Giovanni Piva

 

BIOGRAFIA

Iris Giovanni Piva nasce ad Acquafredda, in provincia  di  Brescia, il 24 maggio 1912 in una famiglia di commercianti. Mostra sin  dall‘ infanzia una  spiccata  predisposizione  per  il  disegno  e  l'arte,  e,  nel  1923,  la famiglia lo manda  a  Parma  per  proseguire  gli  studi  e  frequentare  il Regio Istituto d'Arte; vi resterà fino al 1933. Durante  quegli  anni  si  dedica anche alla musica e suona il violino e la fisarmonica in piccole orchestre. Pratica da sempre con passione lo sport del tamburello, e, nel 1939 vince il campionato italiano.

 

Nel 1934 frequenta la scuola allievi ufficiali di complemento  di fanteria a Moncalieri,  entrando  poi  nel  battaglione  “ Lupi  di  Toscana”.  Allo scoppio della seconda guerra mondiale è mandato prima in Albania e poi in Sicilia;durante lo sbarco degli americani è catturato e deportato prima prima ad Orano e poi a Nizza. In  quel  periodo   la  sera  suona  la  fisarmonica  nell’orchestra del campo. Il  suo interesse prioritario resta comunque la pittura; lavora a tempo pieno, e il materiale gli è  fornito  con  generosità  dal   comandante;   paesaggi,  nature  morte,  momenti  di  vita quotidiana, ritratti si materializzano in un luogo non certo creato  per  l'allegria. Le opere prodotte in questo periodo sono tutte in America ed in Francia.

Alla fine della guerra rientra in Italia e pur dipingendo riprende ad insegnare disegno e storia dell'arte. Nel 1958 si trasferisce a Brescia e qui frequenta con assiduità l'ambiente dell'Associazione Artisti Bresciani; infatti le personali dal 55 al 64 si svolgeranno nelle sale dell’Associazione. L'approfondimento dei grandi della pittura continua ad essergli da stimolo per un impegno serio ed indipendente. Fra tutte le tecniche pittoriche predilige i colori ad olio che stende con pennelli e spatole; i soggetti più amati restano i paesaggi, le nature morte, i fiori, le figure. Alla fine degli anni 60 è colpito dal mondo variopinto delle marionette e trova in esse un ulteriore soggetto al quale dedicarsi. Egli sente vive quelle sagome vuote e le volge in una direzione tutta nuova: gli occhi, grandi ed attoniti, a volte camuffati da animali o celati da maschere, guardano con aria severa ed indagatrice la società.

 

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