Scuola dell’infanzia

COME LAVORIAMO

…UNA SCUOLA CHE PROGETTA E DOCUMENTA…

 

DOCUMENTAZIONE

CRITERI DI DOCUMENTAZIONE

Le scelte documentali messe in atto dalla nostra scuola negli ultimi quattro anni, rispondono a dei criteri che hanno direzionato le scelte ed azioni in merito alla stessa documentazione.
Innanzi tutto, crediamo che essa sia uno strumento di riflessione- ricerca, volto ad aspetti didattico- pedagogici e a forme di pubblicizzazione delle esperienze divenendo quindi strumento non solo d’informazione ma anche e soprattutto di comunicazione con l’esterno.
La documentazione per noi è una ricerca il cui fulcro è l’esperienza tra il pensare e l’agire.
Un percorso di documentazione è la storia e la memoria di una scuola.  La storia che costruiamo è quella dettata dalla memoria del presente, quella che ci permette di porre domande e di cercare risposte, di determinare conferme o cambiamenti, quella che ci permette di avere un’immagine, un vissuto, un’identità.
L’evoluzione di una storia è determinata dall’interazione tra soggetti protagonisti della stessa storia e gli eventi, gli incontri.
In questi termini, ci poniamo quotidianamente nell’esperienza di documentazione.
Noi, adulti e bambini di questa scuola, soggetti di una storia, raccontiamo la nostra esperienza ponendoci in ascolto;
Ci spingiamo verso modalità documentative utili ad una continua riflessione sulle scelte e sulle azioni, consapevoli del fatto che questo modo di procedere sia l’approccio giusto verso l’innovazione e per una scuola aperta.

Una documentazione aperta all’innovazione, agisce compiendo delle scelte su cui direzionare delle azioni, su cui riflettere, considerando il nuovo, l’imprevisto elemento con cui interagire.

Riteniamo che una chiarezza nell’organizzazione di piste da seguire sia un elemento fondamentale su cui appoggiare tutto il processo.

Il processo di documentazione è per noi il nodo nel quale interagiscono i soggetti della stessa organizzazione;
Pensiamo che la stessa interazione tra i soggetti della documentazione costituisca elemento fondamentale su cui   s’innescano i processi d’apprendimento e innovazione.

PRESENTAZIONE

Il percorso di documentazione del nostro plesso, si sviluppa attraverso una dimensione interna che si orienta all’esterno in forma di comunicazione e pubblicizzazione.
Sull’esperienza progettuale si appoggiano e ruotano tutte le azioni e le esperienze;

Gli organigrammi che seguono, permettono una chiara lettura del quadro generale di documentazione, delle piste d’azione e scelte compiute.

E’ importante evidenziare, quindi che la documentazione di plesso si sviluppa tra progettazione e aspetti organizzativi e istituzionali, mantenendo il “filo” in un sistema che si avvia all’innovazione, utilizzando azioni di monitoraggio.

PERCHE’ NOI DOCUMENTIAMO

Il processo di documentazione è per noi strumento d’osservazione e riflessione;
Valutazione delle scelte, delle azioni, delle procedure, dei risultati.
Documentando si acquisisce consapevolezza, identità, stile condiviso.
Documentare è mettersi in gioco, accettare il confronto, convivere con l’imprevisto, trovare motivazione in un processo che porta ad un’affermazione professionale e personale.
La documentazione è per noi, quel terreno comune su cui seminare, è la consapevolezza di esserci in un processo in cui noi tutti siamo protagonisti in modo personale ma condiviso.
Riteniamo che anche il bambino debba essere protagonista nelle forme di documentazione già presenti nelle nostre procedure.
Egli quindi può raccontare e raccontarsi attraverso una documentazione personale (valigia) e collettiva (diario di sezione, altro), secondo una modalità che tiene conto della “mediazione” tra insegnante e bambino da intendere come co- regia, elemento portante della nostra progettazione.
Documentare le esperienze significa per il bambino: ricostruire la propria storia, quella della classe, della scuola; rivedere le tappe importanti della propria crescita acquisendone consapevolezza autostima; avere una valigia da portar via.

