Angelo
Bussacchini
Predilige
paesaggi di località lacustri, oltre che collinari e montani, ma
non si rifiuta di indagare la figura umana; come strutture industriali,
vecchie acciaierie abbandonate, delle quali lo affascinano soprattutto
le forme cubiche, che intersecandosi fra loro descrivono geometrie e prospettive
bizzarre. Le atmosfere rarefatte, senza tempo, sono rese da luminosità
sospese, fissate nei colori vivaci e intensi che vibrano nelle distese
d’acqua, nei percorsi di sentieri abbandonati, nelle fredde periferie veloci.
Tutto è fermo… paradossalmente la vita è segnata, cristallizzata nei toni di giallo e bianco accecante dell’ora di punta, dal sole scuro o dal tramonto non ancora giunto. La tavolozza ricca, si compone di colori freddi, mescolati e scaldati con gli ocra o i rossi, che prendono vita a seconda della luce e del soggetto. La sua pittura è intimista, segue le ragioni del cuore, non ha bisogno di sovrastrutture, la nitidezza dei suoi messaggi, la rendono fruibile anche agli osservatori che con animo profano vi si avvicinano, facendone cogliere quella energia intrinseca, che apre ad una visione interiore del mondo. |