PIANO SOCIO - ASSISTENZIALE 2000/2001

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I N D I C E

PREMESSA

1. AREA ANZIANI

1.1 OBIETTIVI GENERALI
1.2 MODALITA' E STRUMENTI
1.3 INTERVENTI
1.3.1 INTERVENTI PREVENTIVI 1.3.1.1 Attività di informazione e segretariato sociale
1.3.1.2 Attività culturali - ricreative - fisiche
1.3.1.3 Attività lavorative
1.3.1.4 Soggiorni climatici
1.3.2 INTERVENTI DI SOSTEGNO 1.3.2.1 Assistenza economica
1.3.2.2 Miglioramento delle condizioni abitative
1.3.2.3 Assistenza domiciliare
1.3.2.4 Pasti a domicilio
1.3.2.5 Telesoccorso
1.3.2.6 Servizio di trasporto anziani e disabili
1.3.2.7 Bagno assistito
1.3.2.8 Servizio mensa
1.3.2.9 Centri sociali
1.3.3 INTERVENTI DI SOSTITUZIONE 1.3.3.1 Servizio di ammissione anziani in casa di riposo
2. AREA HANDICAP 2.1 OBIETTIVI GENERALI
2.2 MODALITA' E STRUMENTI
2.3. INTERVENTI
2.3.1 INTERVENTI DI SOSTEGNO 2.3.1.1. Inserimento nelle strutture educative/scolastiche
2.3.1.2 Inserimento lavorativo
2.3.1.3 Assistenza economica
2.3.1.4 Servizio di trasporto
2.3.1.5 Contributi per la frequenza a Centri socio-educativi, a Centri di Formazione Professionale e al Servizio di Formazione all'Autonomia.
2.3.2 INTERVENTI DI SOSTITUZIONE 2.3.2.1 Centri Residenziali e Comunità alloggio
3. AREA MINORI 3.1 OBIETTIVI GENERALI
3.2 INTERVENTI
3.2.1 INTERVENTI DI SOSTEGNO 3.2.1.1 Asilo Nido
3.2.1.2 Assistenza domiciliare educativa
3.2.1.3 Centro di Aggregazione Giovanile
3.2.1.4 Interventi per iscritti stranieri e nomadi
3.2.1.5 Laboratorio di Lettura
3.2.1.6 Centro ricreativo estivo comunale
3.2.1.7 Interventi a favore di adolescenti e giovani
3.2.1.8 Nomadi
3.2.1.9 Progetto ''promozione della famiglia: attivazione di nuove opportunità'' (legge n°285/97)
3.2.1.10 Soggiorni climatici
3.3.2 INTERVENTI DI SOSTITUZIONE 3.3.2.1 Affidi educativi
3.3.2.2 Semiconvitti e comunità educative per minori
4. AREA STRANIERI

5. AREA NOMADI

6. INTERVENTI DI ASSISTENZA ECONOMICA

6.1 MINIMO VITALE
6.2 INTERVENTI D'EMERGENZA
6.3 INTERVENTI STRAORDINARI "UNA TANTUM"
6.4 TICKET - TASSA RIFIUTI
7. AREA PER CONTRIBUTI AD ASSOCIAZIONI

8. AREA DEL VOLONTARIATO

ALLEGATO A

CRITERI DI ACCESSO AI SERVIZI E PARTECIPAZIONE DEGLI UTENTI AL COSTO DEI SERVIZI
CRITERI GENERALI
FASCE DI REDDITO PER LA DETERMINAZIONE DEGLI INTERVENTI DI SOSTEGNO ECONOMICO E DEL CONCORSO DEGLI UTENTI AL COSTO DEI SERVIZI
CONCORSO DEGLI UTENTI AL COSTO DEL SERVIZIO SOGGIORNI ESTIVI PER LE PERSONE ANZIANE-TABELLA N° 3
CANONI AFFITTO ALLOGGI E.R.P. DI PROPRIETA' COMUNALE – TABELLA N° 4
QUOTA CANONE – TABELLA N° 5
ASSISTENZA DOMICILIARE - TABELLA N° 6
PASTI A DOMICILIO – TABELLA N° 7
COSTO TRASPORTO A VISITE MEDICHE – TABELLA N° 8
TELESOCCORSO – TABELLA N° 9
CENTRO SOCIALE
CONTRIBUTI PER LA FREQUENZA DEL C.S.E., C.F.P.H., S.F.A.
ASILO NIDO
ASSISTENZA DOMICILIARE EDUCATIVA PER MINORI-TABELLA N.10
SERVIZIO CAG - TABELLA N° 11
CENTRO RICREATIVO ESTIVO COMUNALE
SOGGIORNI ESTIVI PER MINORI - TABELLA N° 12
SEMICONVITTI O COMUNITA' EDUCATIVE PER MINORI- TABELLA N° 13
STRUTTURE PROTETTE PER PERSONE ADULTE ED HANDICAPPATE
TABELLE PER COSTO SERVIZI TABELLA N° 1 MINIMO VITALE
TABELLA N °2 REDDITO FAMILIARE ANNUALE NETTO
TABELLA N° 2 BIS – REDDITO FAMILIARE ANNUALE LORDO CALCOLATO IN BASE ALL’INDICATORE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA
TABELLE IN EURO Î TABELLA N° 1 MINIMO VITALE
TABELLA N °2 REDDITO FAMILIARE ANNUALE NETTO – valori in Î
TABELLA N° 2 BIS – REDDITO FAMILIARE ANNUALE LORDO CALCOLATO IN BASE ALL’INDICATORE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA
TABELLA N. 3 SOGGIORNI ESTIVI PERSONE ANZIANE
TABELLA N. 4 CANONI AFFITTO ALLOGGI DI PROPRIETA' COMUNALE
LIMITI DI REDDITO DELLE FASCE DI CANONE
TABELLA N. 5 QUOTA CANONE
TABELLA N. 6 COSTO SAD
TABELLA N. 7 SERVIZIO PASTI PRESSO IL CENTRO SOCIALE
SERVIZIO TRASPORTO PASTI A DOMICILIO
TABELLA N. 8 COSTO TRASPORTO PER VISITE MEDICHE CON ASSISTENZA
TABELLA N. 9 TELESOCCORSO
TABELLA N. 10 COSTO ASSISTENZA DOMICILIARE EDUCATIVA
TABELLA N. 11 COSTO CAG
TABELLA N. 12 SOGGIORNI CLIMATICI PER MINORI
TABELLA N 13 SEMICONVITTI – COMUNITA’ EDUCATIVE PER MINORI
ALLEGATO B REGOLAMENTO PER L’APPLICAZIONE DEI CRITERI UNIFICATI DI VALUTAZIONE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA DEI CITTADINI CHE RICHIEDONO PRESTAZIONI AGEVOLATE. Art. 1) Ambito di applicazione
Art. 2) Composizione del nucleo familiare
Art. 3) Valutazione della situazione reddituale
Art. 4) Valutazione della situazione patrimoniale
Art. 5) Variazioni alla situazione economica
Art. 6) Dichiarazione sostitutiva del richiedente
Art. 7) Efficacia e vincolatività delle disposizioni del regolamento

PREMESSA

La recente normativa regionale:

L.R. n° 31 del 11.7.1997 "Norme per il riordino del servizio sanitario e sua integrazione con le attività dei servizi sociali".

D.G.R. 24 Luglio 1998 n° 6/37586 "Approvazione della proposta di indirizzi generali per il Piano Socio Assistenziale regionale per il triennio 1998/2000 art. 1 L.R. 11.7.1979 n° 31"

ha delineato le linee guida per il riassetto delle competenze, delle funzioni e delle direttrici di riferimento per la costituzione del sistema di protezione sociale cui concorrono i vari soggetti (ASL, ASSI, Enti locali, Province, Regioni, privato sociale) ai quali, con successivi atti, verranno assegnati compiti integrati di intervento.

I principi generali, vincolo imprescindibile culturale ed organizzativo avviato dalla L.R. n° 1/86 e dal Piano regionale attualmente in vigore, vengono enunciati come segue:

"In questa prospettiva, e per questa prospettiva, deve quindi essere riordinato l'assetto organizzativo, funzionale ed operativo del sistema dei servizi socio sanitari, al fine di consentire l'erogazione degli stessi in relazione alla globale situazione familiare, per suscitare e valorizzare le risorse di solidarietà in essa presenti, della rete parentale e dei mondi vitali ad essa collegati, favorendo la permanenza o il ritorno della persona in ambito familiare ogni volta che ciò appaia possibile con il sostegno dei servizi esterni". La L.R. n° 31/1997 ha riaffermato le competenze programmatiche e gestionali delle Aziende Sanitarie Locali per le attività socio-sanitarie integrate. Competono alle A.S.L. e vengono esercitate attraverso il dipartimento per le attività socio sanitarie integrate (ASSI) le funzioni: A livello sostanziale i servizi tradizionalmente chiamati "alla persona" comprendono tre tipi di attività: Il recente decreto legislativo n°112 del 3 Marzo 1998 ha ridefinito le competenze degli Enti Locali in materia. In termini generali il decreto ha stabilito che la generalità dei compiti e delle funzioni amministrative è attribuito ai Comuni, alle Provincie ed alle Comunità Montane, secondo le loro dimensioni territoriali, associative ed organizzative.

Le Regioni individuano i livelli ottimali per l'esercizio associato delle funzioni: i Comuni esercitano le funzioni in forma associata e la legge regionale deve prevedere strumenti di incentivazione per l'esercizio associato.

Ai Comuni vengono riconfermate le funzioni amministrative ed i compiti di erogazione dei servizi socio assistenziali non attribuiti ad altri Enti, nonché compiti di progettazione e di localizzazione della rete dei servizi.

I Comuni esercitano le funzioni ed i compiti di competenza secondo le seguenti modalità:

  1. il bacino d'utenza sia compreso prevalentemente nell'ambito del Comune
  2. gestione dei servizi più complessi e/o con utenza sovracomunale attraverso la delega da parte del Comune singolo all'ASL o attraverso forme di esercizio associato tra Comuni previa individualizzazione dei livelli ottimali concordati nelle sedi concertative previste.
Sarà il secondo Piano socio assistenziale vero e proprio a definire ulteriormente quali servizi debbano considerarsi di minore complessità e quali invece "complessi".

Il recente accorpamento dell'ex USSL n°17 e dell'ex USSL n°18 nella ASL della Provincia di Brescia, la definizione del Dipartimento ASSI, la recente costituzione dei cinque Servizi, le indicazioni contenute nel precitato atto regionale "indirizzi generali per il piano socio assistenziale regionale 1998/2000" stanno delineando un assetto organizzativo e di tipologie di intervento nuove e ancora in via di definizione ed inducono a mantenere l'attuale sistema dei servizi comunali in attesa del Piano socio assistenziale Regionale. In particolare si cercheranno forme di raccordo e strumenti di confronto di progettualità e di coordinamento con i servizi che vanno definendosi nel contesto territoriale all'interno della ASL, azioni concertate con altri Comuni per la eventuale realizzazione di servizi sovracomunali e l'integrazione e sviluppo di quelli già operanti a livello comunale.

Nel ribadire che:

  1. il Piano Socio-Assistenziale assume un'importanza rilevante per la vita della nostra cittadinanza;
  2. il sistema dei Servizi Sociali è da intendersi rivolto alla comunità finalizzato a garantire idonee soluzioni alle varie problematiche in continua evoluzione con l'evolversi della vita comunitaria e che pertanto deve essere oggetto di attento e costante aggiornamento;
L'amministrazione Comunale s'impegna in linea con i principi di trasparenza e di partecipazione oltre che per i motivi di cui nel punto b): Oltre, infatti, ai cambiamenti negli assetti e nell'attribuzione delle competenze in via di definizione in base agli atti normativi sopra riportati, si ricordano due provvedimenti rilevanti sia sotto il profilo dell'impatto distributivo delle risorse economiche sia sotto quello della politica sociale: FINI - COMPITI - ORGANIZZAZIONE
Scopo fondamentale degli interventi socio assistenziali è quello di creare e mantenere un sistema di sicurezza attraverso le definizione di servizi ed interventi finalizzati al raggiungimento, mantenimento e al recupero del benessere fisico, psichico e mentale della persona ed alla sicurezza economica e sociale.

Il sistema dei servizi sociali si orienta a:

  1. individuare i bisogni della collettività valutando la rispondenza della rete di servizi in atto ai bisogni rilevati;
  2. intervenire positivamente nelle situazioni, sia individuali che familiari, attivando risorse congiunte per prevenire ed evitare cronicizzazioni delle situazioni, per stimolare e favorire l'autonomia personale, per superare stati di bisogno;
  3. perseguire, incentivare e favorire la partecipazione dei cittadini alla gestione dei servizi attraverso il volontariato;
  4. partecipare alle attività di progettazione per eventuali nuovi servizi.
A tal fine si intende ampliare un programma che affronti i problemi relativi a :
  1. AREA ANZIANI
  2. AREA HANDICAP
  3. AREA MINORI
  4. AREA STRANIERI
  5. AREA NOMADI
  6. CONTRIBUTI AD ENTI ED ASSOCIAZIONI
  7. VOLONTARIATO
Il programma si basa su due principi:
  1. suddivisione degli interventi in :
  1. definizione di chiare linee di collaborazione Comune - ASL - ASSI sulla base delle diverse competenze attribuite dalla Legge.
In questo contesto, si richiederanno anche idonee soluzioni per mantenere la localizzazione dei servizi socio sanitari dell'ASL e dell'ASSI in Desenzano ricercando edifici con caratteristiche strutturali idonee.

1. AREA ANZIANI

Le tendenze in atto nella struttura demografica del Paese evidenziano un elevato tasso di senilizzazione ed una speranza di vita dalla nascita di 80 anni con una sempre maggior presenza di anziani ultrasessantacinquenni nella società (a Desenzano del Garda vi sono 6018 anziani ultrassessantenni). Vi è inoltre un graduale aumento di quelle componenti della popolazione anziana per le quali deve essere garantito un alto grado di tutela sociale.

