Contratto formativo

RAGIONI  PER  UN’ ALLEANZA SCUOLA/FAMIGLIA

Il Circolo di Desenzano 2° è attento a rappresentare i bisogni della propria utenza, ne riconosce i diritti e sollecita e accoglie, quando è possibile, le proposte.

Tutti i componenti (insegnanti-genitori-alunni) devono impegnarsi a sviluppare un atteggiamento sereno, positivo e propositivo nei confronti della scuola teso a superare i pregiudizi  e il disinteresse nei confronti di questa istituzione.

Perché si costituisca quell’alleanza formativa fra Scuola e Famiglia occorre che queste due agenzie educative siano collaborative e non antagoniste, nel rispetto del proprio ruolo. E’ necessario, quindi, che la scuola si attivi con genitori ed alunni con una serie di iniziative che realizzino il passaggio dal semplice“stare insieme”  all’“operare e vincere insieme”in una progressione dei livelli di partecipazione, di coordinamento degli sforzi e di cooperazione.

Insegnanti e genitori  stabiliscono, condividono un’ “idea di scuola” e si adoperano per raggiungere un innalzamento del successo formativo degli alunni, tenendo presente, per quanto è possibile, le necessità e le aspettative  di tutte le componenti.

 

PER IL SUCCESSO FORMATIVO DELL’ALUNNO

 AZIONI DA FAVORIRE 

GLI INSEGNANTI                                                  I GENITORI 

     Parlo e so d’essere ascoltato

Prestano attenzione ai bisogni psico-fisici del bambino e a quanto egli vive. Sono disponibili al dialogo e all’ascolto dei bisogni del b/no interessandosi anche di come si ‘sente’ a scuola.

      A casa e a scuola sto diventando grande

Promuovono l’autonomia, l’autostima e il senso di responsabilità condividendo le aree di intervento con i genitori. Favoriscono l’acquisizione dell’autonomia e della stima di sé nelle occasioni offerte dalla quotidianità. Riguardo agli impegni scolastici (preparare la cartella, eseguire i compiti…) operano in modo da promuovere l’azione del figlio evitando di sostituirsi a lui.

Quando sono bravo lo riconoscono e se sbaglio mi aiutano

Favoriscono il senso di fiducia in se stessi e negli altri con un atteggiamento che valorizza le competenze di ciascuno. Pongono attenzione al percorso e non solamente al risultato. Di fronte all’insuccesso aiutano il b/o a non scoraggiarsi e a raggiungere l’obiettivo diversificando strategie e tempi. Riconoscono le capacità del bambino e lo incoraggiano sottolineando i reali successi che ottiene e ne ridimensionano gli insuccessi, aiutandolo a gestire la frustrazione in modo realistico.

               Cresco bene tra adulti che si stimano

Valorizzano il bambino anche attraverso le sue relazioni familiari e le relative esperienze, aiutandolo a costruirsi un’immagine positiva della sua famiglia. Trasmettono al b/no una visione positiva della scuola e degli insegnanti.

Sono uguale agli altri bambini, ma sono unico

Creano un rapporto positivo e di dialogo con i bambini affinché si instauri un clima scolastico sereno dove ognuno stia volentieri insieme agli altri e si senta valorizzato per la sua unicità.  Valorizzano il proprio figlio in termini realistici e lo fanno sentire unico nelle proprie emozioni, capacità e idee, senza operare paragoni con altri fratelli o compagni di classe. Hanno nei suoi confronti aspettative adeguate all’età e alle sue potenzialità.

Parlami come parleresti a te stesso

Parlano al bambino con rispetto, valutando l’impatto delle proprie parole. Parlano al bambino con rispetto, valutando l’impatto delle proprie parole.

Se mi spieghi capisco cosa vuoi da me

Spiegano il senso delle richieste, motivando i permessi e i divieti con le conseguenze degli stessi. Sono coerenti ed espliciti rispetto ai comportamenti che richiedono al bambino e lo aiutano a comprenderne le motivazioni e le conseguenze. Evitano di essere permissivi e sanno usare il no quando serve motivandolo.

