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Pittore
formatosi presso lo studio di Luigi Rossi a Lugano, si perfeziona a Firenze
e viene premiato alla scuola bresciana Moretto per le “splendide figure”.
La sua attività espositiva risale a poco oltre il primo decennio
di secolo e le sue opere sono coerenti con i generi pittorici attuali nel
periodo: partecipa ad una sorta di realismo socialista unito alla contemplazione
luminosa di magnifici paesaggi montani. Pietro Leidi è sordomuto
dalla nascita, ma profondamente sensibile, acuto nell’osservazione e accorto
nella tecnica si rifà allo stile di pittori come Filippini e Pelizza
da Volpedo. Esprime la sua vita e la sua visione del mondo attraverso una
costante attività pittorica che trascrive un sentimento partecipe
all’esistenza famigliare sociale e di contemplazione. Le sue opere sono
raccolte in molte collezioni importanti, pubbliche e private a Milano,Torino,Cremona,Parigi,Genova,Venezia
e Brescia dove fece parte del gruppo degli “indipendenti”
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