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Quattro vetrine presentano i principali manufatti prodotti dalle attività
artigianali dell'età del Bronzo, esclusa la ceramica.
La prima vetrina espone strumenti di selce scheggiata provenienti dal
Lavagnone e da altri siti del territorio. Si tratta di cuspidi di
freccia a ritocco piatto coprente bifacciale, di diverse fogge (a peduncolo
ed alette, a basa concava), di raschiatoi foliati di forma quadrangolare,
di grattatoi, di elementi di falcetto che erano montati in serie su supporti
di legno. Sul taglio di queste lame di selce é possibile osservare
con chiarezza una patina lucente che é stata prodotta dallo sfregamento
contro le microscopiche particelle silicee, i fitoliti, contenute nello
stelo dei cereali.
La presenza della patina translucida indica quindi l uso effettivo
del reperto durante la mietitura. Prove sperimentali effettuate
con lame di selce della Palestina hanno dimostrato cheoccorrono circa
10.000 colpi prima che si produca una patina sufficientemente intensa,
un periodo di tempo più lungo di quanto si potesse prevedere (tuttavia
ciò dipende certamente anche dalla qualità della selce utilizzata).
Sulla parete di fondo della vetrina un disegno mostra l'utilizzo come
"bracciale d'arciere" di un manufatto frequentemente rinvenuto
nei siti dell'antica età del Bronzo dell'area benacense. Si tratta
di placchette di pietra levigata, per lo più di forma rettangolare, relativamente
sottili e a faccia piana, lavorate con cura e munite di uno o due fori
alle due estremità. Secondo linterpretazione più comunemente
ammessa, si tratterebbe di un dispositivo a protezione del polso contro
il violento rimbalzo della corda dell'arco. Secondo altre interpretazioni
si tratterebbe invece di pietre per affilare oppure di oggetti ornamentali.
L'osso, soprattutto dei mammiferi domestici come il bue, il maiale, la
capra e la pecora, e il corno di cervo o di capriolo costituivano nella
preistoria una importante fonte di materia prima per fabbricare strumenti,
in genere di piccole dimensioni, che avevano il pregio di essere molto
resistenti ai processi di usura. La seconda vetrina presenta una
serie di manufatti di osso e di corno provenienti principalmente dal Lavagnone.
Durante l'età del Bronzo, specialmente antica e media, in osso venivano
prodotti punteruoli, lesine, aghi, spatole, lisciatoi.
I punteruoli erano prodotti utilizzando ossa lunghe come ulna, radio o
fibula di bue, capra, pecora o maiale oppure metapodi di capra, pecora
o capriolo. Nel primo caso la base rimaneva costituita dall'epifisi
intera o dimezzata utilizzata come impugnatura, la parte distale veniva
modificata in maniera più o meno importante per raschiatura e levigatura.
Questi punteruoli sono molto abbondanti negli insediamenti palafitticoli.
Impugnati direttamente dalla mano e ruotati alternativamente da sinistra
a destra per perforare, erano certamente utilizzati in rapporto alla lavorazione
delle pelli. Gliaghi per cucire le pelli erano ricavati in genere
da fibule di maiale o da schegge di ossa lunghe, le spatole e i lisciatoi
per lo più da costole di bovide.
In tutti questi strumenti la punta o l'estremità distale appaiono molto
lisce e lucidate, effetto di un uso prolungato. Resti di palchi
di corna di cervo sono molto frequenti negli abitati dell'età del Bronzo
e servivano per fabbricare una quantità di strumenti e di oggetti di ornamento:
guaine per l'immanicatura delle asce, zappette, manici di lesine e punteruoli
di metallo, manici di acciarin in selce, cuspidi di freccia di forma conica
o piramidale, pomi di impugnature di pugnali, montanti di morsi, ganci
da cintura, spilloni, capocchie di aghi crinali, pettini che potevano
essere strumenti da lavoro per la tessitura oppure oggetti di uso ornamentale.
Spesso gli oggetti in corno di cervo venivano decorati con incisioni a
occhi di dado.
Per la confezione di tutti questi manufatti erano utilizzati i palchi
di corna caduti naturalmente in seguito alla muta, poiché sono più resistenti
e più calcificati.
La terza vetrina presenta una serie di oggetti ornamentali caratteristici
dell'età del Bronzo nell'area gardesana e padana: denti animali forati,
tubetti di dentalium fossile, conchiglie forate, perline di calcite, perline
di pasta vetrosa, perle di ambra. L'ambra è di origine baltica e
negli insediamenti dell'ltalia settentrionale compare per la prima volta
verso la Fine dell'antica età del Bronzo. Da questo momento la via
dell'ambra, che dalle coste del Baltico attraverso l'Europa centrale e
balcanica raggiungeva il Mediterraneo, rimarrà aperta ininterrottamente
fino all'età romana.
La quarta vetrina presenta una esemplificazione di prodotti della metallurgia
dell'età del Bronzo: asce e lame di pugnale, innanzitutto, e poi lesine,
punteruoli, scalpelli, falci, coltelli e oggetti relativi all'abbigliamento
come gli spilloni.
Nel corso dell'età del Bronzo gli utensili e gli strumenti da lavoro che
per millenni erano stati fabbricati in pietra levigata
o scheggiata o in osso, vengono gradualmente sostituiti da manufatti in
metallo.
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