V.32 La nascita della campagna padana



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Dalla foresta ai campi coltivati.

La campagna padana che ci è familiare con la sua geometria di campi coltivati , filari di alberi, fossi e rogge è un passaggio totalmente artificiale. E' il risultato di una lunga e complessa successione di eventi naturali, ma soprattutto umani che ne ha trasformato l'assetto originario.
Quando le popolazioni mesolitiche, attraverso i primi contatti con la penisola, acquisirono i rudimenti della pratica agricola e della domesticazione degli animali selvatici, la pianura padana era ricoperta da una estesa foresta di querce, olmi, carpini, frassini, tigli e ontani.
I primi agricoltori incominciarono a tagliare il bosco e a dissodare il suolo probabilmente con l'uso del fuoco. I loro villaggi, immersi nella foresta, erano di piccole dimensioni e di breve durata e la loro agricoltura era primitiva ed itinerante.
Soltanto con l'età del Bronzo si sviluppa un'agricoltura più evoluta e produttiva. Molti villaggi diventano stabili e a volte perdurano per due o tre secoli.
L'impressionante moltiplicarsi degli insediamenti in quest'epoca ci parla di un forte incremento demografico (nella Padania centrale i villaggi del Bronzo Medio - Recente sono qualche centinaio) per certo risultato di un'agricoltura discretamente produttiva e capace di rinnovare la fertilità dei terreni e quindi di coltivare le stesse aree per periodi prolungati.
Lo strumento principale della nuova agricoltura produttiva è l'aratro. A differenza del bastone da scasso e della zappa, l'aratro consente una lavorazione più rapida, meno faticosa e più produttiva. Il singolo agricoltore è in grado di coltivare superfici più estese e di dissodare il suolo più in profondità favorendone l'areazione e perciò una maggiore fertilità. Insediamenti stabili presuppongono anche l'alternanza dei coltivi: le genti del Bronzo dovevano conoscere la necessità di lasciare riposare il terreno se non addirittura alternare i coltivi facendo seguire alle colture cerealicole campi ad erba.
L'aratro con il vomere in legno non era certamente in grado di dissodare i pesanti suoli argillosi della bassa pianura, dove con ogni probabilità saranno state usate le tecniche arcaiche dell'incendio.
Ci sono molti fattori che ci testimoniano l'importante ruolo svolto nella lavorazione del latte: strumenti, contenitori, attingitoi, fornelli. Dalla palafitta di Flavé proviene, ad esempio, un frullino in legno, che era quasi certamente utilizzato nella produzione del burro.
Che i prodotti caseari fossero importanti nell'economia delle popolazioni dell'età del Bronzo è dimostrato indirettamente dall'età di abbattimento degli animali. Dalle analisi condotte sui resti ossei venuti in luce in diversi insediamenti è risultato che un'alta percentuale di individui sia capri-ovini che bovini è stata abbattuta in età adulta dopo i tre anni. Questo dato indica che gli animali venivano allevati per sfruttarne il latte, la lana e la forza di trazione.
Gli insediamenti del Bronzo Recente hanno restituito numerosi fornelli con piastra forata. Questo particolare denota la necessità di ottenere una temperatura controllata, da mettere forse in relazione alla lavorazione del latte per la produzione di  formaggi.
Le tazze attingitoio, infine, con anse fortemente sopraelevate e appendici ramificate, caratteristiche del Bronzo Medio - Recente, potevano avere la funzione di attingere la pasta casearia ancora calda dal recipiente posto sul fornello.
Una delle componenti fondamentali dell'alimentazione era certamente il pane. A Ledro e a Bande di Cavriana sono state ritrovate pagnotte di farina macinata in modo grossolano. Il rinvenimento di resti di pane è naturalmente un fatto molto raro. Una scoperta eccezionale è avvenute nel 1976 nel villaggio neolitico di Twann (Berna). Qui è venuta in luce una pagnotta di forma circolare, carbonizzata e raggrinzita, che ha dimostrato come fin dal 3550 a. C. in Europa si producesse un pane fatto di farina di frumento fine, ben setacciata. Il pane dell'Europa preistorica era senza lievito. L'uso del lievito, caratteristico dell'Egitto, si diffonderà in Grecia in epoca storica e diventerà comune nel resto d'Europa solo durante l'età romana.

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