Nadia Vezzola Comincioli

 

Nata a Salò, vive e lavora a Villanuova S/C   in via Berniga. Telef. 0365-32981. 
Dopo aver frequentato l' Istituto d' Arte di Gargnano, sezione ceramica, consegue il diploma all' Accademia di Belle arti di Brera, sotto la guida dei proff. Purificato, Repossi e De Grada
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Completa il suo curriculum scolastico laureandosi in Lettere e Filosofia presso l' Università agli studi di Padova. Dal 1980 è docente di Discipline Pittoriche presso l' Istituto Statale d' Arte di Gargnano. Dal 1970 ha inizio il suo iter espositivo, arricchito di anno in anno di mostre personali e partecipazioni a collettive e manifestazioni di livello, in Italia e all' estero.



 
 

Da molti anni (praticamente da sempre) mi diverto a sperimentare tecniche e contenuti diversi, conducendo una ricerca che di volta in volta arricchisce la mia conoscenza. Dal disegno, alle chine, agli acrilici, all'incisione e via via fino all' attuale ricerca che in qualche modo si riaggancia alle abilità acquisite sui banchi di scuola, oggi reinterpretate con nuove conoscenze, arricchite dai mille stimoli percettivi e tattili del vivere quotidiano, nonché determinate dal privilegio di svolgere una professione che in un certo senso costringe ad una continua verifica. Gli acquerelli e  la ceramica, in specifico la ceramica Raku, sono le tecniche che in maggior misura sperimento in parallelo negli ultimi anni, l' una a sostegno dell' altra. La prima infatti 

Il lievitare della superficie

cm. 27x27

mi consente una lettura di ciò che mi circonda quale momento di verifica nella conoscenza del dato reale, anche se la successiva interpretazione avviene prevalentemente dal punto di vista emozionale ed empatico: la minima variazione tonale o la particolare atmosfera sollecitano infatti la soluzione cromatica, e l' utilizzo della stessa su supporti insoliti quali il legno o il refrattario, diventa ricerca di cromie diversificate; La seconda tecnica, con la sua particolare lavorazione, diventa più il pretesto per stimolare l' immaginario creativo che si concretizza nelle formelle lavorate, con le linee sinuose delle colline e i contorni di paesi dimenticati dal tempo, e assumono profili quasi fiabeschi. 

l. La lettura dei giochi delle linee  e degli arabeschi disegnati dalla natura, tolti dal loro contesto, diventano allora i segni astratti di altre evocazioni, di altri labirinti, di altre significazioni visive ( manifestazione concreta dell' inventario creativo della natura), in un gioco di ricerca che per me si fa ogni giorno più accattivante e stimolante. La ricerca verso nuove espressività, o ancor più la voglia di sperimentare individualmente,  alimentano  la spinta incessante alla quotidiana ricerca la quale, unitamente al divertimento che già da solo è pretesto, da corpo all' idea che spesso scaturisce da un millesimo percettivo di evocazione, suggerito da un segno, un colore, da un emozione, e si manifesta a più livelli (anche inconsci) 

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concretizzandosi visivamente nella materia, in un' azione resa urgente dal desiderio di dar corpo alle suggestioni, prima che il pensiero corra veloce verso altre seduzioni. Ma esistono ancora orizzonti che non siano già stati scoperti dall' artista? Esiste ancora qualcosa che non sia stato meditato dalla conoscenza personale dei precursori dell 'arte, da coloro che hanno tracciato i sentieri, aprendo nuovi orizzonti e nuove vie del sapere artistico? Il senso dell 'individuale lavoro va ricercato nella necessità di ripercorrere gli stessi tragitti, spinti dall'urgenza di far propri gli orizzonti  del visibile, favoriti dai tanti messaggi culturali, dalle miriadi di informazioni fornite dalle conoscenze di chi ha preceduto la ricerca...

 

 

I livelli della memoria (particolare)

cm. 35x110

ceramica raku

Morfologie campestri

cm.27x39

ceramica raku

 

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Piramidi

sculture cm. 50x80x63

ceramica raku

 

I paesaggi dell'immaginario

 

 

Ecco che allora le fonti diventano le proprie e altre culture, le " manipolazioni delle tecniche assumono nuovi significati, o, se ciò diventa pretenzioso, si reinterpretano le funzioni, in un grande gioco di scoperta e di acquisizione tecnica. La ceramica Raku con la quale infatti mi propongo, affonda le proprie origini nella " cerimonia del thè " giapponese, sganciata però dalla funzione primaria di religiosa comunione di atmosfere e di gesti: di essa così rimane soltanto la particolare tecnica di lavorazione.


 

Il sacro

Le superfici

I presepi