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Sull'abbigliamento delle genti dell'età del Bronzo le conoscenze
sono abbastanza scarse. Certamente si utilizzavano abiti di tessuto di
lino e di lana, nonchè di pelli di capra e di cervo.
Le palafitte svizzere e italiane hanno restituito frammenti di tessuti,
soprattutto di lino, che ci informano sulle tecniche di lavorazione. Si
producevano tessuti di colore uniforme oppure decorati a riquadri colorati,
del tipo cd. scozzese (documentati anche dalla ricca decorazione geometrica
delle stele antropomorfe dell'età del Rame scoperte ad Aosta e Sion),
a broccato e a ricamo. I colori sono quasi sempre perduti a causa della
carbonizzazione del tessuto. Un tessuto di lana rinvenuto nelle miniere
di sale di Dürnberg nel Salisburghese e datato al Bronzo Finale, presentava
motivi di colore bruno scuro e verde su fondo giallo chiaro, un altro ancora
motivi blu e viola scuro. I colori impiegati per la tintura dei fili erano
di origine vegetale: il blu si ricavava dallontano nano (Sambucus ebulus),il
giallo dal guado (Reseda luteola), il rosso dal Chenopodium album o dal
Galium palustre, il lillà dal mirtillo (Vaccinium myrtilus).
Per quanto riguarda la forma e il tipo di abiti, gli unici documenti
disponibili provengono dalle sepolture entro bare di tronchi di quercia
scoperte in Danimarca. Le donne indossavano una camicetta a maniche corte
e una gonna lunga fino al ginocchio, gli uomini una tunica, stretta in
vita da una cintura, e un mantello.
Gli spilloni di bronzo o di osso o corno avevano la funzione delle
attuali fibbie di sicurezza o dei nostri bottoni.
Sono numerosi gli oggetti di ornamento ritrovati negli abitati o nelle
tombe. I più frequenti sono gli elementi di collana che mostrano
una grandissima varietà : perline di calcite e di steatite; tubetti
di Dentalium fossile; piastrine di madreperla ritagliate da valve di lamellibranchi;
conchiglie marine, soprattutto Cardium o Pectunculus, perforate allumbone;
denti di animali forati alla radice (specialmente canini di orso, di volpe,
lupo, cervo, cinghiale); perline di pasta vitrea di colore verde-azzurro
e, infine, perle di ambra.
Lambra è una resina fossile, di cui esistono molte varietà
che si differenziano per le loro caratteristiche fisiche e chimiche, per
la provenienza geologica e per la distribuzione geografica. Le analisi
mediante spettroscopia di assorbimento dellinfrarosso hanno dimostrato
che lambra delletà del Bronzo e poi delletà del Ferro
è di provenienza nordica. Le principali regioni di origine erano
le coste occidentali della penisola dello Jutland e le coste dei paesi
baltici, in particolare della penisola del Samland nella baia di Danzica
e della Lettonia.
Lambra baltica, detta anche succinte per lalto contenuto di acido
succinico, è una resina secreta da un pino dellepoca terziaria,
il Pinus succinifera, diffuso durante lOligocene nellEuropa settentrionale.
Il suo colore naturale varia dal giallo chiaro al rosso cupo. Affiora naturalmente
a causa dellerosione del mare e dei fiumi lungo la fascia che costituì
il limite meridionale delle fronti dei ghiacci durante il Pleistocene.
NellEuropa settentrionale lambra era conosciuta e utilizzata da millenni
per fabbricare oggetti di ornamento, ma è soltanto verso la fine
del Bronzo Antico che ha inizio il suo commercio con le regioni dellEuropa
centrale e mediterranea, destinato a perdurare fino allepoca romana e
medioevale.
Per le sue qualità estetiche colore, leggerezza, limpidezza
oltre che per la sua provenienza esotica, essendo oggetto di scambi a
lunga distanza, lambra fu considerata un materiale prezioso di grande
valore e probabilmente anche dotato di valenze magiche in virtù
delle sue qualità elettrostatiche.
Gli ornamenti dambra cominciano a diffondersi intorno al XVIII-XVII
secolo a. C. nella cultura di Unetice della Boemia, quindi nella cultura
del Wessex del sud dellInghilterra e nella cultura di Polada in Italia
settentrionale. Durante il Bronzo Medio luso di ornamenti dambra si generalizza
nella cultura dei Tumuli dellEuropa Centrale e in quella palafitticola
e terramaricola del Nord Italia. A partire dal XVII-XVI secolo lambra
compare anche nella Grecia micenea. Nellarea culturale palafitticolo-terramaricola
lambra si trova sotto forma di perle globulari o a disco globulare o più
raramente biconiche. Perle dambra oltre che come elementi di collana,
erano utilizzate anche come fermapunte per gli spilloni come dimostrano
i ritrovamenti della necropoli di Franzine Nuove (Verona). Uno spillone
della palafitta della Maraschina (Sirmione) aveva una perla globulare dambra
come capocchia.
Dalla distribuzione dei ritrovamenti è possibile ricostruire
le vie seguite dal commercio dellambra. Durante letà del bronzo,
fino al XII sec. a C., la maggior parte dellambra proveniva dallo Jutland
ed era diffusa lungo le coste del mare del Nord fino al Wessex e alla Bretagna,
e lungo le vie fluviali del Reno e dellElba verso sud e sud-est, fino
alla regione alpina e al bacino carpatico. In Italia il percorso dellambra
seguiva certamente al valle dellAdige, dalla Val Venosta fino al lago
di Garda.
Non è invece chiaro per quali vie giungesse in Grecia, se cioè
dal bacino carpatico o dallItalia settentrionale, dal momento che i ritrovamenti
di ambra nelletà del Bronzo della penisola italiana o nei Balcani
centromeridionali sono poco frequenti. A Micene e a Kakovatos in Grecia,
nella cultura dei Tumuli della Germania sud-occidentale e nella cultura
del Wessex in Inghilterra si trovano placchette dambra con perforazioni
complesse, che servivano come separatori dei fili delle collane e che dimostrano
lesistenza di rapporti tra queste regioni, confermati anche dai dischi
dambra con i bordi incapsulati da una foglia doro ritrovati a Creta (Isopata,
tomba delle bipenni) e nello Wiltshire.
A partire dal Bronzo Finale (XII-X sec.a.C.) e durante letà
del Ferro la via dellambra si sposta più a oriente. La principale
zona di approvvigionamento diventa il Baltico e dal corso inferiore
della Vistola fino alla Slesia, dalla Moravia fino al Danubio la nuova
via dellambra giunge alla foce dellIsonzo, dove poi sorgerà Aquileia,
il principale centro del commercio e della lavorazione dellambra in età
romana.
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