Campagna di scavo 2004
Settore A
Nel corso della campagna di scavo di quest'anno sono stati
indagati alcuni degli strati relativi
alle fasi di frequentazione datate all’antica età del Bronzo.
I
livelli più recenti del Bronzo Antico (Lavagnone 4) comprendevano un
lembo di un piano di limo giallo, già scavato in estensione nelle
campagne precedenti, che alla base aveva un sottile strato ricco di
carboni e cenere; anche i materiali rinvenuti recavano evidenti tracce di
combustione. La natura di questa stesura, sicuramente intenzionale, è per
ora di difficile interpretazione, probabilmente era stata realizzata per
bonificare un’area che aveva subito l’azione del fuoco e,
contemporaneamente, servire come base per la successiva frequentazione.
Gli
strati relativi alla palafitta
su plinti, realizzata durante un momento avanzato del Bronzo Antico (Lavagnone
3), erano invece caratterizzati dalla composizione a prevalenza torbosa e
dalla presenza di numerosi pali affioranti, ben conservati grazie
all’ambiente anaerobico creato dalla torba. Nell’area di scavo sono
emersi, oltre ai pali verticali di sostegno dell’impalcato della
palafitta, alcuni plinti a racchetta, ramaglie disposte in
orizzontale, assicelle e canne forse pertinenti alla copertura di una
costruzione di cui, per ora, non sono stati individuati i limiti e le caratteristiche.
Uno dei plinti rinvenuti
L’esistenza nelle vicinanze di una struttura abitativa è stata
confermata dalla frequente presenza di grosse lenti di cener e,
concentrazioni di cocci ceramici e soprattutto da un piccolo cumulo
formato da limo giallo, ghiaia, torba cenere e blocchi di limo scottato.
All’interno del cumulo sono stati ritrovati alcuni vasi frammentati
parzialmente ricostruibili, manufatti in osso-corno, fusaiole e semi di
corniolo, tutti indizi che il cumulo si è formato in seguito al crollo o
al rifacimento di un piano d’uso in prossimità di un focolare. Alla
base della formazione è stata inoltre messa in luce una stesura di
fibre vegetali ricurve e parallele con intrecci trasversali che sembra
essere parte di un recipiente o di una stuoia.
Il ritrovamento di materiali ceramici, manufatti in osso-corno,
fusaiole, accumuli di cornioli e il manufatto intrecciato documentano gli
aspetti della vita quotidiana sulla palafitta. Settore
B
Sono stati indagati gli strati pertinenti alla fase Lavagnone 3 (Bronzo
Antico Ic), Il
primo livello, diffuso su tutta l’area, è caratterizzato dalla presenza
di carboni e legni non combusti. Si tratta probabilmente di un riporto di
terra esteso, il tetto del quale è pervaso da ciottoli di piccole
dimensioni, ceramiche e resti faunistici disposti in piano. Su questa
interfaccia di frequentazione sono cresciuti gli scarichi cumuliformi
asportati nella precedente campagna.
All’interno di questo
livello è stato rinvenuto un pugnaletto in bronzo, a base
semicircolare, con la lama decorata con solcature lungo i margini. Il
reperto si trovava conficcato nello strato in posizione verticale.
Al
di sotto del riporto si trova un primo livello composto prevalentemente da
torba e sfasciumi vegetali che presenta al tetto alcune lenti di cenere.
Trattandosi di un contesto prevalentemente anaerobico, che ha quindi
consentito la conservazione di resti organici, cominciano da questo
livello ad affiorare le teste dei pali lignei delle strutture sottostanti.
Un "velo" millimetrico di sabbia fine caratterizza il tetto
dell'unità e potrebbe documentare episodi di apporto idrico, mentre la
presenza di acqua sembra attestata anche dalle condizioni di conservazione
dei frammenti ceramici (grossa pezzatura = assenza di calpestio).
Lo
strato ha restituito carboni, legno, osso, malacofauna e ceramica.
Terminata l’asportazione di questa unità
stratigrafica si è messo in luce il tetto di un nuovo strato costituito
da limo organico torboso e sabbia fine, che si differenzia dal soprastante
strato per la maggiore presenza di sfasciumi lignei e di resti faunistici
di grossa pezzatura che si accompagnano a una dispersione - tipica, qui,
di ogni interfaccia di frequentazione - di ceramica, carboni e lenti
discontinue di limo giallo.
In questi livelli sono ormai nettamente
riconoscibili le impronte dei buchi di palo che punteggiano
l'intera superficie con le stesse teste erose di pali verticali esposte.
Ne sono state riconosciute oltre 200, sono state tutte numerate, descritte
nelle schede e disegnate. Analizzandone la profondità, l’inclinazione,
il livello da cui si sono riconosciute sarà possibile ricostruire la
pianta di eventuali strutture.
Durante l’asportazione di questo strato
compare al di sotto un grosso cumulo di cenere e carboni. Nella restante
area il passaggio allo strato sottostante è segnato nuovamente dalla
presenza di sottili lenti di sabbia fine.
Lo
strato sottostante ha matrice torbosa e una forte concentrazione di
manufatti e resti faunistici, con numerosi recipienti rotti in situ,
sono presenti anche lenti circoscritte di cenere e carboni. Nel complesso
si potrebbe interpretare come un ampio scarico da abitato.
Al
di sotto si trova una estesa unità di limo torboso friabile, con sabbia,
lenti di cenere e carboni e molti frammenti ceramici oltre a semi, osso e
malacofauna.
Sulla
superficie di questa unità stratigrafica termina la campagna di scavo
2004. I materiali esposti vengono raccolti per preservarli dal
deterioramento e lo scavo viene ricoperto con tessuto non tessuto e teli
protettivi.
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