Nella pittura moderna da Ensor a Tomea, gli scheletri facevano la loro comparsa come elementi di una pantomima o di uno fiaba: e in altri artisti - mi riferisco in particolar modo ai surrealisti - erano al servizio della psicanalisi.

Il poeta Breton aveva scritto:" Il surrealismo ti introdurrà nella morte, la quale è una società segreta."

Le immagini disperate di Mauthausen che Barbieri ci presenta non sono fantasmi della mente, e neanche pretesti per lo svolgimento di una impresa barocca in una delle tante trascrizioni grottesche del manierismo. Una tragica realtà vissuta giorno per giorno in una delle zone più infernali della guerra ha ispirato e animato queste drammatiche composizioni che rappresentano, sia come documento umano che come resa dei contenuti spirituali, un risultato verace e conturbante.

( ... ) Il colore che più predomina nella tavolozza di Barbieri è il rosso, un rosso burrascoso e giallastro come l'eco di un rimbombo lontano, una macchia di sangue confusa nella mota grigiastra d’una plaga desolata. Il contatto di ogni altra cosa naturale è sempre sottoposto a questo sollecito e duraturo richiamo dell’animo verso le confuse ragioni d’un dolore che continuamente riaffiora: sia donna o fiore, bosco o giardino invernale.

Raffaele Corrieri

"Epoca"