Paolo Festa

Studio e ab. via Bormidolo 20  SERLE (BS)

Tel. 030-6910390---030-9973072

 

 

FESTA PAOLO , Scultore,  e pittore ( Professione).  Nato a Lograto (Bs) nel 1953 . Esordio art: 1975 Curriculum culturale.: 69/70 corsi A.A.B. Maestri: C. Saleri e Girelli   Associato: A.A.B. : Esperienza di lavoro:  Incisore armi   Stili: neoromantico Tecniche: Marmo, bronzo, creta. (pittura) Estimatore: patrimonio classico Temi ricorrenti: figura umana  Misure ric. da medie a monumentali.  
 

 

Paolo Festa e nato a Lograto (Brescia) nel 1953. Nell' anno scolastico 1969/1970 ha frequentato il corso di disegno dell' A.A.B.; sue guide fra gli altri, sono stati i maestri Enrico Schinetti e Gabriele Saleri. Dal 1975 si dedica soprattutto alla scultura e "scultore" ama  definirsi. Numerose le mostre collettive e personali; è autore anche di opere scultoree pubbliche.Paolo Festa, chiuso nel suo eremo, scevro da ogni condizionamento accademico, devoto alla pura ed essenziale lezione della natura, animato dal profondo desiderio di infondere nuova energia vitale alle esauste ed illanguidite vene dell' arte, plasma figure antropomorfiche.

Rispettoso degli equilibri d' una disciplina severa quale è la scultura, articolandone il linguaggio sommesso che elude la condanna d' una presunta morte dell' arte, insuffla con drastico vigore, nuova energia vitale all' inerte materia. " La pietra scartata dai costruttori è testata d' angolo", questo è il suo motto, il massimo della sfida, così come E. Delacrioix affermava: " Datemi un pugno di fango e farò la più bella carnagione". L' artista, infatti, rimuove dal fondo della cava in cui opera, massi fuori corso trasformandoli da inerti ciottoli, selci, memori d' antichi diluvi, nella metaforica rappresentazione del dramma dell' esistenza; grovigli di corpi avvinti; spasmi titanici; lottatori; l' esuberante empietà della maternità; Icaro, l' illusorietà del sogno; Aiace colto dalla penna del poeta Cardarelli, nella sua nudità, mentre riposa coperto dalla polvere della pugna  sulla nuda spiaggia. Egli così esprime guizzi di genio, sregolatezza, intemperanza, insofferenza nei confronti delle ode e delle convenzioni pseudo culturali correnti. L' acciaio, spurgato e temprato, il fuoco che lo rende malleabile, l' acqua piovana nella sua francescana accezione, che lo accoglie nel processo di "tempra" di cui è severo e geloso custode, unitamente alla sommessa serenità della pietra sono gli strumenti della sua sintassi espressiva, in un dialogo ove l' uomo non prevarica mai sulla pietra, ma duetta con essa in un "peana" elegiaco alla natura ed all' uomo. Il canto palpitante del non finito, l' omaggio ai "prigioni" nell' avviluppo dei corpi di Michelangiolesca memoria, la trasfigurazione del vitale e tormentoso desiderio di svincolarsi dalla materia, sono la sintesi del suo discorso poetico.

Opere

 

 

Serafica

anno 1996

 

Concerto campestre

anno 1995

 

Ecce homo

anno 1999

 

Alessandrox

anno 1998

Titano

anno 1994

Rimembranza

anno 1998