PROGETTARE NELLA RICERCA – AZIONE

“ Nella Ricerca – Azione , i protagonisti sono tutte le persone coinvolte nella problematica : La relazione tra i protagonisti è di tipo simmetrico ( abolizione o attenuazione della distanza nella relazione soggetti / oggetti della ricerca ) “ .
La Ricerca – Azione – connessa e conseguente al paradigma della complessità – colloca l’apprendimento in una dimensione di scambio coevolutivo in cui il soggetto diventa protagonista di una dinamica costruttiva  che lo coinvolge in un processo di crescita e formazione permanente .
La forte e consapevole reciprocità che ne deriva reinterpreta il ruolo docente in chiave di coo – regia e trasforma l’insegnante in un osservatore , organizzatore, esperto di stili , mediatore che propone il proprio intervento come uno degli strumenti che il soggetto/bambino può utilizzare nel tracciare la trama progettuale  e costruire un sistema pertinente  in cui far evolvere il contesto .
“Un bravo giocatore di scacchi è in grado di avere presente non solo la configurazione attuale dei pezzi della scacchiera , ma è capace di anche di anticipare con l’immaginazione le possibili , diverse, configurazioni. Così , all’educatore è chiesto di anticipare con l’immaginazione ( e in ciò consiste la progettualità ) le trasformazioni del contesto in grado di conferire significato evolutivo alle “tracce dei bambini”.
Dare centralità alle relazioni , abbandonando strade precostituite , per entrare nel mondo del possibile e del complesso , può diventare fuorviante o dispersivo senza linee regolative e di riorientamento sistematico , perciò si utilizzano, nello Sfondo Integratore Istituzionale, strumenti operativi direttamente collegati alla coevoluzione del percorso , concepiti per dare massima amplificazione ai segnali espressi dai bambini , ma tenendo conto del presupposto che genera questa metodologia : superare la frammentarietà e valorizzare la significatività .
L’azione didattica – proposta / risposta all’interno di un contesto modificabile – si basa sulla condivisione di un “metodo” calibrato dal gruppo che opera nello sfondo e che perciò lo crea costruendolo sulle proprie esigenze , istanze , necessità .
Nel percorso in atto si utilizza questa procedura  che viene riproposta ciclicamente in tutto il plesso :

  • OSSERVAZIONE GENERALIZZATA  COSTANTE GREZZA
  • RILEVAZIONE DI TRACCE
  • ATTUAZIONE DI “RINFORZI” PER INDIVIDUARE L’ELEMENTO ANALIZZATORE
  • RICONOSCIMENTO CONDIVISO DELL’ELEMENTO ANALIZZATORE
  • OSSERVAZIONE MIRATA
  • PROPOSTA DI UN ELEMENTO MEDIATORE
  • IMBASTITURA DELLA TRAMA DI PLESSO
  • DIVERSIFICAZIONE/RIELABORAZIONE DEI CONTESTI DI SEZIONE
  • COSTRUZIONE E CONTROLLO DEL PERCORSO DI SEZIONE
  • INDIVIDUAZIONE DI  NUCLEI TEMATICI
  • ORGANIZZAZIONE DEI NUCLEI TEMATICI IN CANOVACCIO
  • DOCUMENTAZIONE SULL’AGENDA/DIARIO DI SEZIONE

La procedura ,qui sintetizzata , si organizza su tre tipi di strumenti :

•    DI COSTRUZIONE:

    • GRIGLIA DI SVILUPPO DELLO SFONDO
    • LINEE ORIENTATIVE  PER LA COO – REGIA
    • CONTROLLO DEL PERCORSO

•    DI  MONITORAGGIO COSTANTE:

    • SINTESI PER L’INDIVIDUAZIONE DELL’ELEMENTO ANALIZZATORE
    • ANALISI DEI PROTOCOLLI ( scelta dell’elemento analizzatore)
    • FEED – BACK PER L’AVVIO DEI CONTESTI DI SEZIONE
    • RI-OSSERVAZIONE MIRATA (per i momenti di “amplificazione”)
    • FEED – BACK PER IL RIAVVIO DEI CONTESTI

•    DI PROGETTAZIONE / IDEAZIONE:

    • SINTESI DEL   BRAIN – STORMING
    • PROTOCOLLI DI MONITORAGGIO

La progettazione viene supportata da periodici laboratori di monitoraggio che  analizzano , attraverso l’agenda di sezione ,sia l’aspetto evolutivo della trama sia l’aspetto didattico.
Nello sfondo,l’intervento documentativo   e operativo dell’adulto si intuisce e si ricava dall’omogeneità complessiva e dalla coerenza degli strumenti,in nessun caso,sostituisce , copre o sminuisce la trama di eventi con cui il bambino intesse il suo protagonismo nel costruire strategie formative e cognitive.

