Gustavo Bianchi

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Ghiamhi (pseudonimo di Gustavo Bianchi) bresciano classe 42 ha esordito con l'arte a 9 anni (autoritratto di profilo ad acquerello) prediligendo il disegno anche nelle scuole medie e superiori (liceo) in un periodo ove le scuole d'arte erano scarsissime od assenti ottenendo ottimi risultati scolastici. Dagli anni sessanta (studente di medicina) ha continuato la sua esperienza artistica con oli e tempere nel campo della realtà (cosa che fa ancora in alcuni casi specie su ispirazione delle altre arti) con nature morte paesaggi qualche ritratto variamente dispersi per raggiungere dopo vari esperimenti e studi, nel 1967 (anno di laurea in medicina) l'inizio della utilizzazione della propria tecnica pittorica con gouache ad olio e tempera di oggetti naturali quali vasi, bottiglie, cubi di cera, cubi di sapone, stoviglie, paesaggi, figure e cose di comune uso con il nuovo metodo da lui messo a punto originalmente ed assolutamente inedito. 

 Lo scopo culturale della ricerca messa in atto dall'autore è stata plurima. In primis proporre qualcosa di nuovo che non ricalcasse gli ormai vecchi schemi della pittura degli anni sessanta (dall'espressionismo classico alla pop-art, etc.). Ciò è stato fatto nella ricerca del propositivo e cioè nell'oggetto da fare apparire all'osservatore. La scelta si è rivolta verso oggetti comuni all'inizio, vasi, bicchieri, bottiglie, oggetti di casa, cubi di cera o di sapone etc.., in modo da far cogliere all'osservatore subito il soggetto proposto però con una tecnica assolutamente innovativa nel colore e nella proposizione delle luci. Ma la innovazione vera (suggestionismo corrente esclusiva dell'autore che appunto ne è il caposcuola) fu quella di introdurre, nei quadri così proposti ma non in tutti ovviamente, delle figure, oggetti, immagini, nascoste con costruzione di macchie parziali, particolari sommersi parzialmente dietro ad altri in primo piano, figure parziali solo accennate in modo tale che il subcosciente di ciascun osservatore individuasse in ciò quello che più gli fosse piaciuto. Identica cosa è stata applicata ai paesaggi, ai ritratti ed a tante altre proposizioni anche astratte che consentono il dialogo tra l'osservatore e l'opera. Questo è l'altro aspetto innovativo dell'arte di G. Bianchi. Finora tutti gli artisti proponevano opere che costringevano l'osservatore ad accettare quanto veniva proposto. Se era un fiore anche se meravigliosamente eseguito doveva essere accettato com'era mentre ora con il suggestionismo ci si può immergere con fantasia propria nell'opera esposta e trovare anche qualcosa di diverso e personale nel veduto. Riprendendo il percorso artistico G. Bianchi ha ugualmente cominciato a rivolgersi a mostre e concorsi nel territorio di Parma, ove risiedeva a quel tempo, con esposizioni nel territorio (Borgotaro Traversetolo, Parma, Collecchio etc.) con buona critica e grande impressione di pubblico. In quegli anni viene coniata la visione delle sue opere appunto come neosuggestionismo realista data la tecnica inedita e la novità dei soggetti e degli accostamenti cromatici. A Parigi negli anni 70-72,  studiò in Avenue Du Bel-Aire; mostre alle Halles Collettive, alle librerie di Saint Germain De Pres, 2° premio 1971 au Jardin de sens AV. S. Lazare Montpellier con natura morta bottiglie, 1° premio 1972 Place de la Nation Pleinaire con bottiglia bianca e vaso ocra, e tante esperienze a Montmatre,  Montparnasse e Quartier Latin. Ritornato in Italia, numerose collettive e medaglie d'oro 2° concorso di pittura e scultura premio a Yerst 1973. Poi fino agli anni 90 silenzio espositivo per altri motivi professionali e di riflessione pur continuando a produrre opere sempre con la propria tecnica aggiornandola anzi con le opere virtuali. Socio AAB, amico personale del compianto Dino Decca che lo ha spinto a riprendere la sua attività espositiva, coordinatore di esposizioni e mostre scuola di pittura Fiessi, partecipa al bozzetto 1000 miglia 2000 che viene accettato e pubblicato. Negli anni 1999 e 2000 ha studiato e prodotto "opere virtuali" in cui viene introdotta la terza dimensione ed ha anche iniziato alcune opere "materiche" in cui oltre al colore ed al motivo vengono inserite "impronte " materiche che suggeriscono il movimento e l'avvenimento. Ha partecipato a concorsi nazionali (medaglia al concorso di Darfo 1999, medaglia d'argento a Torino etc.) ed ha esposto con collettive e personali a Brescia e provincia, Torino,  Bologna , Milano etc, continuando la propria ricerca con sempre nuove proposizioni. 



 

Bottiglie
1971


Bottiglia bianca
e vaso ocra
1972

London bridge
2001


 

Giulia e
Veronica
1972

Il taglio
della zucca
1986

Rose bianche e
fiordalisi appassiti
1990

La
tintarella
1994

La
centomiglia
2000