L'invecchiamento della popolazione porta ad un aumento della solitudine della condizione anziana, mentre le modifiche della struttura e dell'organizzazione familiare rendono critica la permanenza al domicilio. Infatti la diminuita estensione della struttura delle convivenze (gli anziani costituiscono la stragrande maggioranza delle famiglie unipersonali, a oggi sono il 24% della popolazione anziana con circa 1100 ultrasessantenni) e la diminuita permanenza nello stesso nucleo dei familiari componenti tendono a far scomparire per molti anziani il sostegno della famiglia ancora esclusiva agenzia erogatrice dell'assistenza geriatrica.

La senilizzazione della popolazione rende molto accentuata, all'interno della struttura economica, la polarizzazione tra popolazione attiva e anziani usciti dal sistema produttivo.

Permane, e purtroppo aumenta, la correlazione tra vecchiaia e malattia, tra vecchiaia e dipendenza, che rende all'interno della popolazione globale la minoranza degli anziani componente maggioritaria degli "utilizzatori" dei servizi socio-sanitari.

Si mantiene elevata la correlazione tra invalidità e vecchiaia.

Rimane, e non riesce ad essere sufficientemente compensata dal nostro sistema previdenziale, la correlazione tra vecchiaia e povertà che purtroppo aggiunge alla non autosufficienza funzionale la non autosufficienza economica.

1.1 OBIETTIVI GENERALI

1.2 MODALITA' E STRUMENTI 1.3 INTERVENTI

1.3.1 INTERVENTI PREVENTIVI

1.3.1.1 Attività di informazione e segretariato sociale

Il Comune svolge attività di informazione all'utilizzo delle prestazioni e dei servizi esistenti, non solo nell'ambito comunale.

L'espletamento della funzione informativa è da intendersi come un vero e proprio servizio attraverso il quale filtrare l'accoglimento e la presa in carico della domanda o l'eventuale indirizzo ed accompagnamento ad altri servizi.

Tale attività rappresenta un significativo momento di conoscenza, di orientamento e possibilità di fruire delle risorse territoriali per gli utenti. Gli operatori possono da una parte osservare l’evoluzione della domanda e dall’altra approfondire i bisogni emergenti, non solo quelli di carattere assistenziale, e la loro evoluzione.

Tali osservazioni concorrono alla definizione di modalità di intervento o di programmazione di servizi finalizzati a prevenire forme di disagio o di difficoltà.

1.3.1.2 Attività culturali - ricreative - fisiche

Queste attività hanno lo scopo essenziale di contrastare la perdita di sicurezza che accompagna il processo di invecchiamento e di favorire la presenza attiva dell'anziano nella comunità per ridurre il rischio di emarginazione.

Esse trovano nei Centri Sociali l'ambito privilegiato di elaborazione e di realizzazione. Negli ultimi anni essi stanno assumendo una caratterizzazione ed un orientamento più aperti sia all'insieme della popolazione anziana sia ad altre fasce della cittadinanza, in modo che la cultura e l'esperienza di questa età diventino risorsa per l'età stessa e la collettività tutta.

Si intende quindi operare per:

  1. acquisire l'autorizzazione al funzionamento per i due Centri Sociali in via di attivazione;
  2. coordinare le iniziative dei e nei Centri Sociali anche attraverso il Gruppo Promotore mediante l'approvazione di un programma almeno semestrale di iniziative varie (gite, visite a musei, spettacoli teatrali) unitario fra i due Centri Sociali che tenga conto di tutte le zone del Paese, anche quelle periferiche, ed interagendo con altre proposte del territorio (ad esempio l'esperienza dell'Università del Garda, le attività della Biblioteca, le scuole...);
  3. favorire la circolazione dell'informazione stimolando e coordinando la raccolta di notizie e riflessioni anche mediante la pubblicazione del Giornalino dei Centri;
  4. valorizzare la componente di educazione sanitaria sottesa a iniziative già avviate e gli interessi culturali e di approfondimento di tematiche generali;
  5. studiare la possibilità di forme di partecipazione degli anziani ad attività animative/educative;
  6. attivare la collaborazione con gruppi di volontariato ed altri servizi operanti sul territorio.
1.3.1.3 Attività lavorative

La convinzione che la popolazione anziana abbia potenzialità umane, culturali e sociali da esprimere e che una eventuale attività lavorativa possa essere da una parte valorizzazione della personalità e dall'altra una riduzione dei rischi di passività oltre ad essere un valido esempio, si concretizza nell'inserimento degli anziani in attività collegate al funzionamento del Centro Sociale ma anche in lavori socialmente utili.

Anche nell'anno '98 sono stati attuati nove inserimenti lavorativi. Si mira a proseguire tali esperienze anche per gli anni successivi cercando di ampliare, se possibile, le possibilità occupazionali attualmente in corso.

Questa modalità di risposta alle esigenze di partecipazione attiva della popolazione anziana permette inoltre di intervenire in modo più dignitoso e utile in alcune situazioni di grave precarietà economica, al fine di integrare situazioni reddituali insufficienti.

1.3.1.4 Soggiorni climatici

I soggiorni climatici marini e montani hanno la finalità di far trascorrere serenamente il tempo libero, nonché creare occasioni di svago e nuovi rapporti unitamente alla possibilità di conservare e recuperare lo stato di benessere psico-fisico.

Proprio in considerazione delle suddette funzioni di socializzazione, prevenzione e recupero psico-fisico, si cercherà di favorire la partecipazione in particolare di quelle persone che hanno un grado più limitato di socializzazione.

I partecipanti ai 5 turni organizzati nel 1998 sono stati 190 di cui 41 con contribuzione comunale parziale. L'aumento delle offerte di soggiorni per le persone anziane ha, negli ultimi anni, consentito a molti di partecipare ad altre occasioni organizzate anche in modo autonomo da agenzie o gruppi di anziani, in periodi o località diversi soprattutto a coloro che possiedono condizioni psico-fisiche e reddituali più sfavorevoli (tabella n°3).

1.3.2 INTERVENTI DI SOSTEGNO

1.3.2.1 Assistenza economica

Contributi per affitto: verranno erogati secondo le modalità specificate di seguito al punto relativo all'integrazione al Minimo Garantito del presente piano.

Contributi per luce, gas, esenzione tickets, tassa rifiuti: verranno erogati in base all'accordo sottoscritto annualmente con le Organizzazioni sindacali dei pensionati.

1.3.2.2 Miglioramento delle condizioni abitative

La mancanza di un'abitazione propria, la situazione di precarietà o di sfratto o l'essere costretti a vivere in appartamenti sovraffollati e privi dei servizi essenziali risulta essere, a giudicare dalle richieste frequenti che pervengono al Comune, una condizione diffusa non solo tra le persone anziane.

Nel territorio desenzanese il problema abitativo risulta essere, notoriamente, di difficile soluzione soprattutto per l'alto costo degli affitti.

In questo settore assai problematico, un primo parziale sbocco è stato fornito dalla realizzazione di n° 64 alloggi di E.R.P. in località Barbelena di Rivoltella e a S.Martino che verranno assegnati in base alla vigente graduatoria.

A questo seguirà un ulteriore lotto nell’ambito del progetto del Centro Polivalente di via Mezzocolle.

Nella consapevolezza delle difficoltà di trovare sistemazioni abitative adeguate a prezzi accessibili, l'Amministrazione Comunale potrà affrontare il problema abitativo anche mediante contributi, in base al reddito degli utenti per:

  1. interventi di ordinaria manutenzione sugli alloggi che presentino caratteristiche di idoneità o degrado, tali da pregiudicare la salute dell'inquilino;
  2. assunzioni di parte dell'aumento di canone d'affitto in relazione ed in proporzione ai redditi del nucleo familiare nei casi di sfratto per fine locazione o di mancato rinnovo del contratto alla scadenza (tabella n. 5) fino ad un massimo di £ 2.500.000 (Î 1291,14) di contributo annuo. Per le famiglie con componenti in età lavorativa l'integrazione potrà essere erogata per un massimo di un anno.

  3.  

     
     
     

    Inoltre, al fine di agevolare il reperimento di alloggi in affitto a canoni contenuti, il Comune di Desenzano del Garda, in attuazione dell’art. 2, comma 3, della Legge 9.12.1998, n. 431 e dell’art. 1 del D.M. 5.3.99, intende promuovere l'adesione all'accordo provinciale fra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni dei conduttori maggiormente rappresentative per le locazioni di immobili ad uso abitativo a canone concordato.

    Al fine di favorire l'adesione a tale accordo, il Comune è disponibile a deliberare, nel rispetto dell’equilibrio di bilancio, un’aliquota ICI più favorevole per i proprietari che concederanno in locazione a titolo di abitazione principale immobili alle condizioni definite nell’accordo stesso. Inoltre, al fine di ottenere a favore degli stessi proprietari le agevolazioni fiscali previste dall'art. 8 della citata legge n° 431/98, è stata già inoltrata al Ministero L.L.P.P. la domanda per il riconoscimento di Desenzano come Comune ad alta densità abitativa.

    1.3.2.3 Assistenza domiciliare

    L'assistenza domiciliare nel nostro Comune è ormai attuata da oltre 15 anni.

    Tale servizio sociale che al momento della sua istituzione aveva come utenti la sola fascia anziana della popolazione, si è col tempo rivolta a tutti i cittadini in stato di bisogno (handicappati e allettati) e non solo al singolo utente ma all'intero nucleo familiare, al fine di mantenere l'unità.

    Il servizio di assistenza domiciliare si propone, da un lato di rispondere ai bisogni immediati di situazioni carenti sotto l'aspetto socio-assistenziale, sanitario e dall'altro di contribuire al superamento dell'isolamento sociale mediante un'azione di informazione e di attivazione di forme di relazione sociale.

    Gli scopi del servizio di assistenza domiciliare sono così schematizzabili:

  4. evitare o contenere i ricoveri in Casa di Riposo/Istituto per anziani parzialmente autosufficienti e ospedalizzazioni improprie di tipo alberghiero;
  5. assicurare prestazioni che consentano, restando al proprio domicilio, di condurre un'esistenza libera anche se parzialmente protetta;
  6. mantenere l'unità del nucleo familiare evitando l'emarginazione dei membri più deboli;
  7. rompere l'isolamento sociale per inserire e rendere partecipi gli utenti alla vita comunitaria;
  8. sostenere il nucleo familiare nella propria funzione assistenziale ed educativa, laddove sia carente.
Il lavoro dell'assistente domiciliare presuppone lo svolgimento di mansioni integrate quali: Le prestazioni del servizio vengono integrate con altri interventi collaterali quali la fornitura di pasti a domicilio e il servizio lavanderia e stireria. Il gruppo di lavoro incaricato del servizio risulta composto da un assistente sociale a cui compete la funzione di coordinamento (valutazione delle richieste, programmazione e verifica, supervisione casi, formazione personale, interventi tendenti a favorire la socializzazione mediante il coinvolgimento di parenti, vicini e/o volontari) e da 7 operatori socio assistenziali di cui 4 in ruolo (2 a tempo pieno e 2 a part time al 70%) e 3 messi a disposizione da una cooperativa sociale (2 a tempo pieno e 1 a 8 ore settimanali) a cui compete la gestione diretta delle prestazioni e la partecipazione attiva al lavoro d'équipe. Il personale è presente in servizio tutti i giorni feriali con eventuali sostituzioni durante le ferie o malattie o in caso di necessità.

L'utenza SAD si è progressivamente allargata e, in considerazione anche della percentuale di anziani presenti sul territorio Desenzanese molto superiore rispetto alla media regionale (2.8% della popolazione), si è in linea con gli standard indicati dalla programmazione regionale come ottimali. Si è cercato inoltre di potenziare il servizio di igiene personale che viene erogato, per i casi particolarmente gravi, anche quotidianamente.

Gli utenti nell'anno 1998 sono stati in totale 79 di cui 70 anziani e 9 portatori di handicap di cui:

51 persone sole
21 coniugi/conviventi
2 coniugi e figlio
5 anziani con figli
Dal mese di aprile 1997 il servizio di lavanderia è stato appaltato ad una ditta esterna a seguito della ristrutturazione del Centro Sociale e della mancanza di locali in cui trasferirlo; si valuterà la possibilità di una diversa modalità di gestione del servizio o tramite convenzione con cooperative sociali, che garantiscano l’assunzione di persone svantaggiate segnalate dal servizio sociale oppure con gestione diretta e l’eventuale inserimento lavorativo di persone anziane.

Emerge la necessità di un servizio in cui siano sempre integrati e coordinati gli interventi assistenziali e sanitari che vengono effettuati dalle diverse figure professionali.

Questo anche alla luce del piano di organizzazione dell'Azienda Sanitaria Locale che prevede l'istituzione del dipartimento per le ASSI, istituito al fine di assicurare l'integrazione delle funzioni sanitarie con quelle socio assistenziali attribuite o delegate alla ASL.

Tra i servizi integrati sono previsti, tra gli altri, anche quelli che assicurano l'erogazione dell'attività di tutela della salute delle persone anziane non autosufficienti, la riabilitazione extra ospedaliera, i servizi domiciliari (ADI). I servizi verranno articolati in unità operative ed istituita quindi l'unità di valutazione geriatrica e il C.U.P., strumenti di coordinamento e integrazione delle attività territoriali. Si rende perciò necessaria una formalizzazione dei rapporti che si verranno a definire tra SAD comunale e ADI distrettuale.

E' da rilevare infatti che con il passaggio di gestione alla ASL delle competenze infermieristiche territoriali (Giugno 1997), prima gestite dal Comune, si sono interrotti i momenti comuni di valutazione dei bisogni degli utenti e di progettazione degli interventi.

Destinatari

Il servizio è finalizzato all'assistenza delle persone in stato di bisogno, nell'ottica di una politica organica di sicurezza sociale e di prevenzione dei disagi, soprattutto delle persone anziane e disabili con modico grado di autosufficienza fisica, scarsa capacità organizzativa rispetto alla gestione della quotidianità e in situazioni di solitudine e isolamento psicologico. Il servizio si rivolge anche a sostegno dei nuclei familiari comprendenti soggetti a rischio di emarginazione o in situazione di grave precarietà.

Coerentemente con gli obiettivi del servizio, si ritiene opportuno che esso sia rivolto prioritariamente ad anziani ed inabili soli, privi di familiari che ne garantiscano l'assistenza, appartenenti alle categorie socio-economiche più deboli.

