Angelo
Gavezzoli
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La
realtà fatta di descrizione minuta, di analisi del paesaggio nel
mutare delle stagioni è la protagonista dei quadri di Gavezzoli,
che in questa scelta di soggetti non si discosta da una lunga tradizione
bresciana che riesce a sopravvivere alle ansie della vita moderna. Così
la scelta di continuare a guardare e cogliere quantoancora c'è di
non ancora soppraffatto dall'ansia del moderno, fa volgere molti nostri
pittori verso ricordi di fine ottocento primo novecento, quando si era
agli albori della rivoluzione industriale. Anche Gavezzoli percorre questa
via, ma con una sigla che lo distingue:dagli scorci di rusticie l'attenzione
alla campagna sono interpretati non con pennellete da macchiaiolo o da
un impressionista, ma invece con tocchi puntigliosi, pennellate ben definite
e talvolta quasi pungenti che seguono, si dire foglia per foglia, tono
per tono il mutare e i caldi colori autunnali, quasi ago per ago, l'austero
colore dell'inverno nevoso.
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Foto del
pittore
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Se
non mancano paesaggi di ogni stagione, la preferenza di Gavezzoli va infatti
nelle silenti atmosfere invernali dove la neve acquieta ogni cosa e tra
le ombre scure e il biancheggiare del gelo, lascia emergere solo pochi
accenni colorati. E mentre la natura dorme in un abbraccio gelato, la vista
si allieta nel suo biancore e il cuore cerca di scaldarsi nel descrivere
semplici scene domestiche,piene di affetto,che parlano direttamente ad
ognuno.
Alberto Zaina
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