Ricordati che quando sbaglio non sono sbagliato

Evitano di mortificare, umiliare, etichettare negativamente. Evitano di riprendere il bambino insistendo esclusivamente sui lati negativi e sottolineando i suoi errori. Gratificano i piccoli successi.

Aiutami a trovare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato

Nel dialogo con il bambino lo aiutano a riflettere sulla propria esperienza perché divenga capace di attribuirvi il giusto valore.Lo aiutano a comprendere il senso delle regole come orientamento all’agire bene. Sanno porre dei limiti come aiuto a crescere. Orientano il comportamento dei figli , aiutandoli a riflettere su di esso.Adottano uno stile genitoriale autorevole che aiuta a comprendere le regole e i no come elementi necessari alla crescita.

Ho bisogno di regole per crescere

Favoriscono la presa di consapevolezza che le regole servono per orientare il comportamento in modo positivo rispetto alla propria ed altrui crescita. Recuperano un ruolo autorevole e non autoritario: stabiliscono e fanno rispettare le regole (poche, chiare e coerenti) che aiutano a convivere e ad assumersi responsabilità.

 Cresco bene se imparo a stare con gli altri

Promuovono l’integrazione di tutti i bambini nel gruppo classe aiutandoli a maturare le capacità di rapportarsi positivamente con gli altri. Creano occasioni perché il bambino maturi un atteggiamento di rispetto e accettazione verso tutti. Aiutano il bambino ad acquisire una visione positiva degli altri e ad avere nei loro confronti rispetto.Favoriscono occasioni d’incontro extrascolastiche con tutti i compagni di classe, mostrando attenzione a che le preferenze non si trasformino in amicizie esclusive.

Aiutami a conoscere tutti i miei compagni e a trovarmi bene con loro

Sono consapevoli che occorre creare le condizioni perché ogni bambino riesca ad integrarsi nel gruppo classe. Motivano la partecipazione e favoriscono un clima accogliente e collaborativo tra tutti i bambini. Evitano situazioni di competizione ed individualismo eccessive. Favoriscono i rapporti con i compagni di classe al di fuori della scuola e aiutano il bambino ad avere di ognuno un’immagine positiva. Gli amici veri sono pochi, ma con tutti occorre rispetto e si può essere gentili.Evitano situazioni di competizione ed individualismo eccessive.

Alt! Non ho fretta: aiutatemi a trovare la strada, ma  lasciatemi camminare con il mio passo

Rispettano i tempi di maturazione di ogni bambino, riconoscendone le potenzialità e le modalità cognitive, tipiche dell’età e proprie di ogni singolo. Rispettano i tempi di maturazione del bambino, evitando precocismi e forzature di interessi. Propongono esperienze adeguate alla sua crescita.

Aiutami a concentrarmi

Creano un ambiente stimolante e tranquillo dove sia un piacere lavorare. Prestano attenzione che il momento e l’ambiente in cui il bambino svolge i compiti siano adeguati al lavoro richiesto.

 Io sono tutto me stesso sia a casa che a scuola 

Valorizzano l’esperienza del bambino e lo aiutano a costruirsi un significato personale riguardo agli apprendimenti perché quanto impara a scuola non risulti separato dalla vita. Valorizzano quanto il bambino apprende a scuola e trovano occasioni perché ciò serva a comprendere la realtà (es. utilizzo di carte stradali, visita a musei, attenzione alla dimensione storico-geografica-naturale dei luoghi che si visitano…).

Imparare è un’avventura emozionante

Favoriscono un insegnamento motivante che stimola ad affrontare la scuola con entusiasmo.Si preoccupano di trasmettere lo stupore e la passione per il mondo della conoscenza nei suoi diversi aspetti. Si mostrano personalmente interessati e curiosi riguardo all’avventura cognitiva del figlio. Lo stimolano a trovare il senso del lavoro scolastico e a dare ad esso la dovuta importanza. Portano il bambino a stupirsi delle cose semplici e quotidiane.

