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MIRKO PORTELLO

 

MIRKO PORTELLO manifesta presto il suo talento naturale per la pittura e lo sviluppa nel solco ben radicato della tradizione bresciana. Ha in sorte la fortuna di crescere la sua giovinezza sui Ronchi della città, un suggestivo scenario paesaggistico di luce e colori. Questa è stata, come per altri pittori bresciani, la sua prima  " scuola ". Nello stesso tempo frequenta disegno e figura presso l' Associazione Artisti Bresciani con lo scultore Domenico Lusetti. partecipa ai corsi dell' Arch. Mario Villani (ben noto a generazioni di studenti) per prepararsi alla maturità artistica. Le prime esperienze di lavoro sono nel laboratorio di vetrate artistiche del pittore F. Marengoni, negli atelier "  Pubblix " e " Gian Butturini " come pittore e decoratore grafico, acquisendo conoscenze tecniche nuove e complementari.

Pittura, grafica, decorazione: tre strade che percorre contemporaneamente, senza smarrimenti, anzi trovando convergenze dai risultati sosprendenti. Ed è infatti l' esordio sulla scena è un successo: subito nella pittura ottiene riconoscimenti, nonostante la giovane età, accanto ai pittori più navigati, nella grafica si afferma con un premio  internazionale. Alla fine degli anni' 60, improvvisamente uno stop. Tra i vari impegni successivi c'è anche l' editoria che, con l' immagine, i colori e la forma ha pur sempre un rapporto. Comunque il suo diagramma pittorico, per 5 lustri, rimane "piatto" o quasi. Nella primavera del "96, un sussulto. Mirko Portello lascia tutto e "fugge" in Puglia, attratto dal fascino di quel mare si ferma a Morciano di Leuca: qui realizza la sua catarsi pittorica. Nell' autunno dello stesso anno, tornato in terra bresciana, si stabilisce in Valtenesi sulle colline dell' entroterra gardesano, dove tuttora vive e lavora coltivando la sua ispirazione artistica.

"Forse un pò defilato dai cenacoli dove l' arte si usa celebrarla con un certo fasto, ma perfettamente in sintonia con il suo sentirsi schivo da ogni forma di divismo".

GIULIO MACCARINELLI

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