Modalità di presentazione della domanda

La domanda di richiesta di intervento del servizio S.A.D. viene presentata su apposito modulo all'Assistente Sociale che procede ad un'analisi della situazione del richiedente, alla valutazione del bisogno e alla proposta di intervento.

Nell'analisi e valutazione della richiesta l'assistente sociale tiene conto di questi indicatori:

  1. percezione dell'utente relativamente al proprio grado di integrazione sociale e al proprio grado di salute;
  2. condizioni economiche;
  3. presenza di familiari in grado di dare assistenza;
  4. grado di consapevolezza rispetto al proprio stato di bisogno;
  5. valutazioni complessive del grado di autosufficienza psicofisica;
  6. disponibilità ad accettare il servizio.
Contribuzione dell’utenza

Per regolamentare i rapporti finanziari tra amministrazione comunale e utenti del servizio SAD si farà riferimento ai parametri fissati dalla tabella n°6.

Poiché nell'assistenza domiciliare domestica rientrano anche interventi di igiene personale, nel caso di anziani conviventi stabilmente con i figli, qualora questo sia l'unico intervento richiesto, si terrà conto esclusivamente del reddito dell'anziano e non di quello di tutto il nucleo familiare. Ciò al fine di incentivare la permanenza degli anziani, spesso non autosufficienti, nel nucleo familiare dei figli, evitando il ricorso alle strutture residenziali protette.

Inoltre, per alcune situazioni particolarmente precarie, su relazione motivata dell'Assistente Sociale, sarà possibile collocare il richiedente in una fascia più bassa rispetto a quella corrispondente al reddito, sempre per incentivare il ricorso a questo servizio per finalità di tipo preventivo.

1.3.2.4 Pasti a domicilio

Il servizio pasti rientra negli interventi attivati all'interno del servizio di assistenza domiciliare; a detto servizio sono ammesse le persone:

Nel caso in cui si evidenzi la necessità di fornire il pasto per brevi periodi in situazioni non espressamente previste dal presente Piano, sarà compito dell'Assistente Sociale valutare la richiesta.

Nell'anno 1998 il numero degli utenti che hanno usufruito del servizio sono stati 53.

Alla domanda da presentarsi all'Assistente Sociale vengono allegati gli stampati per la scelta del menù settimanale al fine di permettere agli utenti, nel limite del possibile, una più corretta alimentazione in base alle singole esigenze.

Per la fornitura l'Amministrazione Comunale si avvale, tramite appalto, di una ditta specializzata nel settore che provvede direttamente alla confezione dei singoli pasti in appositi contenitori termici.

I pasti sono recapitati al domicilio degli utenti tutti i giorni compresi i festivi. La frequenza è valutata in base alla esigenza dei singoli casi e alla eventuale possibilità di sostegno da parte dei familiari in alcuni giorni della settimana (sabato e domenica).

La consegna a domicilio è effettuata dagli obiettori di coscienza. Il costo del pasto è quantificato in £ 6.700 (Î 3,46.) (pasto + IVA) fisso per la totalità degli utenti, fatta salva la possibilità di una valutazione diversa per casi di grave precarietà socio-economica.

Per quanto riguarda il costo del trasporto, si rimanda alla tabella n°7.

1.3.2.5 Telesoccorso

Il telesoccorso è un servizio che consente all'utente di avvisare una Centrale Operativa nel momento in cui si trova in una situazione di emergenza sanitaria (si sente male, è caduto e non riesce ad alzarsi da solo, ecc.).

La Centrale Operativa (funzionante 24 ore su 24 e per 365 giorni l'anno) interviene, secondo precisi accordi con l'utente, avvisando un parente o un vicino oppure chiamando l'ambulanza o il medico di guardia.

Il sistema di telesoccorso utilizza l'impianto telefonico dell'utente mediante l'abbinamento alla linea telefonica stessa di un congegno elettronico. Assieme a tale congegno viene fornita una minuscola trasmittente che può essere portata al collo della persona o da sistemare nella posizione più comoda (in cucina, sulla testiera del letto, ecc.).

In caso di necessità, l'utente schiaccia il pulsante e sullo schermo della centrale operativa apparirà la richiesta di soccorso con l'indicazione del nome dell'utente, dell'indirizzo, del telefono, delle condizioni di salute (cardiopatico, diabetico, anziano solo, ecc.) ed il nome della persona che deve essere avvertita.

L'utilità di questo servizio appare evidente: massima tranquillità per l'utente e per i suoi familiari, possibilità di interventi immediati con cure adeguate e quindi limitazione dei danni che possono essere provocati da malori improvvisi o incidenti.

Il servizio di Telesoccorso è funzionante dallo scorso anno con convenzione tra Comune e Associazione Volontari del Garda.

Dallo scorso anno si sta provvedendo ad una graduale sostituzione degli apparecchi obsoleti non più rispondenti alle nuove norme tecniche, con altri più moderni ed efficaci (viva voce ecc.) nell'ottica di un miglioramento del servizio in termini di costi/benefici.

Sono destinatari del servizio:

La domanda deve essere presentata, tramite i moduli predisposti, al servizio sociale comunale; in allegato il richiedente deve produrre: L'apparecchio è di proprietà comunale, l'utente riceve in comodato dal Comune l'apparecchio, versando una quota in misura proporzionale alle possibilità come previsto dalla tabella n°9

L'utente è inoltre tenuto a versare la quota periodica relativa all'abbonamento prevista anch’essa dalla tabella n° 9.

Attivazione del servizio

L'allacciamento viene effettuato dai Volontari in base ad indicazioni dei Servizi Sociali dopo l'espletamento di tutte le pratiche previste e l'eventuale versamento della quota per il noleggio dell'apparecchio.

1.3.2.6 Servizio di trasporto anziani e disabili

Il servizio trasporto è rivolto a persone con più di 60 anni o portatrici di handicap prive di familiari in grado di effettuare l'accompagnamento per assenza o incapacità.

Il servizio, valutata la condizione di bisogno, è erogato per richieste di visite sanitarie presso presidi ubicati sia all'interno che all'esterno del territorio comunale.

L'Amministrazione provvede con proprio personale e mezzi.

L'utente contribuisce al costo del servizio in base alle tariffe stabilite rispettivamente dalla tabella n°7 se il servizio è di solo trasporto e dalla tabella n°8 se il servizio comprende l’assistenza durante la visita.

1.3.2.7 Bagno assistito

Il servizio viene effettuato dalle stesse operatrici dell'assistenza domiciliare e svolto utilizzando il locale del Centro Sociale adeguatamente attrezzato.

Per la partecipazione degli utenti al costo del servizio si applicano gli stessi criteri individuati per il Servizio Assistenza Domiciliare.

1.3.2.8 Servizio mensa

Il servizio mensa consente di rispondere al bisogno delle persone sole e con difficoltà di gestione, anche con parziale autosufficienza, che altrimenti sarebbero impossibilitate a prepararsi il pasto.

E' inoltre un momento importante di socializzazione che consente una permanenza anche prolungata nel Centro Sociale di Desenzano con la fruizione di tutte le altre occasioni d'incontro (giochi, lettura dei giornali, scambio di opinioni ecc.).

La mensa è aperta tutti i giorni, domenica e festività comprese; il numero dei pasti nel 1998 è stato di 10.728. I buoni pasto vengono acquistati direttamente dagli utenti presso l'ufficio di segretariato sociale del Centro.

1.3.2.9 Centri sociali

Rappresentano ormai punti consolidati nella rete dei servizi sociali a favore della cittadinanza anziana in continuo aumento.

Al 4.11.1998 i residenti dai 60 anni in poi risultano essere 6.018, di cui 3986 a Desenzano, 1544 a Rivoltella, 282 a San Martino e 206 a Vaccarolo. Considerando anche il numero dei pensionati, si superano le 7.000 unità: una grossa parte della popolazione totale che richiede un'attenzione specifica con la ricerca di servizi e modelli di integrazione e di partecipazione attiva.

I Centri Sociali rappresentano, all'interno della più ampia politica degli anziani, luoghi di aggregazione dove iniziative, attività e occasioni di svago di occupazione del tempo libero e di socializzazione favoriscono il rapporto di comunicazione interpersonale ed una adeguata autonomia di vita.

Il Centro Sociale di Desenzano è sede anche di una pluralità di prestazioni (assistenza domiciliare, segretariato sociale, mensa, palestra, bagno assistito) oltre allo svolgimento di interventi professionali specifici da parte delle Assistenti Sociali e dell'Educatrice Professionale che coordinano i vari servizi organizzati per gli anziani ed altre fasce di cittadini (asilo nido, centri di aggregazione giovanile, progetti finalizzati ai minori, giovani, famiglie, ecc.).

Tale centro è stato ristrutturato e nei primi mesi dell'anno parzialmente utilizzato per le varie attività. I corsi di attività motoria si tengono presso una palestra privata così come le iniziative culturali, le manifestazioni musicali e teatrali ed il ballo restano presso altre sedi per il primo semestre (salone delle feste della Casa di Riposo POSAM, sale comunali o Palazzo del Turismo) in attesa della definizione e ultimazione dell'iter burocratico per la relativa autorizzazione.

Nel 1998 sono stati organizzati 4 corsi di attività motoria, trimestrali, con la partecipazione di 196 persone: nella palestra del Centro Sociale di Desenzano saranno mantenute e possibilmente sviluppate le iniziative di movimento e mantenimento della salute psico-fisica.

I locali sono stati completamente rinnovati ed adeguati alle esigenze di mobilità e di sicurezza di tutti gli utenti (ascensore ecc.) : vi troveranno collocazione spazi per i giochi da tavolo, visione di spettacoli televisivi e/o cinematografici con discussione, conferenze e dibattiti, ballo, spettacoli teatrali e musicali, giochi di bocce all'esterno, attività varie per interessi o per la formazione culturale e del tempo libero delle persone anziane, palestra, misurazione della pressione arteriosa.

Un servizio di animazione potrà essere attivato per integrare le varie iniziative dei tre Centri Sociali, collaborare alla gestione ed organizzazione di attività specifiche e/o finalizzate a favorire il rapporto di comunicazione interpersonale, la socializzazione e l'apertura e la partecipazione di tutti i frequentanti, l'integrazione con il territorio, il volontariato e le altre risorse presenti.

Anche i lavori di costruzione del Centro Sociale di Rivoltella sono stati ultimati: pur ridotto nella dimensione, rappresenta però un idoneo insieme di spazi sia interni che esterni per le attività ricreative culturali e socializzanti rispondente alle esigenze dei frequentanti. E' dotato di salone, locali per i giochi da tavolo per altre attività specifiche (angolo biblioteca, visione di filmati, televisione), campo di bocce ed un ampio spazio esterno.

All’organizzazione ed alla promozione delle iniziative di animazione (ballo, gite, rappresentazioni teatrali, conferenze letterarie e sanitarie ecc.) collaborano il Gruppo Promotore ed i vari responsabili di settore.

I due centri di Desenzano, Rivoltella e il punto d’incontro di San Martino (quest’ultimo frequentato anche dai giovani del luogo ed è punto di riferimento per le associazioni presenti sul territorio) svolgono attività coordinate e di interscambio secondo programma concordato sulla base del regolamento dei centri sociali, approvato con deliberazione consiliare n° 9 del 15\1\1999 e successive modificazioni.

Con l'intento di avvicinare i servizi soprattutto agli anziani ed ai pensionati è stata realizzata la SILVER CARD, una tessera che sostituisce sia la CARTA 60 sia la tessera di iscrizione ai Centri Sociali Comunali.

La SILVER CARD viene inviata al domicilio di tutti i sessantenni senza alcuna procedura burocratica e consente di ottenere sconti nei diversi negozi e servizi di Desenzano che hanno aderito all'iniziativa.

La SILVER CARD inoltre, permette l'accesso ai Centri Sociali Comunali e di partecipare alle elezioni dei rappresentanti degli utenti nel Comitato Promotore.

1.3.3 INTERVENTI DI SOSTITUZIONE

1.3.3.1 Servizio di ammissione anziani in casa di riposo

In ottemperanza a quanto stabilito dalla L.R. 1/86 verrà disposto il ricovero in Casa di Riposo e/o in Istituti a favore di anziani per i quali sia impossibile il ricorso ad altre forme di assistenza presenti sul territorio.

Gli utenti ed i parenti tenuti agli alimenti contribuiranno in base ai criteri riportati nell'Allegato A.

Il Comune è disponibile a favorire, anche in accordo con la locale ASL e con la POSAM di Desenzano del Garda, l'avvio di nuovi servizi, quali il Centro Diurno Integrato, che nella logica di una organizzazione a rete del sistema socio-assistenziale, soddisfino quei bisogni che non possono trovare una risposta con l'Assistenza Domiciliare Integrata e non devono trovarla nel ricovero permanente in una struttura protetta.

Dal 1° Aprile di quest'anno si è data soluzione, in via sperimentale per un anno, ad un problema presente da tempo mediante una convenzione con la predetta Casa di Riposo per l'utilizzo diretto di un posto letto d'emergenza. Nello specifico regolamento sono stati precisati i requisiti per l'ammissibilità, le condizioni per le priorità d'accesso e le modalità di compartecipazione economica degli utenti. L'obiettivo a cui mira l'accordo è quello di assicurare assistenza a persone anziane non autosufficienti in temporaneo stato di difficoltà determinatasi da circostanze od eventualità improvvise che richiedono interventi eccezionali di breve durata. Esso è finalizzato a consentire tempi più adeguati per una progettazione di soluzioni a carattere permanente o per superare lo stato di difficoltà che ha provocato temporaneamente la non autosufficienza.

2. AREA HANDICAP

2.1 OBIETTIVI GENERALI

Nell'ambito dei servizi rivolti ai soggetti portatori di handicap, l'Amministrazione Comunale si impegna a garantire il rispetto completo, senza limitazioni, della dignità umana e dell'autonomia della persona unitamente ai diritti di libertà e di integrazione all’interno del nucleo familiare, l'esercizio pieno del diritto allo studio, in collaborazione con il settore Pubblica Istruzione, alla formazione professionale, all'inserimento nel mondo del lavoro alla socializzazione.

