversati da uno o due fori passanti a sezione quadrangolare.
La stratificazione di Fiavé, Zona 2, presenta tre unità
fondamentali.
a) Sotto un leggero strato di humus si alternano, per uno spessore
di m. 1,80, strati di torba e strati di limo grigiastro che si sono sedimentati
dopo l'abbandono dell'abitato. E' da questa serie stratigrafica che
emergono le testate dei pali meglio conservate.
b) Segue uno strato antropizzato, il cui spessore varia da m. 1,80
a m. 2,5 che si è formato durante
i due secoli di vita dell'abitato e contiene i materiali culturali
- ceramica, legno, corno, osso e i resti paleobotanici.
c) Al di sotto inizia la creta lacustre all'interno della quale sono
infissi i pali per una profondità di m. 5. Gli strati antropizzati
hanno un aspetto cumuliforme, come se si fossero formati per caduta gravitazionale
dei materiali.
Poiché non si sono trovati piani pavimentali e molte delle ceramiche
recuperate sono integre, si ritiene che le abitazioni poggiassero su un
impalcato aereo soprastante lo specchio d'acqua.
Sulla forma e la disposizione delle capanne non sappiano nulla.
La ricostruzione che presentiamo è del tutto ipotetica. L'unico
dato certo è che si trattava di case su pali con impalcato aereo,
costruito a breve distanza dalla linea di riva dell'antico laghetto o comunque
su una fascia spondale che durante le piene rimaneva allagata. Quando
dopo il, primo periodo dei Bronzo Medio l'abitato della Zona 2 fu abbandonato,
forse a causa dell'innalzamento dei livello dei laghetto, ne venne costruito
uno nuovo più a nord-ovest in un punto dove affiora un isolotto
di forma ovale. Per il nuovo villaggio si adottarono soluzioni tecniche
più avanzate che garantivano la stabilità delle fondazioni
e comportavano un risparmio di materia prima e di lavoro.
Le case della parte centrale dell'isolotto poggiavano direttamente
sul suolo, mentre quelle costruite sulla riva periodicamente allagata erano
case su pali.
Il modellino B ricostruisce queste due situazioni insediative.
Sulla fascia spondale i pali verticali sono infissi nel fondo per soli
due metri e sono resi stabili da un complesso sistema di plinti fra loro
collegati a formare un reticolo. Anche della struttura delle case
di questo villaggio più recente poco o nulla è rimasto.
E' certo tuttavia che la forma e le dimensioni delle singole abitazioni
non erano costanti e la loro pianta doveva essere rettangolare o leggermente
trapezoidale. Per quanto riguarda le pareti, con ogni probabilità
erano costruite a graticcio intonacato d'argilla.
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