“ BASTA FLETTERE LA SUPERFICIE DI UNO SPECCHIO PER PRECIPITARE NELL’IMMAGINARIO “
Umberto Eco  “ Il pendolo di Foucocault “ Bompiani

Dei cartoni lasciati a terra : i bambini cominciano ad usarli con giochi apparentemente casuali ma in realtà tracce e segni di un loro modo di saperli vedere.

Un bambino entra in un cartone e crea una ruota dentro cui si muove : le macchine rinascimentali,i marchingegni Leonardeschi,interazione e trasformazione, la Fisica.
Una vite senza fine e le ruote dentate sono diventate l’avvio di un percorso che porterà alle leggi della Fisica.

Il bambino – ruota ci ha dato una pista per leggere tutti i movimenti occulti che i nostri occhi disincantati non avevano saputo cogliere,seppure lì,pregnanti e presenti da tempo.

Ruote che girano,si incastrano,formano ingranaggi e meccanismi,un marchingegno tutto da studiare,
con l’aiuto di uno scienziato che…

 

LINEE ORIENTATIVE PER LA COO – REGIA

BAMBINA/O – ALUNNO VOCI STRUTTURALI ADULTO – EDUCATORE
INVIA
Segni/segnali/messaggi
TRACCE RILEVA
Tramite l’osservazione,i segnali inviati dai Bambini/alunni
COMUNICA
Con il gioco/conversazione/attività,piste su bisogni,interessi,curiosità,intrecci
PROPOSTA BAMBINA/O STIMOLA
Rinviando ai Bambini/alunni gli elementi emersi/emergenti dalle tracce
ATTIVA
Azioni coerenti con le tracce e con l’elemento analizzatore
MEDIA
Con l’Adulto/educatore,ipotesi e interventi riguardanti il contesto
INTERVIENE
Sulla costruzione del contesto e sulla strutturazione della trama
UTILIZZA
Mediatori / Istituzioni
PROPOSTA
ADULTO
EDUCATORE
DIREZIONA
Il suo intervento alla coo – costruzione di un contesto motivante
RINFORZA
La trama narrativa
OPERA
Su Mediatori / Istituzioni
SUGGERISCE
bisogni formativi
RILEGGE
I passaggi pertinenti del percorso
ASPETTI DIDATTICI INDIVIDUA
I Nuclei pertinenti per la costruzione del
“CANOVACCIO”
CONTROLLA
La reticolarità del contesto
SUGGERISCE
Mutamenti di direzione
RIATTIVA
Mediatori / Contesto
INDICA
nuove piste di senso o necessità di rinforzo
EFFETTI IMPREVISTI RACCOGLIE e ANALIZZA
Divergenze,congruenze,impulsi,calo di interesse,nuove piste,variazioni
RIELABORA
I nuovi elementi
PROPONE
Stimoli pertinenti

CONTROLLO DEL PERCORSO

TRACCE SEGNALI
FORTI PERTINENTI INDEFINITI NON LEGGIBILI
PROPOSTE BAMBINI/E ELABORAZIONI
PERTINENTI PERCORRIBILI STEREOTIPATE DISPERSIVE NON EMERGONO
PROPOSTE ADULTO/EDUCATORE MEDIATORE
DI RICERCA  NARRATIVO  FANTASTICO  AVVENTUROSO 

CONTESTO
COINVOLGENTE  NECESSITA DI RINFORZO  NON COPRE TUTTE LE ESIGENZE  E’ LIMITANTE

ASPETTI DIDATTICI

ETEREOGENEO

CANOVACCIO
ADEGUATO AL BISOGNO FORMATIVO DEL B.  FUNZIONALE ALLE ISTANZE DELL’A/E.  COERENTE

RETICOLARITA’
COINVOLGIMENTO DI TUTTI I CAMPI DI ESPERIENZA
CI SONO CAMPI DI ESPERIENZA PRIVILEGIATI
LE ATTIVITA’ SONO CONSEGUENTI
LE ATTIVITA’ FORZANO IL CONTESTO

EFFETTI IMPREVISTI PROGETTUALITA’
NUOVE PISTE  COERENZA  DISPERSIONE  TRADUZIONE IN PROPOSTE
COINVOLGIMENTO
ALTO  BASSO  OMOGENEO  DIVERSIFICATO  I B. VIVONO LA TRAMA
I B. COSTRUISCONO LA TRAMA  CALO DI TENSIONE E/O DISCONTINUITA’