Gli obiettivi generali di una politica a favore dei soggetti handicappati si possono pertanto riassumere in:

  1. raggiungimento dell'autonomia e dell'integrazione nel contesto sociale, scolastico e lavorativo (in collaborazione con il settore Pubblica Istruzione);
  2. mantenimento del potatore di handicap nel proprio contesto abitativo e sociale, mediante misure, servizi e prestazioni idonee, a partire dal sostegno alle famiglie;
  3. abbattimento delle barriere architettoniche.
2.2 MODALITA' E STRUMENTI

Approntare strumenti di sicurezza sociale per garantire un tenore di vita dignitoso e la partecipazione alla vita culturale, lavorativa e di relazione dei soggetti portatori di handicap.

2.3. INTERVENTI

2.3.1 INTERVENTI DI SOSTEGNO

2.3.1.1. Inserimento nelle strutture educative/scolastiche

L'inserimento implica un'azione congiunta tra i servizi socio sanitari territoriali che hanno seguito il soggetto dall'evidenziarsi dell'handicap ai successivi momenti di recupero e socializzazione. Ciò evidenzia la necessità di realizzare una precisa collaborazione tra scuola, Ente Locale e ASL per:

In questo contesto l'Amministrazione Comunale sarà impegnata, come per il passato, a garantire:
  1. l'assistenza ad personam (quale supporto per le funzioni fisiologiche elementari e le necessità quotidiane);
  2. la fornitura di materiale didattico e strumentazioni specifiche;
  3. l'integrazione con i servizi specialistici preposti alle diagnosi e trattamento delle persone portatrici di handicap.
In base a quanto previsto dalla legge 104/92 art.15, presso il 1° Circolo didattico è stato istituito un gruppo di studio e di lavoro coordinato dalla direttrice didattica dello stesso e composto dagli insegnanti incaricati, dall’educatore del Comune, dalla psicologa dell’età evolutiva dell’Asl, dall’assistente sociale del Comune di Padenghe e dai rappresentanti dei genitori, con l’intento di collaborare per l’impostazione e l’attuazione di iniziative educative e di integrazione degli alunni in difficoltà di apprendimento.

2.3.1.2 Inserimento lavorativo

Assumendo quanto affermato nel vigente Piano Socio Assistenziale Regionale 88/90, e cioè che il lavoro è per il disabile strumento di realizzazione esistenziale, di maturazione relazionale e strutturazione dell'identità e che a tal fine il presupposto fondamentale è il collocamento mirato del soggetto attraverso l'incontro tra le sue capacità operative e caratteristiche personologiche da una parte, ed un'area di lavoro con caratteristiche socio-tecniche dell'altra, il Comune si impegna, nelle sedi competenti, a far si che l'azienda Sanitaria Locale attivi il previsto Servizio di Inserimento Lavorativo(S.I.L).Si ritiene infatti tale servizio l'unico strumento idoneo ad operare in modo efficace per compiere la saldatura tra il sistema della formazione professione ed il sistema produttivo.

Considerando comunque la difficoltà ad inserire i soggetti portatori di handicap nel mondo del lavoro, e in linea con quanto sopra affermato e, quindi, con il principio della "persona giusta al posto giusto ", al fine di dare risposta a situazioni:

si opererà per favorire (il più possibile) l'integrazione lavorativa anche attraverso la stipula di convenzioni, per la gestione dei servizi, con le cooperative sociali, secondo quanto previsto dalla legge 381 del 8.11.1991 e con inserimento presso ditte o cooperative, attraverso l'assunzione di quote parte degli oneri sociali o l'erogazione di borse-lavoro per periodi determinati.

2.3.1.3 Assistenza economica

L'assistenza economica è finalizzata al sostegno delle famiglie per l'accesso a prestazioni specialistiche, alla fornitura di attrezzature e sussidi tecnici onde perseguire l'integrazione sociale di soggetti handicappati. Sono previsti contributi straordinari per la partecipazione a soggiorni climatici in strutture specialistiche.

2.3.1.4 Servizio di trasporto

Viene garantito in forma gratuita il servizio di trasporto per favorire la frequenza a Centri ed Istituti specialistici delle persone disabili.

2.3.1.5 Contributi per la frequenza a Centri socio-educativi, a Centri di Formazione Professionale e al Servizio di Formazione all'Autonomia.

Il Centro Socio Educativo, servizio gestito dall'A.N.F.F.A.S., è una struttura integrata non residenziale che accoglie giornalmente soggetti con notevole compromissione dell'autonomia.

Tale centro mira alla crescita evolutiva dei soggetti, nella prospettiva di una progressiva socializzazione, con l'obiettivo di:

Per quanto attiene alla quantificazione delle quote di compartecipazione familiare dei frequentanti il C.S.E., il C.F.P.H., lo S.F.A., vista la particolarità dei servizi prestati, si applicano i criteri e le modalità di cui alle deliberazioni n° 922/1997 della G.C. e n° 166/1997 del C.C. ed il precedente Piano Socio-Assistenziale comunale per quanto riguarda le fasce di reddito familiare di riferimento, fino alla verifica dell’applicazione dell’ISE sui servizi individuati nel presente Piano.

Si precisa che per quanto riguarda lo S.F.A., avviato dal mese di settembre '99, per il calcolo delle quote di partecipazione si farà riferimento alla retta giornaliera fissata per il C.S.E. essendo un servizio similare.

Si precisa inoltre che l'Amministrazione Comunale si è attivata per la realizzazione di una nuova sede per il C.S.E..

Il centro di formazione professionale è un servizio mirante alla preparazione per un eventuale futuro inserimento lavorativo di soggetti portatori di handicap.

Il Servizio di Formazione all'Autonomia, attivato in via sperimentale dall'ANFFAS per l'anno scolastico 1999/2000, si propone di rispondere alle esigenze di persone con compromissione del funzionamento intellettivo ed adattivo per le quali non vi sono al momento interventi consolidati.

Gli iscritti allo S.F.A. per l'anno scolastico 1999/2000 sono 3, per il C.S.E. sono 16.

2.3.2 INTERVENTI DI SOSTITUZIONE

2.3.2.1 Centri Residenziali e Comunità alloggio

Specifici servizi sono previsti per portatori di handicap gravi, il cui bisogno di tutela richiede specifiche strutture di tipo residenziale.

In specifico ci si riferisce ai Centri Residenziali ed alla Comunità Alloggio, strutture protette che accolgono soggetti con gravi o gravissime limitazioni della autonomia funzionale, che necessitano un supporto socio sanitario specifico; oppure soggetti portatori di handicap rimasti privi di un completo appoggio familiare sia perché i componenti del nucleo familiare sono in età pensionabile sia perché rimasti orfani e non vi è la possibilità di un adeguato supporto parentale su cui fare affidamento.

La Comunità Alloggio "Renzo Tira" risponde ed assolve alle esigenze sia dei portatori di handicap medio-gravi che delle famiglie in effettive difficoltà al proprio interno. Al termine del 1999 è in scadenza l'attuale convenzione con l'associazione Mamrè per la gestione della Comunità Alloggio e verrà prorogata valutando il progetto del servizio, l'andamento delle ammissioni ed il suo inserimento nel territorio.

3. AREA MINORI

L'Amministrazione Comunale vede nella programmazione, che coinvolga tutte le realtà esistenti sul territorio, uno strumento irrinunciabile nei processi di intervento sociale nell'area minori-giovani.

3.1 OBIETTIVI GENERALI

In base alle normative statali e regionali di prossima emanazione verrà rivolta particolare attenzione alla famiglia e a tutte le sue componenti, in particolare ai minori, con l'istituzione di servizi anche innovativi.

Si continuerà ad incentivare il sostegno alla famiglia attraverso tutta una serie di servizi già attivati sul territorio che vanno dall'assistenza domiciliare educativa, all'aggregazione pomeridiana, all'apertura di un secondo asilo nido, agli affidi educativi, all'assunzione di rette per istituti e comunità.

Si continuerà inoltre a ricercare il confronto con tutte le associazioni che si occupano delle realtà giovani, adolescenti e famiglie, per individuare risposte alle diverse esigenze che il Piano Socio-Assistenziale Regionale permetterà di attivare.

Si cercherà in specifico di sviluppare le iniziative e rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno e armonico sviluppo della personalità quali:

  1. promuovere la tutela dell'età evolutiva attraverso una stretta correlazione dell'intervento sociale per la sfera sanitaria, educativa e ricreativa;
  2. contrastare lo stato di disagio emergente in relazione a difficoltà nel processo di socializzazione dovute a fenomeni di carenza o disgregazione familiare; la conflittualità del minore con la famiglia e con gli altri tradizionali istituti di socializzazione; le manifestazioni di devianza minorile;
  3. sostegno alla famiglia con potenziamento degli interventi atti a permettere il superamento di ostacoli in modo da favorire l'inserimento dei minori nella società.
  4. attuazione di singoli progetti orientati ad affrontare problematiche nell'ambito dell'area.
3.2 INTERVENTI

3.2.1 INTERVENTI DI SOSTEGNO

3.2.1.1 Asilo Nido

L'Asilo Nido continua a rappresentare un valido servizio rispondente ai diversi bisogni familiari da una parte mentre dall'altra concorre allo sviluppo della personalità del bambino mediante attività formative, educative e pedagogiche. Coerentemente con le finalità e le caratteristiche del servizio verrà mantenuta la priorità nell'accettazione delle domande di iscrizione alle situazioni familiari problematiche o a rischio socio-sanitario.

I criteri di ammissione sono previsti dal regolamento di gestione dell’Asilo Nido approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 123/95 e modificato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 33/96 ed integrato con deliberazione consigliare n.52 dell’8 aprile 1998

In questi ultimi anni sono in continuo aumento le richieste di frequenza;

a.s. 1996/97: 65+25= 90
a.s. 1997/98: 70+26= 96
a.s. 1998/99: 79+27=106

a fronte di una disponibilità totale di n° 57 posti (di cui 32 per nuovi inserimenti) per ciascun anno educativo.

I bambini, infatti, da 1 a 3 anni, sono inseriti in due sezioni, in base all'età: 25 per i piccoli e 32 per i grandi (i 25 proseguono la frequenza nell'anno scolastico successivo).

Per far fronte alla richiesta sempre più pressante delle famiglie, si è ritenuto opportuno avviare, in forma sperimentale, un decentramento del servizio: non avendo reperito altre localizzazioni, né all'interno del patrimonio comunale, né nel privato, è stata utilizzata la struttura in fase di realizzazione precedentemente finalizzata a comunità alloggio per minori.

La sede è stata riconvertita con costi contenuti (considerando che non erano ancora stati iniziati i lavori interni). Si ipotizza possa ospitare 30 bambini, sempre dell'età da 1 a 3 anni, in collegamento funzionale e con un'unica programmazione educativa-didattica con l'Asilo Nido già funzionante, mantenendo l'attuale qualità del servizio. Sarà infatti dotato di una cucinetta per la distribuzione dei pasti che continueranno ad essere preparati nel servizio di via Pace.

La disponibilità dei posti sarà così aumentata da 32 a 62. La dotazione di personale educativo e ausiliario sarà garantita per le due sedi, secondo gli standards regionali, tramite l'integrazione con operatori convenzionati, al fine di verificare nel tempo la necessità di mantenere la sperimentazione ed eventualmente adeguarla alle richieste o ai bisogni emergenti dalle famiglie.

In collaborazione con il comitato di gestione e le altre iniziative formative e divulgative organizzate da agenzie educative o altri organismi operanti nell'ambito dell'infanzia (Scuola Materna, comitati genitori, consultori, ecc.) saranno promossi incontri con esperti e dibattiti o altre attività. Per il sostegno della genitorialità ed il confronto fra le famiglie anche su tematiche relative allo sviluppo dei bambini o nell'ambito della prima infanzia.

Particolare attenzione viene riservata all'aggiornamento professionale delle educatrici.

3.2.1.2 Assistenza domiciliare educativa

Si tratta di un servizio specifico a favore di minori e del nucleo familiare realizzati, in base ad una progettazione individuale, da parte di educatori professionali.

La previsione temporale del progetto deve tener conto che questi interventi sono a sostegno della famiglia per un recupero delle sue risorse educative.

La strategia è di breve durata, in qualche caso di medio periodo, e deve indirizzarsi sia sul minore sia sul suo contesto familiare e socio-ambientale, con momenti progettuali distinti ma indispensabilmente raccordati.

In accordo con gli altri comuni dell'ambito territoriale, su richiesta dell'ASL si è provveduto a delegare per un periodo sperimentale di due anni il servizio della stessa, chiedendo una partecipazione alla progettazione e gestione dei casi da parte degli operatori del comune. Le ore verranno pagate dal comune di residenza in base al costo concordato dall'ASL (decurtato dai contributi regionali e comprensivo dei costi di coordinamento e verifica degli interventi da parte degli operatori incaricati: Psicologo, Assistente Sociale).

La compartecipazione al costo del servizio da parte delle famiglie (tabella n. 10) è stata particolarmente contenuta trattandosi di interventi estremamente delicati che vanno ad inserirsi in dinamiche familiari complesse e bisognose di sostegno e di appoggio.

3.2.1.3 Centro di Aggregazione Giovanile

Il CAG rappresenta una delle iniziative più significative rivolte alla popolazione giovanile.

Come previsto dalla legge regionale 1/86 "Riorganizzazione dei servizi socio-assistenziali della Regione Lombardia" ed il Piano Socio Assistenziale Regionale valido per il triennio 88-90 e successive proroghe, il CAG si colloca all'interno di un generale obiettivo di prevenzione e rimozione delle cause di varia natura che possono provocare situazioni di bisogno e fenomeni di emarginazione a vari livelli, offrendosi come agenzia educativa che risponda ai bisogni di educazione extra scolastica.

Nel CAG la relazione educativa con il minore è centrale e diviene prioritaria per gli obiettivi di socializzazione educativa, di promozione e sviluppo delle capacità personali.

Il CAG si offre come occasione di socializzazione e proposta di una serie di stimoli educativi, attraverso una metodologia che privilegia il gioco, le attività manuali, pratiche ed espressive, unitamente allo svolgimento dei compiti assegnati dagli insegnanti, mediante l'esperienza del piccolo gruppo e del grande gruppo e della attribuzione di ruoli specifici all'interno di esso.

