Chiara Garioni


 
Chiara Garioni nasce a Milano nel 1958. Nipote d'arte (i suoi nonni materni furono entrambi grandi artisti del Novecento Italiano), fin da piccola dimostra un grande interesse per la pittura ed il disegno. Trasferitasi con la famiglia sul lago di Garda, frequenta il liceo e comincia a muovere i primi passi nel mondo dell'arte. Nel 1978 si iscrive alla facoltà di architettura di Venezia e frequenta contemporaneamente una scuola di incisione, che le darà la possibilità di esporre le sue prime opere grafiche. 
L'anno veneziano è fondamentale per lo sviluppo dell'artista che, a contatto col vivace ambiente culturale che ruota attorno alla casa degli zii materni presso i quali vive, matura la decisione di lasciare gli studi universitari per dedicarsi esclusivamente alla pittura.

Fotografia della pittrice
Si trasferisce quindi a Parigi, dove studia Belle Arti e storia dell'arte, sotto la guida di Suzanne Runacher, artista e disegnatrice famosa, e di Raphael Mahadavi, eclettico pittore americano sotto la cui guida verrà iniziata all'arte contemporanea. 
Terminati gli studi parigini, si mette in viaggio per l'Europa con il compagno, lo scultore americano Jim Myers. Soggiornano diversi mesi sull'isola di Rodi, dove, insieme ad altri giovani artisti, formano una piccola comunità internazionale entro la quale lavorano pittori, scultori, incisori, fotografi e "artisti della vita". 
L'anno seguente si stabilisce negli Stati Uniti, dove risiederà per 10 anni. E' proprio qui che la sua carriera artistica esplode: viaggia attraverso tutta l'America ed il Messico, partecipando a numerosissime mostre e concorsi. Vincerà innumerevoli premi e la sua produzione diventerà man mano più matura: si avvicina anche alla scultura, che la appassionerà senza però mai toglierle l'amore per il disegno. 
Nel frattempo continua ad esporre in Europa, frequentando i gruppi dei nuovi artisti emergenti milanesi. Non può, però, sentirsi imbrigliata ne limitata: per questo motivo non apparterrà mai completamente a nessun gruppo ne "scuderia" artistica, limitandosi ad esporre le proprie opere senza mai curarsi troppo dei rapporti con critici e galleristi. 
Nel 1990 torna definitivamente in Italia e attraversa un lungo periodo di crisi artistica, dal quale emergerà solo dopo alcuni anni di totale distacco dall'arte attiva e dal mondo che attorno ad essa ruota. 
Il suo ritorno sulla scena artistica è una rinascita personale: i suoi lavori, profondamente introspettivi, aprono a chi li osserva le porte di un mondo "in between", un'esistenza impalpabile ed invisibile all'occhio fisico ma così fortemente concreta dal punto di vista emozionale. Guardando i suoi disegni si ha l'impressione di trovarsi sulla soglia di una "realtà separata". I suoi personaggi raramente appoggiano i piedi al suolo, bensì fluttuano, come stessero cercando un luogo dove finalmente stare in pace con se stessi. Lottano, si spiano per carpirsi l'un l'altro il segreto della consapevolezza. Sono complicati, sempre immersi nella notte più profonda o nel crepuscolo di giornate ventilate e fredde. Hanno però tutti in comune ciò che spesso spaventa gli esseri umani: la passione, il calore che solo l'amore per la ricerca del principio sa dare. 
Thomas J. Hopkins
Direttore della Contemporary Art Gallery
Key West, Fla, U.S.A
(Traduzione a cura dell'artista)


The other side of my colf (1984)
Olio su tela - cm 190x160

L'ape Perugina (1984)
Olio su tela - cm 170x150