Imparare e’ un piacere

Comunicano l’entusiasmo dell’imparare. Colgono le occasioni quotidiane per incuriosire e coinvolgere il bambino.
Sono consapevoli che le discipline sono mezzi di educazione e non sono il fine, perciò ne valorizzano il contributo formativo. Riconoscono l’importanza della scuola per la formazione della personalità del bambino.
Considerano le discipline sia in riferimento ai contenuti, che devono essere significativi, sia riguardo ai processi metodologici e di pensiero che esse attivano. Valorizzano non solo l’aspetto nozionistico e quantitativo del lavoro scolastico, ma sono attenti alla maturazione del pensiero del bambino e al suo atteggiamento positivo verso la scuola e la cultura.

 

PER COSTRUIRE UN RAPPORTO DI COLLABORAZIONE  SCUOLA/FAMIGLIA

AZIONI DA FAVORIRE

SCUOLA                                                                     FAMIGLIA

COLLABORAZIONE

Esplicitare ai genitori il percorso formativo e le scelte educative e didattiche. Condividere il percorso formativo e le scelte educativo-didattiche.Sostenere l’azione della scuola.Dare continuità alle azioni concordate con la   scuola per il proprio figlio

COERENZA

Coerenza del percorso formativo scolastico rispetto alle finalità educativo-didattiche.Condividere lo stile educativo con la famiglia. Accordo e coerenza tra i genitori e con gli insegnanti sugli atteggiamenti  e sullo stile educativo.

DIALOGO

Disponibilità al dialogo con la famiglia che si allarga anche alla realtà extrascolastica del bambino. -Disponibilità al dialogo con la scuola-Attenzione verso le comunicazioni o le proposte che vengono dalla scuola

PARTECIPAZIONE

Promozione di occasioni diversificate d’incontro tra genitori e insegnanti all’interno della scuola. Partecipazione agli incontri promossi dalla scuola.

COMUNICAZIONE

Prestare attenzione alla valenza educativa della comunicazione, sia formale che informale, sull’andamento educativo-didattico del bambino e saperla esprimere in modo chiaro al genitore. Cogliere la comunicazione dell’insegnante sul proprio figlio come un contributo alla sua crescita

COINVOLGIMENTO

Coinvolgimento delle famiglie in particolare di fronte a problematiche educative che riguardano i singoli o l’intera classe. Interessamento e collaborazione con la scuola quando si affrontano problematiche educative relative al proprio figlio o all’intera classe

DISTINZIONE DI RUOLI

Essere consapevoli della diversità di ruoli e di mezzi, sia pur nel comune obiettivo di aiutare il bambino a divenire il miglior se stesso possibile.Riconoscere che la collaborazione con la famiglia è un elemento fondamentale anche per il pieno svolgimento del proprio ruolo. Evitare di delegare alla famiglia il proprio ruolo educativo. Essere consapevoli della diversità di ruoli e di mezzi, sia pur nel comune obiettivo di aiutare il bambino a divenire il miglior se stesso possibile.Riconoscere che la collaborazione con la scuola è un elemento fondamentale anche per il pieno svolgimento del proprio ruolo.Evitare di delegare alla scuola il proprio ruolo educativo.

LEALTA’

Affrontare la diversità dei punti di vista con la famiglia in modo autentico e costruttivo.Evitare di esprimere giudizi negativi su scelte/comportamenti della famiglia in presenza del bambino. Affrontare la diversità dei punti di vista con la scuola in modo autentico e costruttivo.Evitare di esprimere giudizi negativi in presenza del bambino verso la scuola/l’operato degli insegnanti/il lavoro scolastico.

RISULTANTE DEI LAVORI IN COLLABORAZIONE TRA SCUOLA E FAMIGLIA

Elaborazione a cura della Commissione  mista Insegnanti/Genitori