Si ritiene opportuno mantenere il decentramento (CAG elementari: 1 presso il quartiere Grezze e 1 a Rivoltella; medie e giovani: CAG a Rivoltella) favorendo la collaborazione delle Parrocchie, in modo particolare quella dove si effettua il servizio, e delle altre risorse presenti sul territorio (scuola, ASL, Casa di Riposo, CSE, …) al fine di inserire i centri nella rete dei servizi territoriali.

Si ritiene che la disponibilità del nuovo CAG a Rivoltella possa dare ulteriore slancio e sviluppo al servizio con ampliamento di alcune importanti iniziative a favore della fascia giovanile (punti di ascolto ed educativa di strada, già attivi ma privi di una sede che permetta loro di svolgere pienamente le proprie funzioni e di radicarsi sul territorio).

Inoltre, il nuovo centro sarà sede del CAG elementari di Rivoltella, del CAG per ragazzi delle scuole medie e punto di riferimento per le iniziative a favore della popolazione giovanile.

Attualmente il Centro di Aggregazione viene gestito da personale altamente specializzato fornito da una cooperativa con il coordinamento e la supervisione dell'Educatore Professionale del Comune.

Il numero di bambini delle scuole elementari iscritti è di circa 50, gli educatori sono 4, in base al rapporto numerico stabilito dal PSA che è di 1:15.

Accanto alle attività gestite dagli educatori, vengono programmate e offerte a bambini e ragazzi, delle particolari opportunità. Si vedano, come esempio, l'attività di teatro, l'atelier di pittura, i laboratori per la costruzione di strumenti e/o giochi (con l'utilizzo di materiali poveri e di recupero) che mettano in luce aspetti della scienza dati per scontati nella programmazione didattica.

Per quanto riguarda il CAG delle medie si intende migliorare il servizio attraverso un'organizzazione più flessibile, cioè promuovendo iniziative alle quali i ragazzi possono aderire con un'iscrizione parziale dietro versamento di una quota di partecipazione.

Le iniziative non verranno proposte unicamente all'interno della struttura, ma si cercherà di incontrare i ragazzi anche nei loro abituali ambienti di vita la scuola in primo luogo, l'oratorio, la piazza, il bar,….

3.2.1.4 Interventi per iscritti stranieri e nomadi

Come negli anni precedenti, verrà favorito l'inserimento al C.A.G. di minori stranieri e nomadi (nell'anno scolastico '98/'99 hanno frequentato: 5 alle Grezze, 5 a Rivoltella, 3 al CAG delle medie). Spesso sono inviati al servizio dalle scuole in quanto il loro inserimento al CAG produce generalmente buoni risultati per quanto riguarda la socializzazione, l'integrazione e l'acquisizione della lingua italiana.

In particolare, a Rivoltella si è sperimentato un progetto di intercultura nei giorni di lunedì e mercoledì; sono stati inseriti nelle attività extrascolastiche 5 bambini stranieri (su indicazione della Direttrice Didattica) e 2 Sinti. Tali iniziative verranno riproposte anche per gli anni successivi.

3.2.1.5 Laboratorio di Lettura

L'Assessorato ai Servizi Sociali, in accordo con quello alla Pubblica Istruzione, sta inoltre mettendo a disposizione degli spazi per una "Casa di Lettura". Il progetto verrà gestito da operatori qualificati soci dell'Associazione Italiana "La Lettura" aventi i seguenti scopi:

Oltre ai corsi già collaudati per i bambini, verranno per la prima volta sperimentati momenti di riavvicinamento alla lettura per gli anziani.

3.2.1.6 Centro ricreativo estivo comunale

Viene confermata per i periodi estivi l'attuazione dei CREC, servizi di animazione estiva rivolti ai bambini dai 3 ai 14 anni.

Si tratta di un servizio previsto dalla normativa regionale (Art.78 L.R. 1/86 e relativo Piano Socio Assistenziale 88/90) che ha come obiettivo generale quello di educare alla vita comunitaria, favorire lo sviluppo e l'espressione delle capacità creative, oltre che la formazione culturale dei bambini e dei ragazzi, integrando il ruolo della famiglia e della scuola.

Il servizio CREC svolge, quindi, attività ricreative e di tempo libero per i minori che nel periodo di vacanza rimangono nel luogo di residenza. Gli obiettivi si realizzano attraverso l'organizzazione di attività strutturate che vanno dall'attività sportiva ai giochi di gruppo, alla drammatizzazione, alle attività grafico-manuali. Sono inoltre previste frequenze in piscina.

Le attività sono gestite da animatori specializzati in convenzione con una cooperativa. La supervisione è effettuata congiuntamente dagli operatori degli Assessorati Sociale e Pubblica Istruzione.

Visto il riscontro positivo ottenuto nell'anno 1998 ai bambini della scuola materna verranno garantiti due turni anziché uno solo.

Per i bambini delle scuole elementari e medie, il CREC si articola in 3 turni : dalla 4^ settimana di Giugno alla fine di Agosto.

Viene garantita la partecipazione dei bambini con handicap attraverso il sostegno individuale da parte degli educatori.

3.2.1.7 Interventi a favore di adolescenti e giovani

Educativa di strada e Centro Ascolto

L'educativa di strada si caratterizza per il fatto che l'operatore usa la strada e tutti gli spazi informali d'incontro come luoghi privilegiati di intervento e di lavoro.

E' colui che si muove sul territorio per cercare di ridurre le distanze presenti tra il mondo dei servizi sociali e quello dei giovani, per raggiungerli nei loro luoghi abituali di incontro.

L'operatore non aspetta i suoi utenti dietro la scrivania, ma esce allo scoperto e va ad incontrare i giovani, diventa parte integrante dell'ambiente in cui vivono, perché solo così è possibile incontrarli e conoscerli.

L'operatore di strada deve unire azione e formazione, permettendo un aumento di conoscenza e di comprensione da parte dei giovani, un aumento di competenza e di consapevolezza che riduce la delega istituzionale e la centralità dei servizi.

Fasi di lavoro: Mappatura-Aggancio-Consolidamento-Realizzazione-Micro-progettualità

Parallelamente a questo tipo di lavoro si creano momenti di ascolto aperti a giovani e che sfociano successivamente in un lavoro con le famiglie.

Il Centro Ascolto Adolescenti, infatti, consiste in uno spazio di ascolto, spazio inteso non in senso materiale, ma come momento riservato durante il quale vengono raccolte le richieste degli utenti che vengono successivamente orientati ed eventualmente accompagnati all'accesso di altri servizi.

Nel momento in cui sarà disponibile la sede, verrà data al servizio la possibilità di radicarsi materialmente sul territorio e di farsi conoscere maggiormente, divenendo risorsa ed opportunità a favore della popolazione giovanile.

Progetto numero verde

All'interno del Progetto "Promozione della famiglia: attivazione di nuove opportunità" (legge 285\1997) a cui il Comune di Desenzano ha aderito, è stata programmata la realizzazione di un servizio di ascolto telefonico (con numero verde) da realizzarsi nel nostro comune.

I fruitori di tale servizio saranno i giovani e le famiglie dei 19 comuni convenzionati e, probabilmente, dell'intera provincia.

L'operatore sarà chiamato a facilitare percorsi di autoconsapevolezza, ad aiutare a superare momenti di tensione emotiva e a gestire il problema, attraverso l'esplicitazione di ciò che non riuscirebbe a dire in altro modo, rendendo l'utente in grado di assumersi le proprie responsabilità.

L'operatore deve inoltre essere in grado di prospettare ed indirizzare l'utente verso quelle che potrebbero essere le agenzie più adatte e disponibili sul territorio ad accogliere le sue richieste e necessità. A tal fine diventa fondamentale il lavoro di rete.

L’attivazione del servizio sarà preceduto da un corso di formazione per gli operatori che se ne occuperanno.

Verrà inoltre elaborato un sistema di valutazione da utilizzare in questa prima fase di sperimentazione dopo la quale si deciderà, a seconda dei risultati, se proseguire con il servizio e con quali modalità.

Progetto giovani

La stesura del Progetto Giovani è già stata ultimata; ora si tratta di mettere in atto strategie idonee al raggiungimento degli obiettivi individuati, tra cui la possibilità di contrastare il disagio giovanile e favorire la formazione personale di ognuno, il coordinamento delle iniziative ed opportunità già esistenti.

Il Progetto Giovani deve essere inteso come strumento sociale teso alla programmazione contraddistinta da un insieme di idee e di interventi che utilizzi le risorse ed i servizi presenti sul territorio, favorendo la costruzione di reti di relazione ed il coordinamento fra organismi diversi.

Non si realizzano specifici servizi, ma processi di trasformazione e di partecipazione sociale attiva che, muovendo dai bisogni e dalle risorse del territorio, suggeriscono consolidati e nuovi interventi istituzionali.

Informagiovani

L'Informagiovani è un servizio pensato come luogo per far conoscere le opportunità offerte ai giovani nei diversi ambiti di interesse : scuola, lavoro, cultura e tempo libero, vita sociale, mobilità in Europa e punto nodale all'interno della rete di "agenzie" presenti sul territorio di Desenzano che si occupano della popolazione giovanile. I giovani d'oggi vivono immersi in un mondo ricco di informazioni e messaggi, ma non sempre hanno la capacità di selezionare tra i vari messaggi che ricevono. Molte ricerche sul disagio giovanile mettono in evidenza come le manifestazioni del malessere abbiano origine dalla difficoltà di gestire questa complessità di messaggi. Un intervento in quest'area non può ridursi unicamente alla semplice offerta di informazioni, ma implica un sostegno e lo sviluppo delle capacità di orientamento dei giovani che l'Informagiovani si propone di offrire.

Il servizio è gestito in convenzione con una cooperativa attraverso il lavoro di un operatore preparato e con esperienza ed il coordinamento dell'educatore del Comune. L'orario settimanale di apertura è di 10 ore articolate in base alle esigenze e disponibilità dell'utenza che nel 1998 è stata di oltre 1600 giovani.

Ogni anno l'informagiovani, in collaborazione con altri operatori della cooperativa, organizza l'orientamento nelle scuole medie di Desenzano e Rivoltella. Inoltre viene pubblicato un opuscolo sul lavoro stagionale (risultato utilissimo) e una guida alle Associazioni operanti nel comune.

In alcune situazioni, gli operatori sociali hanno trovato nella collaborazione con l'Informagiovani uno strumento valido per indirizzare richieste a loro pervenute e trovare alcune soluzioni nei loro interventi.

Corsi di orientamento

Visto il riscontro positivo da parte dei presidi delle scuole medie Catullo e Trebeschi per i corsi di orientamento nelle classi II e III, si reputa opportuno proseguire anche per gli anni successivi tali incontri con l'ausilio di esperti e operatori esterni.

3.2.1.8 Nomadi

Da ottobre 1998 è stato attuato un progetto a favore dei minori Sinti (delibera Giunta Comunale n°607dell’11.11.1998) che il comune gestisce in collaborazione con l’Associazione Zingari Oggi tramite un’operatrice di campo in stretto collegamento con i servizi sociali. Tale progetto è proseguito fino a giugno 1999.

L'esigenza che ha fatto nascere il Progetto è quella di aprire un dialogo interculturale con una particolare attenzione alle nuove generazioni.

L’intento di seguire i bambini in orario extrascolastico è atto a elaborare una nuova cultura partendo da quella di appartenenza e da quella ospitante cercando di finalizzare eventi conflittuali a risultati positivi recuperando comunicazione ed equilibrio esistenziale. L’intento è quello che ogni bambino inserito in tale progetto:

Durante il mese di marzo ci si è attivati per ottenere i finanziamenti previsti dalla circolare 21 Gennaio 1999, n° 2 relativa alla Legge 19 Luglio 1991, n° 216, al fine di proseguire ed ampliare il progetto in atto.

La domanda di finanziamento è stata presentata in collaborazione con altri due comuni, Vestone e Villanuova sul Clisi, con i quali si stanno già gestendo i finanziamenti relativi alla Legge 285/97.

La domanda riguarda azioni di sensibilizzazione, interventi educativi e di accompagnamento ai servizi, laboratori linguistici, coordinati in un unico progetto "Noi e i nostri vicini: un progetto di nuovi percorsi educativi interculturali e di integrazione".

3.2.1.9 Progetto ''promozione della famiglia: attivazione di nuove opportunità'' (legge n°285/97)

Il Comune di Desenzano del Garda partecipa all'iniziativa con altri 18 Comuni dell'ex USSL 17 perché :

Il progetto è guidato da un comitato tecnico di coordinamento nel quale sono rappresentati i comuni, l’Asl e il Provveditorato, con Villanuova sul Clisi Comune capofila. A tale gruppo partecipano per il Comune di Desenzano del Garda l'Assistente Sociale e l'Educatrice Professionale con l'Assessore ai Servizi Sociali.

Prevede per il primo anno i seguenti interventi :

Nel biennio seguente si svilupperanno, oltre alle azioni di sostegno alla genitorialità, azioni mirate alla promozione e allo sviluppo delle risorse delle comunità locali (formazione di operatori sportivi, animatori, ecc.), nonchè alla promozione, crescita e sviluppo personale di adolescenti e giovani attraverso laboratori (formazione gruppi trainer).

Si svilupperanno altresì in modo strategico, concertato o coordinato, altri servizi: punti di ascolto nelle scuole, consigli comunali dei ragazzi, punti di ascolto o consulenza parzialmente autogestiti, il potenziamento del consultorio adolescenti e del centro affidi, il numero verde.

In particolare Desenzano è stato individuato quale territorio sperimentale per l'attivazione del "Progetto Numero Verde '', come meglio specificato in precedenza, e si attiveranno delle azioni miranti a promuovere strategie di collaborazione e di coordinamento tra comitati, associazioni, gruppi di genitori esistenti sul territorio, attraverso la consulenza di un esperto.

