VACCAROLO

Per quanto nei tempi passati si sia cercato di trovare origini "poetiche" al nome della località, questo deriva essenzialmente dall'uso che si faceva di questo territorio agricolo dedicato al pascolo fin dall'antichità.
La proprietà dei terreni era completamente del Comune di Desenzano che ne traeva grossi profitti cedendola "all'incanto". Col passare del tempo, a partire dal XVI secolo, la proprietà venne pian piano alienata a privati e spartita tra le più fiorenti famiglie della zona.
Vi ebbero infatti la proprietà, tra gli altri, gli Alberti, i Gilio, i Pace di Desenzano e i Segala di Salò. Ogni proprietà ebbe la sua chiesa: gli Alberti S. Carlo Vecchio edificata verso il 1650 ed ampliata nel 1738: è  appena poco discosta dal nostro itinerario e merita una visita almeno per il bellissimo portalino in
marmo. Al momento l'interno é in attesa di un promesso e doveroso restauro.
I Gilio ebbero la chiesa di S. Carlo nuovo di cui si parla in apposita scheda ed i Pace un piccolo oratorio privato oggi scomparso.
La famiglia Segala ebbe invece la proprietà della casa e della chiesa che in assoluto rivestono il maggior interesse storico artistico di Vaccarolo: S. Bernardino.
La chiesa, che ricalca lo stile romanico povero, era stata edificata nel 1458, le abitazioni della corte sono di poco posteriori.
In quello che resta della chiesa sono conservati alcuni affreschi quattrocenteschi: una Madonna col Bambino, un Cristo trionfante con gli Evangelisti, gli apostoli. Il tutto oggi é adibito ad usi diversi e non è visitabile.


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