LE TRADIZIONI POPOLARI:LE LEGGENDE
La leggenda di Tavine

La collina che circonda il Golfo di Salò a sud, un tempo, era ricca di ruscelli limpidi e abitata da ninfe e driadi.Tra le ninfe vi erano Sirmio, Saloe, Madorine con Lagise e Melsinoe. La più bella, era Tavine, dal candido seno e dalle azzurre iridi. Tutti la corteggiavano, e facevano gare per portarle il dono più bello.
Uno dei suoi ammiratori, era il dio Benaco, di cui Tavine non voleva saperne. Questo, perché la ninfa era innamorata di un giovane pastore, Cisso. Insieme, passeggiavano nei boschi la sera; di tutto questo, Benaco, era geloso. Così una notte, aggirandosi nel bosco, li sorprese e decise di trafiggere Cisso. Tavine, sconvolta per il dolore, iniziò a piangere; le sue acque formarono una limpidissima fonte di acqua dolce. Non sopportando la solitudine, Tavine, decise di uccidersi.
Allora gli altri dei la trasformarono in un giovane e frondoso salice.Invece Cisso, venne tramutato in edera, restando sempre attaccato all'albero e nessuno potè più dividerli.
 
                                      La leggenda di Val  Droanello

Sui monti in prossimità della Val Droanello,presso Droane,vi erano una decina di case,attorno ad un campanile. Qui abitava una piccola comunità, che un giorno venne disturbata da un gruppo di Lanzichenecchi, che distrussero, rapinarono e uccisero.
Restarono solo: rovine fumanti, morte e desolazione. Però, il misfatto, venne testimoniato da una strega, che viveva isolata, ma poco distante dal paese.Dopo aver sentito tutto il chiasso, la donna inorridita e sdegnata, maledisse i soldati che da quel momento continuavano a vagare per i monti, senza trovare una destinazione. Non si ebbero più notizie di loro e morirono soli.Da allora, una volta all' anno, nella notte di novilunio d'agosto, gli spettri dei soldati, riappaiono, vaganti per il monte, inseguiti dalle urla agghiaccianti della strega.