3.2.1.10 Soggiorni climatici

Per l'offerta di numerose occasioni di animazione sul territorio (CREC, GREST parrocchiali, campi scuola e periodi di vacanza organizzati dalle parrocchie, dagli scout e dalle società sportive), nonché l'allargamento delle possibilità delle famiglie e dei nonni di usufruire di periodi di vacanza con i figli, è andato sempre calando il numero degli iscritti (1998 n° 2): si ritiene pertanto di provvedere a corrispondere alle famiglie che ne facciano richiesta un contributo economico a rimborso per i bambini ed i ragazzi che partecipano ai soggiorni marini in periodi e centri concordati con il servizio sociale.

I soggiorni climatici oltre ad essere un periodo di svago rappresentano momenti di socializzazione e di esperienze importanti anche per i giovani. Pertanto si mette a disposizione dei giovani, di età comprese fra i 12 ed i 17 anni compiuti, la possibilità di partecipare a soggiorni di vacanza presso colonie estive sia marine che montane.

3.3.2 INTERVENTI DI SOSTITUZIONE

Nel settore dei minori i servizi gestiti dal livello comunale non esauriscono l’ambito degli interventi socio-assistenziale per i quali la L.R. 1/86, e in particolare gli articoli n° 80/81/82, pone in capo specifiche competenze, oltre a quelle programmatorie, all’Asl che, nel nostro ambito ha anche assunto la gestione diretta dei servizi di affido, adozione e inserimento in comunità.

In questo contesto, acquista rilevanza la progettazione e la consulenza psicosociale dei servizi dell’Asl a favore di quelli comunali (CAG) e soprattutto di quelli rivolti alla prevenzione.

Affinché tali processi di integrazione non siano lasciati alla spontaneità dei rapporti tra operatori, è indispensabile la stipula di protocolli d’intesa tra Comune ed Asl, che ne definiscano tempi e modi.

3.3.2.1 Affidi educativi

L'assistenza è di competenza dell’ASL, ma la gestione economica è a carico del Comune che per ogni affido educativo interviene con un contributo mensile di £ 500.000 (Î 258,23), indipendentemente dalle condizioni economiche del nucleo di appartenenza della famiglia o persona che accoglie il minore, in considerazione della rilevante valenza sociale di questo servizio.

Potranno essere studiate forme di sostegno economico a nuclei familiari per affidi educativi parziali (diurni, settimana lavorativa) per sostenere situazioni di particolare difficoltà, che pur non abbisognando di un allontanamento dei minori dal nucleo d'origine, richiedono interventi di aiuto parziali ma importanti : si tratta di affiancare le famiglie temporaneamente o parzialmente in situazioni di disagio ed in vista del raggiungimento di un’autonomia gestionale.

Tali interventi verranno approfonditi con i preposti servizi ASL e potranno diversificarsi sia nell’attuazione sia nell’erogazione economica a secondo delle diverse condizioni dell’intervento e dei nuclei familiari interessati: da £ 150.000 (Î 77,47) mensili a £ 300.000 (Î 154,94) mensili, tenendo conto degli eventuali servizi di appoggio che possono essere previsti nel piano d’intervento (asilo nido, CAG, CREC, ecc.)

3.3.2.2 Semiconvitti e comunità educative per minori

Premesso che il ricorso a strutture protette è una misura eccezionale e che il provvedimento e la contribuzione comunale avvengono previa attenta valutazione dei servizi preposti, per la compartecipazione familiare ai costi del servizio, si applicheranno quote da stabilirsi annualmente. Qualora l'intervento sia rivolto ad un minore handicappato o gravemente disadattato, il contributo dovuto dal nucleo familiare potrà essere ridotto fino ad una quota pari al 25%.

4. AREA STRANIERI

Viene mantenuto il funzionamento dell’Ufficio ‘’stranieri‘’ come punto di segretariato sociale, di informazione e di orientamento verso gli altri servizi interessati (ASL, Questura, ecc.), per le persone straniere.

Progetti specifici sono attivati per i minori inseriti nella scuola dell’obbligo (vedere paragrafo MINORI), mediante la collaborazione con il Centro di Aggregazione Giovanile, per l’acquisizione della capacità linguistica e per un confronto ed integrazione fra le diverse culture.

In tale ambito ed in stretta collaborazione con la scuola, si metteranno in atto sinergie per contrastare e prevenire l’abbandono scolastico, le eventuali difficoltà di frequenza anche mediante la riduzione o l’esonero dalle quote di partecipazione economica per i servizi di supporto (mensa scolastica, trasporto, Centro di Aggregazione Giovanile, Centro Ricreativo Estivo), su verifica e relazione del Servizio Sociale Professionale.

5. AREA NOMADI

L’intervento è orientato principalmente ad aiutare i minori ad usufruire dei servizi presenti sul territorio in un’azione di accompagnamento e di intermediazione culturale da parte di operatori specificatamente formati. Come esposto nei paragrafi precedenti l’operatore di campo opera in stretto rapporto con gli operatori comunali, con progetti individualizzati nei confronti dei minori, per un migliore inserimento nella scuola, gradualmente in alcuni laboratori dei Centri di Aggregazione Giovanile e nei servizi informativi (Informagiovani), nei riguardi delle famiglie per una più efficace relazione con i servizi scolastici e sanitari (vaccinazioni, ecc.) e con il territorio.

6. INTERVENTI DI ASSISTENZA ECONOMICA

Gli interventi di assistenza economica sono diretti ai singoli e ai nuclei familiari che non dispongono di risorse sufficienti a garantire il soddisfacimento dei bisogni fondamentali o si trovino in occasionale situazione di emergenza (art. 72 L.R. 1/86).

6.1 MINIMO VITALE

Il minimo vitale è la cifra considerata indispensabile per il sostentamento del singolo, della coppia, del nucleo familiare, vale a dire la somma utile al soddisfacimento dei bisogni primari.

Per determinare lo stato di autentico bisogno è necessario verificare la presenza di almeno una delle condizioni indicate dall’art.12 della L.R. n. 1/86.

Criteri di valutazione del minimo vitale:

Accertamento del bisogno di assistenza economica: elementi di valutazione e documenti

Per poter accertare il reale bisogno di assistenza economica e quindi stabilire in quale misura intervenire, è necessario valutare la condizione socio-economica familiare.

La documentazione per accertare la condizione economica del richiedente e dei familiari tenuti agli alimenti è la seguente:

Il minimo vitale è applicato ai soggetti che non siano possessori di beni immobili (eccetto l'abitazione occupata come residenza abituale) o di beni mobili che concorrano al cumulo di un reddito superiore al vitale.

L'Amministrazione Comunale potrà convertire i contributi economici in beni di consumo qualora, sentito il parere dell'Assistente Sociale, ritenesse tale intervento più adatto alla risoluzione della situazione del richiedente; i contributi potranno anche essere erogati in una forma che preveda la restituzione nel tempo all'Ente, di una parte o della totalità del contributo o erogati con pagamento diretto da parte del Comune di fatture o conti a carico dell'utente.

Tutti gli interventi di aiuto economico devono comunque essere finalizzati al raggiungimento dell'autonomia del singolo ed alla corresponsabilizzazione dei familiari evitando atteggiamenti di dipendenza assistenzialistica dalle istituzioni.

Qualora nel nucleo familiare richiedente siano presenti componenti in età lavorativa il contributo dovrà essere limitato nel tempo e a carattere straordinario.

Qualora la situazione risulti difficile potranno essere erogati interventi indiretti a favore dei minori (fruizioni agevolate asilo nido, CAG, CREC, trasporto scolastico ecc.)

Motivi di esclusione

Non rientrano, in base al criterio del "minimo vitale", negli aventi diritto all'assistenza economica coloro che abbiano:

  1. reddito superiore al "minimo vitale"
  2. proprietà di beni immobili oltre la casa di abitazione o di beni mobili che concorrano al cumulo di un reddito superiore al vitale
  3. parenti tenuti agli alimenti che di fatto vi provvedano


6.2 INTERVENTI D'EMERGENZA

Consisteranno in buoni pasto o buoni viveri, pernottamento, acquisto di biglietti ferroviari non rimborsabili per il raggiungimento delle località di residenza. Con questi interventi si intende soccorrere anche indigenti di passaggio o dimoranti temporaneamente.

6.3 INTERVENTI STRAORDINARI "UNA TANTUM"

Gli interventi straordinari vengono erogati, sempre con riferimento alla tabella del minimo vitale, a copertura di situazioni di bisogno di carattere eccezionale ed urgente di natura socio-sanitaria od economica:

6.4 TICKET - TASSA RIFIUTI

Ticket

Viene concesso un contributo pari al 100% delle spese sostenute per i ticket per le prestazioni specialistiche diagnostiche e di laboratorio effettuate in strutture dell’Asl o convenzionate col servizio sanitario nazionale, nonché un rimborso per i ticket dei farmaci.

L’intervento è rivolto:

Tassa rifiuti

Le riduzioni o esenzioni della tassa rifiuti vengono applicate per la popolazione anziana in base ai criteri stabiliti dall’accordo Amministrazione comunale-sindacati.

7. AREA PER CONTRIBUTI AD ASSOCIAZIONI

In base al regolamento per l'erogazione di contributi e sussidi, approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 51/95, verranno erogati contributi ad associazioni che operano nel campo assistenziale con finalità compatibili e coerenti con il presente Piano Socio Assistenziale.

Saranno privilegiati i progetti che si integreranno con la politica sociale promossa dall’Amministrazione Comunale e che andranno a completare i servizi erogati in favore della famiglia.

8. AREA DEL VOLONTARIATO

Nell'ambito del sistema socio-assistenziale un ruolo rilevante possono assumere le associazioni di volontariato e i volontari singoli.

Sulla base della normativa comunale e regionale, il Comune si impegna a favorire la collaborazione tra il servizio pubblico e il mondo del volontariato anche al fine di costituire una "consulta del volontariato" e di stipulare convenzioni con singole associazioni per la gestione di servizi integrativi della rete d'offerta comunale.

ALLEGATO A

CRITERI DI ACCESSO AI SERVIZI E PARTECIPAZIONE DEGLI UTENTI AL COSTO DEI SERVIZI

La normativa regionale (Legge Regione Lombardia n. 1/1986 e relativo Piano Socio Assistenziale) ha delineato un quadro di riferimento comune, sia per quanto attiene alla tipologia degli interventi che ai criteri di accesso ai servizi.

L'approvazione del Piano Socio Assistenziale di zona avvenuta con delibera U.S.S.L. n.40 n.726/13.9.1988 ha demandato ai Comuni le decisioni in merito alla regolamentazione dei rapporti finanziari con gli utenti, avendo come riferimento quadro il paragrafo 2.4.2 del Piano Socio Assistenziale.

Si procede all'adeguamento dei criteri di contribuzione degli utenti secondo la normativa regionale e gli obiettivi di seguito specificati:

  1. insufficienza del reddito familiare, inteso come reddito disponibile in un nucleo famigliare in rapporto alle esigenze minime vitali di tutti i membri del nucleo, allorquando non vi siano altre persone tenute a provvedere o che di fatto provvedano all'integrazione di tale reddito;
  2. incapacità totale o parziale di un soggetto, solo o il cui nucleo famigliare non sia in grado di assicurare l'assistenza necessaria, a provvedere autonomamente a se stesso;
  3. esistenza di circostanze, anche al di fuori dei casi previsti dalle precedenti lettere a) e b), a causa delle quali persone singole o nuclei famigliari siano esposti a rischio di emarginazione;
  4. sottoposizione di un soggetto a provvedimenti dell'autorità giudiziaria che impongano o rendano necessari interventi e prestazioni socio-assistenziali.

  5.  
CRITERI GENERALI
  1. il presente provvedimento si limita a fissare i criteri di massima concernenti gli interventi assistenziali di carattere economico, mentre l'impegno della spesa derivante dagli aiuti economici in denaro e dai costi dei servizi erogati sarà soggetto a successivi e specifici provvedimenti, nei quali sarà tenuto conto dei limiti finanziari derivanti dalla legislazione sulla finanza locale ;
  2. i criteri e le modalità contenuti nel presente piano decorreranno dall’1.1.2000 e avranno validità fino al 31.12.2000 e comunque sino all’approvazione del nuovo piano o di eventuali modifiche quali l’estensione dell’ISE ad altri servizi, dopo la fase sperimentale;
  3. gli oneri che gravano sul Comune a favore dell'utente avente diritto all'assistenza, sono possibili per i soli residenti.Al riguardo si sottolinea che tale principio generale dell'onere dell'assistenza gravante sul comune di residenza dell'assistito, riguarda l'onere per il ricorso in strutture residenziali ; in tale caso la spesa è a carico del Comune ove l'assistito aveva la residenza precedentemente al ricovero, restando a tal fine irrilevante il cambio della residenza stessa connessa esclusivamente all'ospitalità dell'assistito presso la struttura esistente nel Comune. Accanto ai cittadini residenti, vengono riconosciuti come destinatari degli interventi assistenziali anche le persone contemplate nell’art.9 della L.R. 1/86. Gli interventi urgenti e non differibili sono assunti con ordinanza del Sindaco, salvo la rivalsa nei confronti dei soggetti pubblici e privati.
  4. in stretta connessione con la definizione di stato di bisogno, menzionata negli obiettivi generali, viene riconosciuta all’assessorato competente la possibilità di provvedere ad una diversa quantificazione dell’onere gravante sugli utenti ed a interventi straordinari per situazioni debitamente documentate e relazionate dai servizi sociali
  5. è fatta comunque riserva di esercitare azione di rivalsa, per gli oneri derivanti dalle prestazioni, nei confronti dei soggetti obbligati, privati e pubblici, ai sensi dell’art.63 della L.R. 1/86.
FASCE DI REDDITO PER LA DETERMINAZIONE DEGLI INTERVENTI DI SOSTEGNO ECONOMICO E DEL CONCORSO DEGLI UTENTI AL COSTO DEI SERVIZI

Le tabelle n.1 e n.2-2BIS individuano le varie fasce di reddito rispettivamente per la determinazione degli interventi di assistenza economica e per la quantificazione del concorso degli utenti al costo dei servizi.

Il reddito di riferimento (tabella 2) per i servizi ai quali inizialmente non verrà applicato l’ISE è quello del nucleo familiare del richiedente e viene calcolato considerando il reddito imponibile IRPEF al netto dell’imposta dovuta, detratto il 50% dell’affitto o della quota del mutuo per l’acquisto della prima casa fino ad un massimo di £ 400.000 mensili (Î 206,58).

