Claudio Cesare Botta
( 1891 - 1958 )

 


Nelle sue sculture vivo è il cocente ricordo del Padre emigrante, della Madre quasi annientata da nostalgie di care visioni; i ridenti "putti" son coperti dagli stessi panni che un tempo difesero il giovinetto scultore. Più scolpisce e più il suo animo si avvicina a temi sacri. Nel dolore  della Santa famiglia s' identifica la più alta espressione del umano dolore. Ecco perché i suoi "Crocefissi", d' una possente calma dolente, le "Natività", di sublime dolcezza non sono lontani, dalla comprensione degli umili: più aperti, perchè provati, a cogliere il messaggio edificante dell' artista. Un cenno particolare esige l' opera pittorica. Trascurata ai più, è anch' essa evidente frutto di ricca personalità e un più approfondito esame rivelerebbe il notevolissimo interprete di visioni cittadine, il ritrattista dal tratto largo e riassuntivo.


   Maternità