LA COLLINA DI S.
MARTINO
Deve il suo nome ad un antichissimo monastero,
risalente al Mille, che fu delle monache benedettine alle dipendenze del
monastero di S. Giulia di Brescia che, favorito dai re Longobardi e dagli
imperatori Franchi, diffuse in Italia il culto di S. Martino, vescovo di
Tours, a cui appunto fu intitolato il cenobio di Desenzano.
Negli antichi documenti e citato come "S.
Martino de Rovedono” dal nome del torrente Redone che scorre a breve distanza.
Nel XV secolo il monastero di S. Martino era già in decadenza e
nel 1530 risulta dato in commenda e le rendite spettano al monastero della
SS.ma Trinità di Verona.
Ma
la collina di S. Martino, la più alta del circondario, e nota soprattutto
per la battaglia che vi si combattè dall'alba al tramonto del 24
giugno 1859 tra le truppe del Regno di Sardegna, guidate da Vittorio Emanuele
Il e quelle austriache guidate dal giovane imperatore Francesco Giuseppe.
Lo stesso giorno l'esercito francese, alleato con i piemontesi, combatté
sulla collina di Solferino. Gli alleati ebbero la meglio solo a tarda sera,
la collina di S. Martino fu più volte conquistata e persa durante
la giornata: al cader della notte, dopo un violentissimo temporale, restarono
sul campo 40.000 uomini, tra morti e feriti.
Il filantropo svizzero Henri Dunant presente
alla battaglia, ne riportò una così forte impressione per
la violenza dei combattimenti e le sofferenze dei combattenti che si fece
promotore della Croce Rossa Internazionale (1864) ricevendo il premio Nobel
per la pace nel 1901. Per onorare i caduti, nel 1870, fu acquistata l'antica
chiesa del convento di S. Martino che venne completamente trasformata per
accogliere i resti dei soldati seppelliti in qualche modo nei campi, in
fosse comuni, dopo la battaglia. Nel 1893 fu inaugurata dal re Umberto
I la torre monumentale eretta in onore di suo padre Vittorio Emanuele II.
Si può salire alla sommità della torre (mt. 74) percorrendo
una comoda rampa a spirale, dall'alto la vista spazia ben oltre il normale
giro d'orizzonte: il lago, i monti, le colline moreniche e la pianura si
abbracciano con lo sguardo con un effetto indimenticabile. Dietro la torre
e possibile visitare il Museo del Risorgimento con interessantissimi cimeli
militari delle Guerre di Indipendenza.
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