Per quanto riguarda i redditi da lavoro autonomo (agricoltori, imprenditori, commercianti e artigiani), si ricorrerà alla possibilità di concordare redditi di riferimento pari a quelli medi dei lavoratori dipendenti (comunque non inferiori ad un imponibile di lire 25.000.000 (Î 12911,42), nonché al conferimento da parte dell’utente o dei familiari tenuti al mantenimento, del potere di accertamento del reddito, ai soli fini assistenziali, escludendo il riaccertamento ai fini fiscali, salvo situazioni particolari da verificare.

Il reddito di riferimento invece per i servizi ai quali verrà applicato l’ISE (e precisamente: soggiorni estivi per persone anziane, servizio di assistenza domiciliare, servizio pasti, servizio di trasporto e assistenza a visite mediche, servizio di telesoccorso) è quello risultante dalla tabella 2 BIS ed i criteri per la valutazione della situazione economica sono quelli previsti dal Decreto Legislativo 31.3.1998, n. 109, dal D.P.C.M. 7 maggio 1999, n. 221, e dal regolamento comunale (allegato B) appositamente approvato ai sensi dell’art. 1, comma 2, dello stesso Decreto Legislativo n. 109/98.

Tali parametri sono validi per determinare, sulla base del reddito familiare degli utenti, la fascia di appartenenza che stabilisce il contributo da parte dell’utente del servizio da lui fruito.

L’effettiva tariffa da applicare in corrispondenza di ciascuna fascia viene individuata in percentuale rispetto al costo del singolo servizio.

Le percentuali, in corrispondenza di ogni fascia, variano a seconda dei servizi sulla base della diversa intensità dei bisogni a cui tali servizi devono rispondere e tenuto conto della necessità di non incentivare l’accesso da parte dell’utenza.

CONCORSO DEGLI UTENTI AL COSTO DEL SERVIZIO

SOGGIORNI ESTIVI PER LE PERSONE ANZIANE-TABELLA N° 3

CANONI AFFITTO ALLOGGI E.R.P. DI PROPRIETA' COMUNALE – TABELLA N° 4

Le tariffe vengono applicate al canone calcolato ai sensi della legge n. 392/1978 e successive modifiche (equo canone) in base agli stessi criteri applicati dall’ALER per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Attualmente i canoni vengono calcolati in base alle fasce di reddito ed alle percentuali indicate nella tabella N° 4.

I redditi considerati ai fini della determinazione dei canoni oltre a quelli risultanti dalla denuncia dei redditi sono i seguenti:

Sono invece da escludere i seguenti redditi: QUOTA CANONE – TABELLA N° 5

ASSISTENZA DOMICILIARE - TABELLA N° 6

PASTI A DOMICILIO – TABELLA N° 7

COSTO TRASPORTO A VISITE MEDICHE – TABELLA N° 8

TELESOCCORSO – TABELLA N° 9

CENTRO SOCIALE

Si ritiene indispensabile il mantenimento del servizio con la finalità primaria di apertura a tutti gli anziani a prescindere dalle condizioni socio economiche, e nell'ottica di favorire la socializzazione e l'animazione del tempo libero. Le relative attività vengono attuate con il coinvolgimento degli utenti nella prospettiva di stimolare l'autogestione.

E' opportuno quindi che l'unico servizio per il quale sia richiesto un concorso economico degli utenti, al momento, possa essere il pasto il cui prezzo viene quantificato in base al puro costo, con la distinzione tra residenti e non (tabella n. 7) fermo restando che per coloro che si trovino in situazione di bisogno, si interverrà mediante gli altri servizi di contributo economico previsti nel presente piano.

Per altre attività ed iniziative (gite, ecc.) la partecipazione degli utenti al costo dei servizi verrà definita in sede di deliberazione delle stesse.

CONTRIBUTI PER LA FREQUENZA DEL C.S.E., C.F.P.H., S.F.A.

Per la quantificazione della quota a carico degli utenti la modalità di contribuzione risulta specificata al punto 2.3.1.5 del presente piano.

ASILO NIDO

Le rette di frequenza sono determinate annualmente in base alle deliberazioni consiliari n. 140/1986.

ASSISTENZA DOMICILIARE EDUCATIVA PER MINORI-TABELLA N.10

SERVIZIO CAG - TABELLA N° 11

Il costo mensile del servizio è stato calcolato in £ 350.000 (Î 180,76)

Le rette di frequenza per l’anno scolastico 1999/2000 sono state fissate con deliberazione della Giunta Comunale n° 508 del 1° settembre 1999 che prevede il riferimento al Piano di Intervento per l’Attuazione del Diritto allo Studio 1999/2000:

Per quanto riguarda la quantificazione delle rette, si veda la tab. n. 11.

Per il CAG medie e attività per adolescenti e giovani, si prevede la gratuità o il pagamento di una quota diversificata per la partecipazione soltanto ad alcune attività programmate in base alle indicazioni degli operatori sociali in accordo con l’Assessore ai Servizi Sociali.

Per l'anno scolastico 2000/2001 si farà riferimento alle fasce di reddito del Piano di attuazione del diritto allo studio, fatta salva la facoltà di aggiornare il costo del servizio in base agli oneri effettivamente sostenuti e di applicare l'ISE.

CENTRO RICREATIVO ESTIVO COMUNALE

Per la determinazione della quota a carico della famiglia, si farà riferimento alle fasce di reddito previste dal piano di diritto allo studio dell’anno scolastico immediatamente precedente, prevedendo l’esenzione almeno per la prima fascia.

SOGGIORNI ESTIVI PER MINORI - TABELLA N° 12

SEMICONVITTI O COMUNITA' EDUCATIVE PER MINORI- TABELLA N° 13

STRUTTURE PROTETTE PER PERSONE ADULTE ED HANDICAPPATE

Per quanto riguarda il ricovero in strutture protette che assicurano il mantenimento completo della persona, si ritiene coerentemente con l'obiettivo di fornire i servizi utili affinché l'anziano possa rimanere nell'ambiente sociale di appartenenza, che il contributo sulla retta di degenza per le persone autosufficienti sia dato eccezionalmente e solo previa approfondita valutazione da parte degli operatori. In generale la procedura per la definizione del contributo comunale dovrà seguire le seguenti modalità:

  1. recupero della retta attingendo al reddito individuale (pensione più altri redditi);
  1. qualora esistano familiari di cui all'art. 433 del Codice Civile, gli stessi sono chiamati a contribuire economicamente, nell’ordine e in base alle disposizioni di cui al precitato articolo 433 c.c. e seguenti, al mantenimento e all'integrazione della quota di costo non coperta dai redditi del ricoverato in relazione alle accertate e reali possibilità economiche del nucleo familiare di appartenenza. Nel caso in cui gli obbligati siano percettori di reddito da lavoro autonomo si considera un reddito di riferimento almeno pari a quello medio dei lavoratori dipendenti nel settore o livello analoghi. Qualora il nucleo familiare del parente tenuto agli alimenti sia composto da familiari tenuti e da familiari non tenuti, entrambi percettori di reddito, si conteggeranno i soli redditi dei familiari tenuti, e si terrà conto dei componenti del nucleo, escludendo il familiare non tenuto percettore di reddito, per determinare la fascia di appartenenza. Viene calcolato per ciascun nucleo familiare dei parenti tenuti agli alimenti, il reddito annuo netto, diminuito di 1.500.000 (Î 774,69) annuo per figlio studente o disoccupato se a carico, del 50% dell’affitto o del 50% del mutuo della prima casa e della quota corrispondente ai Minimi Garantiti (tabella 1) per le diverse composizioni familiari. Sulla restante quota di reddito viene calcolata la percentuale da versare a copertura della retta come segue:

  2.  
      coniugi - figli - genitori 20%
      generi - nuore - suoceri - nipoti 15%
      fratelli 10%


    Nel caso le persone ricoverate siano due, o più di due, le percentuali da versare a parziale copertura delle rette sono le seguenti:
     

      coniugi - figli - genitori 30%
      generi - nuore - suoceri - nipoti 25%
      fratelli 15%


    Annualmente si provvederà alla verifica economica e ad eventuali accertamenti. Il comune potrà esercitare i mezzi più opportuni per garantire il proprio credito, anche in sede giudiziale.
     

  3. intervento dell’Ente locale per la quota di costo non coperta. Si assicura agli ospiti la disponibilità di una quota per spese personali pari a £. 92.500 (Î 47,77).
Per quanto riguarda la Comunità Alloggio per Handicappati Mamrè, (C.A.H.) si richiede la contribuzione solo dei parenti che sono tenuti agli alimenti conviventi con l'utente in servizio, salvo verifica di situazioni molto particolari.

TABELLE PER COSTO SERVIZI

TABELLA N° 1 MINIMO VITALE
N°FAMIL SCALA PARAMETRALE Annuale
Netto
Mensile
Netto
Anziani
Handicappati
1 1.00 £ 8.508.000 £ 709.000 £ 125.000
2 1.65 £ 14.038.200 £ 1.169.850 £ 125.000
3 2.12 £ 18.063.960 £ 1.505.330 £ 125.000
4 2.53 £ 21.525.240 £ 1.793.770 £ 125.000
5 2.95 £ 25.098.600 £ 2.091.550 £ 125.000
6 3.34 £ 28.416.720 £ 2.368.060 £ 125.000
7 3.73 £ 31.734.840 £ 2.644.570 £ 125.000

TABELLA N °2 REDDITO FAMILIARE ANNUALE NETTO
N° FAMIL SCALA PARAMETRALE 1°fascia 2°fascia 3°fascia 4°fascia 5°fascia 6°fascia 7°fascia 8°fascia
1 1.00  0

9.984

9.984

12.480

12.480

14.976

14.976

17.472

17.472

19.968

19.968

22.464

22.464

24.960

24.960
2 1.65  0

16.473,6

16.473,6

20.592

20.592

24.710,4

24.710,4

28.828,8

28.828,8

32.983,2

32.983,2

37.065,6

37.065,6

41.184

41.184
3 2.12  0

21.166,08

21.166,08

26.457,6

26.457,6

34.394,88

34.394,88

37.040,64

37.040,64

42.332,16

42.332,16

47.623,68

47.623,68

52.915,2

52.915,2
4 2.53  0

25.259,52

25.259,52

31.574,4

31.574,4

37.889,28

37.889,28

44.204,16

44.204,16

50.519,04

50.519,04

56.983,68

56.983,6863.148,8 63.148,8
5 2.95  0

29.448

29.448

36.816

36.816

44.179,2

44.179,2

51.542,4

51.542,4

58.905.6

58.905.6

66.268,8

66.268,8

73.632

73.632
6 3.34  0

33.346,56

33.346,56

41.683,2

41.683,2

50.019,84

50.019,84

58.356,48

58.356,48

66.693,12

66.693,12

75.029,76

75.029,76

83.366,4

83.366,4
7 3.73  0

37.240,32

37.240,32

46.550,4

46.550,4

55.860,48

55.860,48

65.170,56

65.170,56

74.480,64

74.480,64

83.790,72

83.790,72

93.100,8

93.100,8

*Valori espressi in migliaia di lire.

TABELLA N° 2 BIS – REDDITO FAMILIARE ANNUALE LORDO CALCOLATO IN BASE ALL’INDICATORE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA
N° FAMIL SCALA PARAMETRALE 1°fascia 2°fascia 3°fascia 4°fascia 5°fascia 6°fascia 7°fascia 8°fascia
1 1.00  0

12.330

12.330

15.480

15.480

18.880

18.880

22.220

22.220

25.710

25.710

29.130

29.130

32.820

32.820
2 1.57 0

19.358

19.358

24.304

24.304

29.642

29.642

34.885

34.885

40.365

40.365

45.734

45.734

51.527

51.527
3 2.04  0

25.153

25.153

31.579

31.579

38.515

38.515

45.329

45.329

52.448

52.448

59.425

59.425

66.953

66.953
4 2.46 0

30.332

30.332

38.081

38.081

46.445

46.445

54.661

54.661

63.247

63.247

71.660

71.660

87.037

87.037
5 2.85 0

35.141

35.141

44.118

44.118

53.808

53.808

63.327

63.327

73.274

73.274

83.021

83.021

93.537

93.537
6 3.20 0

39.456

39.456

49.536

49.536

60.416

60.416

71.104

71.104

82.272

82.272

93.216

93.216

105.024

105.024
7 3.55 0

43.771

43.771

54.954

54.954

67.024

67.024

78.881

78.881

91.270

91.270

103.411

103.411

116.511

116.511

Valori espressi in migliaia di lire.
Maggiorazione di 0,35 per ogni ulteriore componente.
Maggiorazione di 0,2 in caso di assenza del coniuge e presenza di figli minori.
Maggiorazione di 0,5 per ogni componente con handicap psico-fisico permanente di cui l’art.3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104, o di invalidità superiore al 66%.
Maggiorazione di 0,2 per nuclei familiari con figli minori, in cui entrambi i genitori svolgono attività di lavoro e di impresa.
 

