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Campagna di scavo 2005

Settore A

Gli obiettivi della campagna di scavo del 2005 erano quelli di terminare l’asportazione degli strati relativi all’orizzonte cronologico Lavagnone 3 (BA I B) su tutta l’area, e degli strati basali della formazione cumuliforme riferibili al Lavagnone 2 (BA I A) nella striscia dei quadrati O-P 3-10.

I livelli del Lavagnone 2

In quest’area viene posto in luce il livello archeologicamente sterile su cui è cresciuto il cumulo del Bronzo Antico Ia. Tra i materiali si segnala il rinvenimento di un mestolo in legno di grandi dimensioni con vasca a calotta.

Proviene invece dal livello sottostante uno spillone in osso con gambo ricurvo e testa a clessidra con due fori.

La totale asportazione del cumulo ha reso più evidente la presenza di concentrazioni di grandi pali relativi alle fasi più antiche dell’abitato.

Alla base del cumulo, si evidenzia la presenza di alcuni elementi lignei orizzontali, con buona probabilità da porre in relazione con il crollo dell’assito della palafitta. Tra questi si segnala un’asse carbonizzata con serie di fori quadrangolari.

In previsione dell’esaurimento del deposito in quest’area, l’equipe dei paleobotanici del CNR, ha effettuato alla base del cumulo allo scopo di completare la raccolta dei dati.

 

I livelli del Lavagnone 3

Nel corso dello scavo dei livelli pertinenti al Lavagnone 3 è stato posto in luce un intreccio di fibre vegetali, probabilmente un cesto; si decide di prelevare il manufatto ancora inglobato nella matrice torbosa, in modo da evitare eventuali danni dovuti all’eccessiva esposizione. 

La fibra che lo compone sembra essere molto affine al vimini per struttura e avere un’intelaiatura radiale con le fibre intrecciate in maniera curvilinea. Con ogni probabilità il cesto deve essere caduto capovolto poiché ciò che appare in superficie sembra essere il fondo del recipiente, mentre l’intreccio affonda profondamente nello strato sottostante.

 

Raggiunta la base del deposito del Lavagnone 3 si osserva che in una zona dello scavo lo strato presenta una forte pendenza E-W, ed alcuni bruschi cambiamenti di quota.

L’ipotesi, avanzata nella campagna precedente, dell’esistenza di strutture presso la sezione est dello scavo, che con ogni probabilità si sviluppano oltre i limiti dello stesso, viene ulteriormente confortata dai dati di scavo raccolti quest’anno: l’infittirsi in questa zona dei frammenti ceramici e di altri manufatti, la presenza di cumuli di cenere e di un butto di limo-argilla cruda ne sono la prova.

Altro importante risultato conseguito nel corso della campagna è stata la possibilità di estrarre interamente le porzioni terminali di molti dei pali esposti sull’area. Il dato potrebbe portare alla distinzione inequivocabile, nella selva di pali fino ad ora rilevata, dei pali pertinenti alle strutture delle fasi più recenti ed alla conseguente individuazione di allineamenti o raggruppamenti.

Due delle punte estratte sono state prelevate dal prof. Kuniholm (Cornell University, Ithaca, NY) per le analisi dendrocronologiche.

Nel corso dello scavo un’equipe del CNR, coadiuvata dal geofisico Lozej, ha eseguito alcuni rilevamenti sulla resistività del deposito e dei pali allo scopo di raccogliere dati sullo sviluppo areale dell’abitato.

Settore B

Si è proseguito lo scavo delle US poste in luce alla fine della campagna di scavo 2005. In particolare si è notata la presenza di numerosi frammenti ceramici disposti in piano, mentre gli elementi lignei orizzontali, contrariamente a quanto osservato negli anni passati in corrispondenza di US 810, si rarefacevano in maniera significativa. 

E' proseguito anche lo scavo del cumulo (ES 1159) la cui base, caratterizzata da  una componente sabbiosa, carboni, lenti di limo giallo, lenti anche molto consistenti di cenere, poggia direttamente su US 810.

Il cumulo appare costituito da due momenti di accumulo differenti. Al tetto non è tuttavia possibile distinguere il rapporto tra le ceneri superficiali. Il cumulo nella parte Est appare composto da uno strato superficiale di limo giallo e ghiaia (US 1258), caratterizzato da numerose lenti di cenere e carboni, sovrapposte ed interdigitate, che non è possibile seguire in areale. Tra i reperti rilevati si segnalano una perlina biconica in fayence e un boccaletto globoso. 

US 1258 copre uno strato compatto di limo giallo (US 1272), con ghiaia e scarsissimi materiali, al tetto del quale compaiono due buche. Il limo giallo insiste su un potente strato di cenere quasi pura, con spessore massimo di ca. 30 cm, contenente numerosi frammenti ceramici al tetto e fauna, anche di grossa pezzatura, alla base. Lo strato ha restituito, a vari livelli, abbondanti frammenti ceramici, anche di grandi dimensioni. Nella parte basale si evidenzia una alternanza tra lenti torbose e cenere, che non è possibile seguire in areale. Le lenti torbose contengono carboni anche centimetrici  e concentrazioni di semi di Rubus.

Nella parte Ovest il tetto del cumulo è composto da una limitata chiazza di limo grigio giallastro, con ghiaia grossolana, frustoli di carbone anche centimetrici, contenente scarsi materiali, che copre uno strato di limo grigio con cenere e carboni . Anche in questo livello si segnala una concentrazione di semi di Rubus. Anche in questa fascia il passaggio a US 810 è marcato dalla presenza di lenti di sabbia. Tra i reperti rilevati si segnalano tre elementi di falcetto o coltello, due dei quali provvisti di residui di immanicatura in legno.

Durante lo scavo del cumulo è stata individuata una zona di scarico caratterizzata dalla presenza di “mattonelle” di limo-argilloso giallo, alcune delle quali recanti su una faccia piana tracce di legno parzialmente combusto, e in un caso sul fianco tracce di incannucciato. Le mattonelle appaiono talora sovrapposte tra loro in maniera caotica: alcune hanno la faccia con le tracce di legno rivolta verso il basso e si alternano a grossi recipienti ceramici rotti in situ. Si osserva che due vasi e una grossa scapola di bovino risultano sfondati in corrispondenza di alcune tracce negative di palo, chiaro indizio delle recenziorità dell’impianto di questi pali rispetto allo scarico.

L’interpretazione più plausibile per le “mattonelle” di limo-argilloso è che si tratti di una stesura pavimentale ricoperta da assito ligneo, indizio della vicinanza di strutture abitative, che finora non erano ancora state individuate nei livelli dell’antica età del Bronzo del settore B. 

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