TABELLE IN EURO Î

TABELLE PER COSTO SERVIZI

TABELLA N° 1 MINIMO VITALE
N° FAMIL SCALA PARAMETRALE Annuale
Netto Î
Mensile
Netto Î
Anziani
Handicappati Î
1 1.00 4.394,02  366,17  64,56 
2 1.65 7.250,13  604,18  64,56 
3 2.12 9.329,26  777,44  64,56 
4 2.53 11.116,86  926,40  64,56 
5 2.95 12.962,35  1.080,20  64,56 
6 3.34 14.676,01  1.223,00  64,56 
7 3.73 16.389,68  1.365,81  64,56 

TABELLA N °2 REDDITO FAMILIARE ANNUALE NETTO – valori in Î
N° FAMIL SCALA PARAMETRALE 1°fascia 2°fascia 3°fascia 4°fascia 5°fascia 6°fascia 7°fascia 8°fascia
1 1.00  0

5156,31

5156,31

6445,38

6445,38

7734,46

7734,46

9023,53

9023,53

10312,61

10312,61

11601,69

11601,69

12890,76

12890,76
2 1.65  0

8507,90

8507,90

10634,88

10634,88

12761,86

12761,86

14888,83

14888,83

17034,40

17034,40

19142,78

19142,78

21269,76

21269,76
3 2.12  0

10931,37

10931,37

13664,21

13664,21

17763,47

17763,47

19129,89

19129,89

21862,74

21862,74

24595,58

24595,58

27328,42

27328,42
4 2.53  0

13045,45

13045,45

16306,82

16306,82

19568,18

19568,18

22829,54

22829,54

26090,91

26090,91

29429,61

29429,6132613,63 32613,63
5 2.95  0

15208,62

15208,62

19013,88

19013,88

22816,65

22816,65

26619,43

26619,43

30422,20

30422,20

34224,98

34224,98

38027,75

38027,75
6 3.34  0

17222,06

17222,06

21527,58

21527,58

25833,09

25833,09

30138,61

30138,61

34444,12

34444,12

38749,64

38749,64

43055,15

43055,15
7 3.73  0

19233,02

19233,02

24041,28

24041,28

28849,53

28849,53

33657,79

33657,79

38466,04

38466,04

43274,30

43274,30

48082,55

48082,55

*Valori espressi in euro Î .

TABELLA N° 2 BIS – REDDITO FAMILIARE ANNUALE LORDO CALCOLATO IN BASE ALL’INDICATORE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA.
N° FAMIL SCALA PARAMETRALE 1°fascia 2°fascia 3°fascia 4°fascia 5°fascia 6°fascia 7°fascia 8°fascia
1 1.00  0

6367,91

6367,91

7994,75

7994,75

9750,71

9750,71

11475,67

11475,67

13278,11

13278,11

15044,39

15044,39

16950,12

16950,12
2 1.57 0

9997,57

9997,57

12551,97

12551,97

15308,82

15308,82

18016,60

18016,60

20846,78

20846,78

23619,64

23619,64

26611,47

26611,47
3 2.04  0

12990,44

12990,44

16309,19

16309,19

19891,34

19891,34

23410,47

23410,47

27087,13

27087,13

30690,45

30690,45

34578,34

34578,34
4 2.46 0

15665,17

15665,17

19667,20

19667,20

23986,84

23986,84

28230,05

28230,05

32664,35

32664,35

37009,30

37009,30

44950,86

44950,86
5 2.85 0

18148,81

18148,81

22785,05

22785,05

27789,51

27789,51

32705,67

32705,67

37842,86

37842,86

42876,77

42876,77

48307,83

48307,83
6 3.20 0

20377,32

20377,32

25583,21

25583,21

31202,26

31202,26

36722,15

36722,15

42489,94

42489,94

48142,05

48142,05

54240,37

54240,37
7 3.55 0

22605,83

22605,83

28381,37

28381,37

34615,01

34615,01

40738,64

40738,64

47137,02

47137,02

53407,32

53407,32

60172,91

60172,91

Valori espressi in euro Î .
Maggiorazione di 0,35 per ogni ulteriore componente.
Maggiorazione di 0,2 in caso di assenza del coniuge e presenza di figli minori.
Maggiorazione di 0,5 per ogni componente con handicap psico-fisico permanente di cui l’art.3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104, o di invalidità superiore al 66%.
Maggiorazione di 0,2 per nuclei familiari con figli minori, in cui entrambi i genitori svolgono attività di lavoro e di impresa.

TABELLA N. 3 SOGGIORNI ESTIVI PERSONE ANZIANE
FASCE A CARICO UTENTE
1 45%
2 55%
3 75%
4 85%
5 95%
6 100%
7 100%
8 100%

Non verrà assegnato alcun contributo a quanti dovessero utilizzare la camera singola e verrà assegnato un solo contributo ridotto al 50% per un solo turno per coloro che nello stesso anno fruiscono di più soggiorni.

TABELLA N. 4 CANONI AFFITTO ALLOGGI DI PROPRIETA' COMUNALE

LIMITI DI REDDITO DELLE FASCE DI CANONE
Canone mensile minimo £20.000 (Î 10,33).
FASCIA CANONE TABELLA "A"
Reddito da lavoro dipendente o pensione
TABELLA "B" 
Reddito da lavoro autonomo
A 1 15% del 100% dell’equo canone minore dell’8% del reddito fino a £ 16.405.000 (redd. 98) Î 8.472,47 non compete (*)
A 2 35% del 100% dell’equo canone minore dell’8% del reddito se inferiore a due pensioni minime INPS fino a £ 19.310.000 (redd. 98) Î 9.972,78

fino a £ 18.750.000

Î 9683,57

£ 11.250.000 (*)

Î 5.810,14

B 1 55% del 100% dell’equo canone fino a £ 28.750.000

Î 14.848,14

fino a £ 17.250.000

Î 8.908,88

B 2 75% del 100% dell’equo canone fino a £ 37.500.000

Î 19.367,13

fino a £ 22.500.000

Î 11.620,28

B 3 95% del 100% dell’equo canone fino a £ 50.000.000

Î 25.822,84

fino a £ 30.000.000

Î 15.493,71

C 1 125% del 100% dell’equo canone fino a £ 70.000.000

Î 36.151,98

fino a £ 42.000.000

Î 21.691,19

C 2 175% del 100% dell’equo canone fino a £ 84.000.000

Î 43.382,38

fino a £ 50.400.000

Î 26.029,43

C 3 200% del 100% dell’equo canone maggiore di 

£ 84.000.000

Î 43.382,38

maggiore di

£ 50.400.000

Î 26.029,43

(*) Tranne per i redditi diversi inferiori al 20% del reddito individuale o al 5% (possidenze) del reddito complessivo. Deduzioni da solo lavoro dipendente/pensione (escluso 1° fascia e 2° fascia parte 1°):

1 ml. per ogni figlio a carico, + 1ml. per (n° componenti - figli a carico-2) - massimo 8ml

TABELLA N. 5 QUOTA CANONE
FASCE CONTRIBUTO DATO DALLA AMMINISTRAZIONE SULL'AUMENTO DEL CANONE
1 60%
2 50%
3 40%
4 20%
5 15%
6 10%
7 ----
8 ----

TABELLA N. 6 COSTO SAD
Costo orario 29.000 Î 14,98 (costo comprensivo del servizio lavanderia applicato indipendentemente dal fatto che gli utenti ne usufruiscano o meno).
FASCIA PERCENTUALE QUOTA A CARICO UTENTI
1   Esente
2 10% £2.900 Î 1,50
3 20% £5.800 Î 3,00
4 30% £8.700 Î 4,49
5 40% £11.600 Î 5,99
6 55% £15.950 Î 8,24
7 65% £18.850 Î 9,74
8 80% £23.200 Î 11,98

TABELLA N. 7 SERVIZIO PASTI PRESSO IL CENTRO SOCIALE
FASCIA UNICA Residenti £ 7.000 Î 3,62
Non residenti £ 9.000 Î 4,65 

SERVIZIO TRASPORTO PASTI A DOMICILIO
FASCE QUOTA A CARICO UTENTE COSTO PASTO

£ 6.700 

(fascia unica)

Î 3,46

 

1 ----
2 £1.500 Î 0,77
3 £2.000 Î 1,03
4 £2.000 Î 1,03
5 £2.500 Î 1,29
6 £2.500 Î 1,29
7 £3.000 Î 1,55
8 £3.500 Î 1,81

La presente tabella viene utilizzata anche per la contribuzione degli utenti al servizio di trasporto per visite mediche senza necessità di assistenza

TABELLA N. 8 COSTO TRASPORTO PER VISITE MEDICHE CON ASSISTENZA
FASCIA QUOTA A CARICO UTENTE
1 =
2 £ 2.500 Î 1,29
3 £ 4.500 Î 2,32
4 £ 6.000 Î 3,10
5 £ 6.500 Î 3,36
6 £ 7.500 Î 3,87
7 £ 8.000 Î 4,13
8 £ 10.000 Î 5,16

TABELLA N. 9 TELESOCCORSO

TERMINALI DI UTENZA : £. 402.000 (Î 207,62)
 
FASCE A CARICO UTENTE
1 =
2 10%
3 15%
4 30%
5 40%
6 50%
7 60%
8 80%

Gli apparecchi che vengono acquistati con contributo comunale vengono concessi in comodato e rimangono di proprietà dell'Ente.

CANONE DI GESTIONE MENSILE L.60.000 (Î 30,99)
 
FASCE A CARICO UTENTE
1 Gratuito
2 10%
3 15%
4 30%
5 40%
6 50%
7 60%
8 80%

TABELLA N. 10 COSTO ASSISTENZA DOMICILIARE EDUCATIVA
FASCE A CARICO UTENTE
1 =
2 =
3 =
4 =
5 =
6 15%
7 25%
8 35%

TABELLA N. 11 COSTO CAG
FASCIA FREQUENZA DI 1 O 2 GIORNI ALLA SETTIMANA (quote mensili) FREQUENZA DI 3-4 o 5 GIORNI ALLA SETTIMANA (quote mensili)
1 9% = £ 31.500 (Î 16,27) 10% = £ 35.000 (Î 18,08)
2 16% = £ 56.000 (Î 28,92) 21% = £73.500 (Î 37,96)
3 23% = £ 80.500 (Î 41,57) 35% = £122.500 (Î 36,27)

TABELLA N. 12 SOGGIORNI CLIMATICI PER MINORI
FASCE A CARICO UTENTE
1 15%
2 25%
3 35%
4 50%
5 85%
6 100%
7 100%
8 100%
Riduzione del 40% sulla retta determinata a favore del secondo figlio partecipante al medesimo turno del primo e riduzione del 50% a favore del terzo figlio in contemporanea frequenza.

TABELLA N 13 SEMICONVITTI – COMUNITA’ EDUCATIVE PER MINORI
FASCE A CARICO UTENTE
1 =
2 =
3 10%
4 20%
5 30%
6 40%
7 50%
8 60%

ALLEGATO B

REGOLAMENTO PER L’APPLICAZIONE DEI CRITERI UNIFICATI DI VALUTAZIONE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA DEI CITTADINI CHE RICHIEDONO PRESTAZIONI AGEVOLATE.

Art. 1) Ambito di applicazione
Il presente regolamento disciplina i criteri unificati di valutazione della situazione economica, ad integrazione di quelli previsti dalla L.109/98, per i cittadini che richiedono al Comune di Desenzano del Garda prestazioni o servizi agevolati in ambito socio-assistenziale o scolastico collegati nella misura o nel costo a determinate situazioni economiche.

Art. 2) Composizione del nucleo familiare
A seconda della prestazione agevolata richiesta il nucleo familiare da assumere come unità di riferimento è composta così come sotto indicato.

Servizi Asili Nido, servizi erogati dal Settore Pubblica Istruzione:

Servizi erogati dal Settore Servizi Sociali:

Servizi residenziali:

Servizi Semi-residenziali: Aiuti Economici: Art. 3) Valutazione della situazione reddituale
Per i servizi nell’area anziani nonché per tutti i tipi di contribuzione e agevolazioni economiche la situazione reddituale tiene conto anche di tutti i redditi esenti da IRPEF in analogia con quanto previsto dalla legge 237/98 sul reddito minimo di inserimento.

Per il Centro Socio Educativo, Centro di Formazione Professionale Handicap e Servizio di Formazione all’Autonomia viene inoltre considerato il reddito totale anche non imponibile IRPEF (ad esclusione dell’assegno di accompagnamento) del richiedente, dei genitori ed al 50% dei familiari conviventi oltre il 1° grado, detratte le spese sanitarie documentate e gli oneri previdenziali obbligatori.

Per tutti i servizi erogati l’assegno di mantenimento per i figli viene considerato nell’ambito della capacità reddituale del genitore a cui è affidato il minore.

Per i servizi e le erogazioni soggette a valutazione sociale si detrae dal reddito l’importo dell’affitto effettivamente pagato e risultante da apposite ricevute.

Art. 4) Valutazione della situazione patrimoniale
Per i servizi erogati del Settore Pubblica Istruzione e per il Servizio Asili Nido l’importo complessivo del patrimonio mobiliare ed immobiliare viene sommato al reddito nella misura del 20% del suo valore al netto delle franchigie previste dalla legge.

Per i servizi erogati dal Settore Servizi Sociali detta percentuale viene definita nel 5% sul valore residuo della prima casa al netto della franchigia e nel 20% sul restante patrimonio.

Art. 5) Variazioni alla situazione economica
I redditi considerati sono quelli riferiti all’anno precedente.

Gli utenti sono tenuti a dichiarare al momento dell’autocertificazione eventuali variazioni in aumento o in diminuzione qualora la variazione sia superiore al 50% del loro reddito annuo rispetto a quello dell'anno precedente.

Variazioni in aumento o diminuzione del reddito annuo superiori al 50% rispetto all’anno precedente comportano l’aggiornamento della situazione reddituale con presentazione di dichiarazione integrativa o con l’indicazione del reddito al momento della presentazione dell’autocertificazione di cui all’Art. 6.

Art. 6) Dichiarazione sostitutiva del richiedente
Il Comune si riserva di richiedere, in allegato alla dichiarazione sostitutiva, informazioni riguardo al possesso di beni mobili registrati, a consumi telefonici od energetici o ad altri indicatori di capacità contributiva ritenuti significativi.

Il richiedente viene inserito nella fascia massima prevista per i vari servizi nelle seguenti ipotesi:

Se nel corso dell’anno vengono accertate variazioni in aumento rispetto alla fascia ISE applicata, l’utente verrà collocato nella fascia corretta, con l’obbligo di versare la maggior somma dovuta anche per il periodo pregresso.

Nel caso di falsa dichiarazione l’Amministrazione comunale si riserva la facoltà di sospendere il servizio e procederà alla denuncia all’autorità giudiziaria.

Art. 7) Efficacia e vincolatività delle disposizioni del regolamento
Le disposizioni del presente regolamento saranno efficaci e produttive di effetti dal momento in cui si procederà, per i diversi servizi, all’aggiornamento dei criteri che determinano le modalità di accesso e la compartecipazione al costo. Fino a tale aggiornamento il calcolo del reddito verrà effettuato con i criteri in atto.



 

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